strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Workshop – Giugno si avvicina

Si era detto che avrei fatto partire i miei workshop a metà maggio, ma per una serie di motivi complicati la cosa è slittata. Grazie al cielo la mia banca è sempre una fonte di ispirazioni e di stimoli, e quindi ecco cosa avremo in campo a cominciare dal primo di giugno.

WORKSHOP

In linea di massima – ma non diciamolo in giro – preferisco i workshop ai corsi perché il corso presuppone una autorità che io non sono troppo sicuro di avere o di volere.
Un laboratorio è una cosa diversa, perché si tratta di condividere esperienze – le mie, per ciò che valgono, e quelle dei partecipanti, che l’esperienza hanno la possibilità di farsela, di prima mano e in un ambiente controllato.
I laboratori sono anche MOLTO più a buon mercato, che non è una cosa da poco. Continua a leggere

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Sei ore all’inizio

899158430_3e842fcf31Rapido pro memoria per chi fosse interessato a vedere cosa succede sulla pagina quando scrivo – questa sera alle 18.00 metterò qui un link per un google doc ch aggiornerò in diretta nelle ore successive, scrivendo da zero un racconto a partire da un’idea proposta dai membri del gruppo Facebook De Ebook Mysteriis.

Alle 17.00, su DEM, si apriranno le proposte e le votazioni.
E poi si parte.

Potrebbe essere un disastro.
O forse no.
Comunque vada, sarà divertente.

ADDENDUM: Grazie WordPress per aver pubblicato questo post con un’ora di anticipo.


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Una settimana alquanto produttiva

Son soddisfazioni, ma per davvero.
Dal 26 agosto ad oggi, vale a dire in una settimana, ho cominciato e finito una storia di 20.000 parole che farà (salvo ripensamenti dell’editore) da pilot per una nuova serie.
La vorando “da guerriglia”, con Scrivener da una parte e il browser dall’altra, ho fatto ricerca ad hoc mano a mano che la storia si sviluppava.
Ho scritto e buttato intere scene, e nel frattempo ho scoperto… Continua a leggere


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Una giornata tipo non esiste

rikers-island-penitentaryOK, c’è una specie di giochino che sta circolando qui nel blocco C della Blogsfera: alcuni di noi hanno cominciato a postare sui propri blog degli articoli su quello che è il loro processo di scrittura.
Lo ha fatto Alex Girola, lo ha fatto (in inglese) Angelo Benuzzi, lo ha fatto Germano Hell Greco.
E allora perché no?
In realtà ho già fatto in passato dei post più o meno su questo argomento (li abbiamo fatti tutti, in effetti) ma questa è una buona occasione per fare il punto di come sono cambiate – se sono cambiate – le cose negli ultimi mesi.

Negli ultimi due anni scrivere e tradurre sono state le mie principali attività – per il semplice motivo che quando si accudisce una persona ammalata, stare seduti lì vicino a scrivere è più semplice e comodo, per dire, che andare nei campi a raccogliere cotone.
Con la morte di mio padre, l’unica cosa che è cambiata è che ora non abbiamo più la sua pensione per arrotondare. Ed essendo il mercato del lavoro quello che è, io ho continuato a scrivere e a tradurre.
Sono solo cambiati i tempi. Fin qui, sono riuscito a pagare il grosso dei conti e a non far tagliare luce e telefono.
È un piccolo trionfo. Continua a leggere


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Il confine della sconfitta

Il mio amico Fabrizio Borgio ha fatto un tweet che diceva così:

Lo scoramento degli scrittori è una pericolosa deriva che confina con la sconfitta…

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Pochi giorni or sono, io mi domandavo, qui durante l’ora d’aria nel Blocco C, se io soffra di momenti di profonda infelicità perché scrivo, o se io scriva per sopravvivere ai momenti di profonda infelicità.

Non ho una risposta.
Edna O’Brien sosteneva che le persone felici non scrivono – e io posso anche crederci.

Resta il problema della sconfitta, citata da Fabrizio. Continua a leggere


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Il diamante perduto di L’Amour

LouisSmiling-at-deskThe Diamond of Jeru ha una strana storia.
Per riuscire a mantenersi come scrittore a tempo pieno, Louis L’Amour, colosso del westerm1, fra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50 pubblicava una storia alla settimana.
Questo significava scrivere per lo meno un’ottantina di storie l’anno.
Prima stesura e via – niente revisioni, non ce n’era il tempo.
Se la storia funzionava, L’Amour la spediva all’editor della rivista opportuna.
Se non andava, la infilava in una scatola e passava alla successiva.

When Lacklan brought his wife to Marudi, he was looking for diamonds, but when he learned he intended to take her up river with him, we decided he was a fool.

The Diamond of Jeru finì in una scatola, solo per riemergere negli anni ’90. Continua a leggere


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Io ed Helena ci conoscevamo da tempo

ca1fe69a94eaa55a67bfbf9b7b8ac00dHelena Theodora Saratova non avrebbe dovuto avere tutto lo spazio che alla fine le ho dedicato in The Ministry of Thunder.

Nella prima stesura Helena era un personaggio molto secondario, che doveva comparire per un mezzo capitolo e svolgere una funzione precisa e centrale nella trama, scambiare un paio di battute col protagonista e poi levarsi dai piedi.
Ma Helena non è quel tipo di donna.

Costruita sulla base di un paio di pittoreschi personaggi che realmente si potevano trovare a Shanghai negli anni ’30, Helena – durante la seconda stesura del romanzo – ha preso prepotentemente il sopravvento.

Il che è curioso, perchè riscrivendo e riassestando la trama, quella famosa funzione precisa e centrale non era più necessaria.
Sarebbe bastato tagliarla.
E invece no. Continua a leggere


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A cosa serve il Bechdel Test

Pare un fatto incontrovertibile che su strategie evolutive i post dedicati alla scrittura, soprattutto alle meravigliose e indispensabili regole che non si possono infrangere, destino un certo interesse nei surfisti.

E la notte passata mi domandavo, ma dopo avervi martellati con lo sciòddontel, l’infodamp e il sensouonda, questi profeti del Manuale vi hanno mai parlato del Bechdel Test?

Il Bechdel Test è una di quelle cose che servono per scrivere – se sapete come usaralo; se non sapete come usarlo, se lo affrontate in maniera dogmatica e inintelligente, è come una grossa tagliola per orsi, coi denti intinti nel curaro.
Insomma, è esattamente ciò di cui bisognerebbe discutere un attimo.
Vogliamo parlarne?
Facciamoci un pork chop express… Continua a leggere