strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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A cosa serve il Bechdel Test

Pare un fatto incontrovertibile che su strategie evolutive i post dedicati alla scrittura, soprattutto alle meravigliose e indispensabili regole che non si possono infrangere, destino un certo interesse nei surfisti.

E la notte passata mi domandavo, ma dopo avervi martellati con lo sciòddontel, l’infodamp e il sensouonda, questi profeti del Manuale vi hanno mai parlato del Bechdel Test?

Il Bechdel Test è una di quelle cose che servono per scrivere – se sapete come usaralo; se non sapete come usarlo, se lo affrontate in maniera dogmatica e inintelligente, è come una grossa tagliola per orsi, coi denti intinti nel curaro.
Insomma, è esattamente ciò di cui bisognerebbe discutere un attimo.
Vogliamo parlarne?
Facciamoci un pork chop express… Continua a leggere


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Pre-ordinate il mio prossimo ebook

Proviamo a fare qualcosa di diverso.
Approfittando anche del fatto che siamo ancora in fase estiva, e il blog funziona a regime ridotto.

C’è un mio nuovo ebook che potete acquistare – ma non è ancora uscito.

Nel senso che su Amazon potete prenotarlo – e quando il primo di settembre prossimo, allo scoccare della mezzanotte (o alle nove del mattino, a seconda dei capricci degli gnomi del signor Bezos) il volume sarà pubblicato ufficialmente, vi verrà inviato automaticamente sul lettore.
Bello liscio.

A cosa serve, mi direte voi, preordinare un ebook?
In fondo, il bello dell’ebook è che lo vedo, mi piace, clicko il bottone e lo compro.
Se mi tocca aspettare una settimana, da che clicko a che lo leggo, la comodità va a farsi friggere.

È possibile.

D’altra parte, il fatto che voi possiatre già acquistarlo ma che non sia ancora uscito, mi permette di far montare un po’ l’aspettativa, per il mio nuovo ebook.
Come ?
Cominciando per ora col rivelarvi solo la copertina, ad esempio. Continua a leggere


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L’autore come juke box

30ybpyz3me3i1k4t0pf1loeiqm4La cosa è venuta fuori ieri sera durante l’ora d’aria nel Blocco C.
C’è gente che vorrebbe che io fossi come un juke-box, diceva uno dei miei compagni di prigionia.

È vero.
È capitato anche a me.
Mi dicono, wow, m’è piaciuto il tuo ebook… ora dovresti scrivere…
E mi passano una lunga descrizione di quello che secondo loro dovrei scrivere io.
Sarebbe una figata, dicono.

Le proposte sono sempre piuttosto insolite.
E sono certamente un prezioso strumento per capire cosa passi per la testa di chi non scrive.
ER forse per capire perché non scrive.

Però non è così che funziona.
E non parlo del piano bar del fantastico, o di altre cose del genere legate al blog – in quel caso le richieste sono ok, al limite decido di ignorarle.
Parlo di storie.
Con le storie non è così che funziona. Continua a leggere


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Dopo (e durante) il blackout

6a00d8357f3f2969e20192ab30ed93970dRieccoci online dopo una giornata di blackout a singhiozzo dovuta a maltempo.

Non avere la rete è stata una buona occasione per leggere, scrivere e far di conto.

E per valutare un po’ di cose colte prima che le luci si spegnessero e il modem diventasse un fermacarte.

Sto lavorando a due storie per il mercato americano, sto rivedendo un sacco di cose scritte e (ipoteticamente) da pubblicare, e intanto ho messo mano a una nuova storia sbucata dal nulla e della quale ho parlato su Karavansara – per cui il racconto, se mai uscirà, uscirà in italiano, ma riflessioni, annotazioni e making-of stanno venendo fuori in inglese.

L’idea di pubblicare qualcosa di completamente nuovo in italiano mi causa non poca inquietudine.
E non solo perché avevo detto che non l’avrei più fatto, ed ora qualche imbecille dirà “visto?” e poi correrà a cercare un modo per scaricarselo gratis.
No, anche per un sacco di altri motivi.

E d’altra parte, nonostante tutto, se c’è chi legge, perché non scrivere?
Come diceva Harlan Ellison, il fatto che un medico presti la propria opera in un bordello non significa che stia andando a puttane*.

——————————————————————
* In passato alcuni lettori di questo blog hanno dimostrato l’inquietante incapacità di cogliere il significato di questa frase – che è poi uno dei motivi di cui si diceva…


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Scrivere per un pubblico di idioti

La cosa è cominciata ieri con il post comparso su Plutonia Experiment, nel quale Alex Girola si chiedeva se il lettore debba essere coccolato o ammaestrato.
Se non l’avete visto, fateci un salto.

Fatto?
Ok.
Io cambio domanda – e se il lettore ci limitassimo a rispettarlo?

Monty-Python-Holy-Grail

Discutiamone.

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Sentimenti

OK; cominciamo la settimana con qualcosa di un po’ diverso dal solito – ma anche no.
Parliamo di scrittura, ma facendo un giro molto largo.

Ve lo ricordate North to Alaska, del 1960?
In italiano lo intitolarono Pugni, Pupe e Pepite*.
Se non ve lo ricordate, qui c’è il trailer…

Se ancora non lo ricordate, ai fini di questa discussione si tratta di quel film nel quale John Wayne va in crisi, si ubriaca e sfascia tutto perché si innamora di Capucine.
No, ragazzi, seriamente… va in crisi perché si innamora di Capucine?! Continua a leggere


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Un nuovo Orrore per (dopo) Pasqua

orrorivallebelbologosmallUna mangiatoia di legno, con dentro una fisarmonica ed un maiale terrorizzato, sfrecciò sotto il ponte cavalcando l’acqua color caffelatte del Belbo.
Raschiò contro uno dei piloni di sostegno, rallentando appena e ruotando su se stessa, e a nulla valsero le grida e lo sbracciarsi degli uomini lungo la riva o l’agitarsi del suino disperato: l’improbabile vascello proseguì la sua corsa, accompagnato dal rombo delle acque e dagli strilli patetici del maiale.
“Dite a quella gente di levarsi di lì!”
Quasi a sottolineare le parole del Maresciallo, uno degli uomini sull’argine rovinò in acqua, ed i suoi compari si affrettarono ad abbrancarlo prima che il Belbo se lo portasse via.
Oltre la chiesa, la piazza del comune era ormai un lago bruno dal quale emergevano la capotte di una Punto e la cabina di un furgone. Continua a leggere


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Scrittura – una lista di cose

Ve la ricordate la vecchia storia che chi scrive scrive, tutti gli altri parlano di scrittura?
Bene, parliamo di scrittura.

jdm-crimezineLa cosa si sta diffondendo qui nel Blocco C della blogsfera – ha cominciato Alessandro Girola, poi lo ha fatto Marco Siena: un riassunto per punti di alcuni elementi che consideriamo fondamentali, o caratteristici, della nostra scrittura.

Come idea – e in questo concordo con Marco – non per esporci, ma per confrontare modus operandi e strategie.
Per imparare.
Alex ha messo giù venti punti, Marco trenta.
Vediamo ora cosa riesco a fare io.

Perciò, siete ancora in tempo, se siete di quelli che scrivono, allora piantatela di frignare e tornate a scrivere.
Se siete dei wannabe che parlano di scrittura, cliccate qui di fianco…

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