strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Senza una mappa

È una specie di post a reti unificate, questo – ne sta uscendo uno simile su Karavansara. Simile ma non uguale, perché cambiando la lingua cambia tutto, i ritmi, i toni. Si conserva, speriamo, il significato. Il post di là si chiama Uncharted, e giocherà sull’equivoco dei motori di ricerca e farà un disastro di visite fra i gamers o i fan di Sarah Bareilles. Questo no.

Fra un paio di giorni sarà l’8 di Maggio, e il terzo anniversario della morte di mio padre, la data che segna anche l’inizio della mia attività come scrittore a tempo pieno. Prima ero un geologo (prevalentemente disoccupato) che scriveva nel tempo libero. Poi, conto in banca azzerato, nessuna prospettiva di “un lavoro vero”, scrivere è stata una scelta di sopravvivenza.

E si è trattato di un percorso non pianificato, un viaggio “a sentimento”, senza una mappa. Senza traguardi o piani a lungo tempo che andassero oltre il pagare i conti prima che arrivassero i solleciti di pagamento.
Come diceva quel tale, fin qui tutto bene.

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Come il surf

Questo post nasce da una chiacchierata fatta nel pomeriggio col mio amico Alex Girola. Si discuteva del mio attuale progetto (che non è un progetto) e di come si affronti la scrittura di una storia lunga, di quanto si pianifichi, di come si proceda.
Ora, a suo tempo mi è stato fatto notare che quelli che scrivono scrivono, non parlano di scrittura, aparlare di scrittura sono i dilettanti., ma chissà che ciò che è venuto fuori dalla nostra chiacchierata non possa interessare qualcuno.

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Scrittori ed Editor

Io ho un amico che si chiama Germano Hell Greco che fa l’editor.
Non il correttore di bozze, non il cacciatore di refusi.
Non quello che va su Facebook a raccontare stizzito quanto sono presuntuosi gli autori che edita e che neanche sanno l’italiano.
Non quello che dice che gli scrittori sono capre, e la qualità è tutta merito suo.
Non fa il pavone.
Germano fa l’editor.

editor

Che per il mercato nazionale è una figura misteriosa, ma che per chi scrive è come il confessore. È la persona alla quale affidiamo ciò che abbiamos critto, e lui lo sistema.
Trova le scemenze.
Elimina le brutture.
Suggerisce modifiche per rendere la storia più robusta, più veloce, più incisiva, migliore.
Come una canzone dei Daft Punk.

Se scriviamo, trovare un buon editor è la cosa migliore che ci possa capitare.
Io sono stato fortunato. Ho avuto degli ottimi editor.
Ne ho anche incontrati di pessimi? Certamente.
Ma quelli si lasciano alle spalle, e ci si tiene stretti quelli buoni.
Il rapporto di fiducia fra autore ed editor è assolutamente sacro.

Ma notoriamente io sono una persona senza vergogna, che scrive in pubblico davanti a tutti, per cui se ne parlava, con Germano, del fatto che la maggior parte delle persone pensa che un editor sia quello che elimina le d eufoniche e converte le miglia in chilometri, e ci si domandava come fare a far capire com’è veramente.
Quanto vale veramente.

La risposta?
Farlo in pubblico.

Per cui eccoci qui – stiamo ancora cercando una data che vada bene per entrambi, ma ciò che abbiamo in mente di fare è questo: io scriverò un racconto in una serata, usando Google Documents, e condividendo il link come ho fatto in passato, in modo che tutti possano guardare.
E poi passerò la palla a Germano, che editerà la storia, e ancora una volta il link sarà pubblico, e tutti potranno vedere cosa succede.

Per data e oram vi farò sapere quanto prima.


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Lavori in corso per il secondo semestre

Questo è uno dei miei periodici post su cosa bolle in pentola, per fare il punto su cosa ho in programma per le vacanze.
Sono mesi frenetici – dal primo di maggio ad oggi ho avuto una uscita alla settimana, fra il mio materiale autoprodotto, storie e articoli pubblicati su riviste o venduti ad editori, e le mie uscite sotto pseudonimo.
È un sacco di lavoro, ma paga (a malapena) i conti.

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Al momento sto lavorando su una serie di progetti in parallelo. Non è il massimo, ma bisogna far cattivo viso… no, a rovescio, buon viso a cattivo gioco.
È probabile che non vi interessi, tutto questo.
Ma nel caso vi interessasse, vediamo cosa abbiamo in coda… Continua a leggere


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Workshop – Giugno si avvicina

Si era detto che avrei fatto partire i miei workshop a metà maggio, ma per una serie di motivi complicati la cosa è slittata. Grazie al cielo la mia banca è sempre una fonte di ispirazioni e di stimoli, e quindi ecco cosa avremo in campo a cominciare dal primo di giugno.

WORKSHOP

In linea di massima – ma non diciamolo in giro – preferisco i workshop ai corsi perché il corso presuppone una autorità che io non sono troppo sicuro di avere o di volere.
Un laboratorio è una cosa diversa, perché si tratta di condividere esperienze – le mie, per ciò che valgono, e quelle dei partecipanti, che l’esperienza hanno la possibilità di farsela, di prima mano e in un ambiente controllato.
I laboratori sono anche MOLTO più a buon mercato, che non è una cosa da poco. Continua a leggere


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Sei ore all’inizio

899158430_3e842fcf31Rapido pro memoria per chi fosse interessato a vedere cosa succede sulla pagina quando scrivo – questa sera alle 18.00 metterò qui un link per un google doc ch aggiornerò in diretta nelle ore successive, scrivendo da zero un racconto a partire da un’idea proposta dai membri del gruppo Facebook De Ebook Mysteriis.

Alle 17.00, su DEM, si apriranno le proposte e le votazioni.
E poi si parte.

Potrebbe essere un disastro.
O forse no.
Comunque vada, sarà divertente.

ADDENDUM: Grazie WordPress per aver pubblicato questo post con un’ora di anticipo.


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Una settimana alquanto produttiva

Son soddisfazioni, ma per davvero.
Dal 26 agosto ad oggi, vale a dire in una settimana, ho cominciato e finito una storia di 20.000 parole che farà (salvo ripensamenti dell’editore) da pilot per una nuova serie.
La vorando “da guerriglia”, con Scrivener da una parte e il browser dall’altra, ho fatto ricerca ad hoc mano a mano che la storia si sviluppava.
Ho scritto e buttato intere scene, e nel frattempo ho scoperto… Continua a leggere


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Una giornata tipo non esiste

rikers-island-penitentaryOK, c’è una specie di giochino che sta circolando qui nel blocco C della Blogsfera: alcuni di noi hanno cominciato a postare sui propri blog degli articoli su quello che è il loro processo di scrittura.
Lo ha fatto Alex Girola, lo ha fatto (in inglese) Angelo Benuzzi, lo ha fatto Germano Hell Greco.
E allora perché no?
In realtà ho già fatto in passato dei post più o meno su questo argomento (li abbiamo fatti tutti, in effetti) ma questa è una buona occasione per fare il punto di come sono cambiate – se sono cambiate – le cose negli ultimi mesi.

Negli ultimi due anni scrivere e tradurre sono state le mie principali attività – per il semplice motivo che quando si accudisce una persona ammalata, stare seduti lì vicino a scrivere è più semplice e comodo, per dire, che andare nei campi a raccogliere cotone.
Con la morte di mio padre, l’unica cosa che è cambiata è che ora non abbiamo più la sua pensione per arrotondare. Ed essendo il mercato del lavoro quello che è, io ho continuato a scrivere e a tradurre.
Sono solo cambiati i tempi. Fin qui, sono riuscito a pagare il grosso dei conti e a non far tagliare luce e telefono.
È un piccolo trionfo. Continua a leggere