strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il giorno che ho capito tutto

OK, lo sappiamo, il titolo è grammaticalmente discutibile – dovrebbe essere “Il Giorno in Cui Capii Tutto”… così sarà gergale, ma è più incisivo.

Detto ciò, veniamo ai fatti.
Doveva essere il 1979.
Seconda media.
L’insegnante di disegno ci disse di portare a scuola una rivista con delle fotografie di luoghi lontani, in modo da poter disegnare dei paesaggi copiando dalle fotografie.

Mio padre leggeva abbastanza regolarmente il National Geographic, all’epoca… e quindi io presi una copia del Geographic.
Un numero in cui si parlava di Hong Kong.
E portai a scuola quello. Continua a leggere


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Il caso del leprotto prussiano

Tutto comincia da un leprotto prussiano.
Beh, io assumo che sia prussiano, perché si chiama Otto.
Otto è un nome prussiano.
E questo è un pork chop express.

yaratc4b1cc4b1lc4b1k-resim-3Il fatto è che la mia vicina di cella laClarina ha appena fatto un gran bel post sulla scuola, e sull’immaginazione, e su come il povero Otto il Leprotto sia stato scacciato da una classe, in una scuola, per il semplice fatto che… beh, che è immaginario.

La scuola ha un problema, con l’immaginazione.
Potrei dire la scuola italiana – in fondo è quella che conosco meglio – ma se devo credere a personaggi piuttosto affidabili, le cose marcano male anche nel resto del mondo.
La scuola ha un problema con l’immaginazione.
Perché?

Io di solito la cosa me la spiego col fatto che l’immaginazione è difficilmente incasellabile e classificabile, non ci si fanno sopra dei programmi ministeriali, non si possono assegnare venti pagine di immaginazione da leggere e imparare a memoria per lunedì.
Ma è tutto qui? Continua a leggere