strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il corso di self-publishing di strategie evolutive

Ne ho accennato nei giorni passati, ho detto che l’avrei fatto, ho ricevuto un inaspettato supporto da un sacco di persone, per cui è arrivato il momento di presentare il mio corso di self-publishing1. Per cercare studenti, naturalmente, ma anche per sentire l’opinione di chi legge il mio blog.
I commenti sono aperti.

stratevol self

Il corso online di self-publishing si articola in quattro lezioni totali, una lezione a settimana. Ogni lezione è in due parti, come spiegato più sotto.
Il corso comincia l’8 di Gennaio del 2018. Continua a leggere


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E se facessi un corso?

Mi hanno chiesto perché non ho mai proposto un corso di scrittura, o scritto unmanuale a riguardo.
Sì, c’è gente che ha delle idee abbastanza strane.

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La ragione per cui non ho mai fatto cose del genre – ho partecipato al vecchio corso di scrittura sponsorizzato da Acheron Books, parlando di giochi di ruolo – è che non credo di poter fare di più o di meglio di ciò che è già stato fatto.
Ho letto letteralmente dozzine i manuali, e sono tutti validi – e se nessuno di questi contiene la Verità (e se qualcuno vi dice diverso, sono sciocchi o disonesti) certamente tutti contengono qualcosa di utile.
Ho elencato altrove quelli che considero migliori – potrei aggiornare la lista.
Io direi, così, in breve … Continua a leggere


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Decisioni consapevoli

LawrenceBlock_GBUn paio di anni addietro, lo scrittore americano Lawrence Block decise di autopubblicare il suo nuovo romanzo, anziché appoggiarsi ad un editore tradizionale. Alla domanda sul perché avesse preso questa decisione (dopotutto come autore pubblicato tradizionalmente aveva all’attivo decine di best seller), Block rispose pragmaticamente

perchè così i soldi li intasco io

Aveva poi articolato più seriamente e a fondo i motivi della propria scelta, certo. Ma il punto era abbastanza chiaro.

Ho ripensato al discorso di block – e alle osservazioni di molti altri autori che ho avuto modo di leggere, da Guy Kawasaki a Holly Lisle – perché negli ultimi giorni ho sentito spesso descrivere l’autopubblicazione come una scelta poco pratica, che non permette a un autore di raggiungere un vasto pubblico, un palliativo, una scelta per gente che vuol togliersi uno sfizio.

Se il mio editore smettesse di pubblicarmi, io smetterei di scrivere, non mi metterei di sicuro ad autopubblicarmi

ha sostenuto qualcuno.
Beh, parliamone.
Pork chop express, a tema editoriale. Continua a leggere


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L’estinzione dei self-publishers

OK, questo è il classico post che esce dal nulla e viene scritto di getto.
No, correzione – non esce dal nulla.

Da un po’ di tempo si sente ripetere da più parti che l’autopubblicazione è un vicolo cieco – la ragione, secondo alcuni, è che al momento si pubblica talmente tanto, che la qualità, per la vecchia Legge di Sturgeon, è bassissima.
Il 95% è ciarpame, tutti scrivono (troppo e male) e nessuno legge.
Gli autopubblicati si estingueranno.

Ora, è vero che io bazzico l’autopubblicazione da solo un anno, e sono probabilmente uno dei perpetratori di ciarpame che tutti additano come coloro che faranno morire l’autopubblicazione, tuttavia l’estinzione è un argomento che conosco molto bene, avendo dedicato oltre vent’anni della mia vita a studiare proprio eventi di estinzione.

Extinction of the dinosaurs, artwork

Quindi ora basta ascoltare sciocchezze. Continua a leggere


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Lo stai facendo nel modo sbagliato

Sto lavorando alla newsletter per i fan di Aculeo & Amunet*.
L’idea è semplice – un bel pacchetto di novità, contenuti extra e altre meraviglie, recapitato una volta al mese nella mailbox di chiunque si abboni.
Gratis, e senza doppifondi o trappole.
Maggiori dettagli sui nostri eroi, racconti a puntate, copertine, quel genere di cose.

new-mailchimp-logoSi tratta di uno strumento piuttosto utile – specie se si bazzica il mercato anglosassone e si producono narrative seriali, ed esistono servizi online che permettono di gestire la cosa con una certa facilità.
Io, per dire, uso Mailchimp.
Molto buono.

Ci sono due fattori che, nel mettere mano alla prima newsleter – e prima ancora, alla struttura, forma e colore della newsletter in generale – che mi paiono interessanti.
Interessanti abbastanza da farci un Pork Chop Express, diciamo. Continua a leggere


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Editoria tradizionale o autoproduzione, l’opinione degli autori

dbw-publishedauthorexpectatÈ estremamente improbabile che qualcuno di noi legga a breve What Advantages do Traditional Publishers Offer Authors, A Comparison of Traditional and Indie Publishing from the Authors’ Perspective, di Dana Beth Weinberg and Jeremy Greenfield.
Si tratta di uno studio condotto congiuntamente da Digital Book World e da Writer’s Digest, e circola in formato pdf, per la cifra di 295 dollari.

Poiché non abbiamo quei soldi da spendere, ci conviene approfittare dalle tabelle scelte pubblicate da DBW, e ragionarci un po’ su, volete?
Sarà una buona occasione, fra le altre cose, per sentire l’opinione di chi c’è dentro, e confrontarla con quella di chi dentro vorrebbe esserci, ma non c’è ancora.
Vedrete che sarà interessante. Continua a leggere


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APE – come pubblicare un libro

Ne avevo avvevo accennato domenica, l’ho letto in tre notti – e a cavallo di pasti e pause nel lavoro.

51+ISsTRGxLAPE: Author-Publisher-Enterpreneur: How to Publish a Book è un libro che in cartaceo supererebbe le 400 pagine, ed è disponibile tanto a stampa quanto in differenti formati elettronici.
In formato Kindle pesa quasi cinque mega.

Gli autori sono Guy Kawasaki e Shawn Welch.
Già uomo del marketing di Apple, consulente per diverse aziende Kawasaki è un popolare conferenziere, è un blogger con un ampio seguito, ed ha all’attivo una dozzina di libri.
Welch è stato editor per la Pearson – nota casa editrice di ambito tecnico-didattico – ed è stato a sua volta coinvolto in diversi progetti Apple.

APE, come già accennato, si propone di diventare il Chicago Manual of Style per il self-publishing – il riferimento definitivo, il testo che da solo contiene tutto ciò che è indispensabile sapere.

Il libro è suddiviso in tre sezioni – prevedibilmente una dedicata all’Autore, una all’Editore ed una all’Imprenditore.
Tre ruoli, sostengono Kawasaki e Welch, che l’autore indipendente e auto-prodotto deve rivestire in parallelo nello sviluppo del proprio progetto.

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La Ballata di Bobbie Howard

Prima o poi doveva succedere.

Una pubblicazione imprevista.
Si chiacchierava di creare personaggi del sesso opposto, con alcuni amici scribacchini, ed io come sempre mi sono detto soddisfatto ed orgoglioso del lavoro fatto, anni addietro, su Bobbie Howard, versione alternativa e femminile di Robert E. Howard.
Da qui l’idea di dare un’occhiata alla storia, il recupero del file dall’hard disc, l’idea di risistemarlo, metterci una copertina, fare un epub, magari anche un pdf.

Eccolo qui.

Si può immaginare qualcosa di peggio che essere giovani, intelligenti, creativi e indipendenti in un posto morto come Cross Plains, Texas, negli anni della Depressione?
Ovviamente sì…

Il racconto uscì – dopo varie disavventure – sul numero 43 di LibriNuovi.
Per questa edizione è stato vagamente risistemato, con l’aggiunta di una postilla barbosa come quelle che scriveva Ike Asimov per le sue storie.
È una cosa breve, di poco più che venti pagine, neanche 3500 parole.

La storia è disponibile tanto in formato epub, attraverso Ubuntu One, quanto come pdf da questo link diretto.

Il dowload è gratuito.
Ma se volete pagare un sacchetto di patatine all’autore, potete star certi che non sarà capace di rifiutarle.

Buona lettura!