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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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L’importante è scoparsi l’ittiosauro

Avevo voglia di vedere un bel film, e perciò mi sono guardato Ammonite, di Francis Lee, un film sull’amicizia fra Mary Anning e Charlotte Murchison, due donne che nella prima metà dell’800 si dedicarono alle scienze naturali, alla geologia ed alla paleontologia.
Mi aspettavo una sontuosa ricostruzione storica, e la mia attesa non è stata delusa – il film è bellissimo a vedersi, e cattura l’atmosfera opprimente della provincia britannica profonda negli anni ’20 del 19° secolo.
Il film ruota attorno alla relazione omosessuale fra la Anning e la Murchison – una relazione della quale non esiste alcuna prova o documentazione, che io sappia, ma il regista dice che va bene così: la Anning e la Murchison furono davvero amiche e corrispondenti, ed il fatto che non esistano prove di una loro relazione omosessuale è la dimostrazione, secondo il regista, che questa relazione ci sia stata.
E poi in generale chissenefrega – “nessuno si sarebbe lamentato se la relazione fosse stata eterosessuale” (ipse dixit).

Il film, interpretato magistralmente da Kate Winslet nel ruolo di Mary Anning e da Saoirse Ronan nel ruolo di Charlotte Murchison, è molto bello e interessante, come dicevo. Luoghi evocativi, costumi sontuosissimi, e un paio di scene di sesso acrobatico.
E mi ha anche lasciato estremamente deluso, ed abbastanza irritato.
E credo sia importante spiegare il motivo di questa delusione e irritazione, perché ho visto molte relazioni, deluse o irritate, liquidate come frutto di bacchettonaggine (un tratto tipico, pare, dei paleontologi).
La realtà, come al solito, è un po’ più complicata.

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