strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


9 commenti

Imperi Perduti

the end of an empire is a messy affair
(Randy Newman)

ozymandiasSì, lo so, di solito quando si parte a parlare di imperi perduti, si dovrebbe citare qualcosa di diverso da Randy Newman, chessò, Ozymandias o ShutrukNakhunte, ma io sono fatto così.
Io cito Randy Newman.

La mia amica Clarina, qui due celle più in giù lungo il corridoio del Blocco C, ha fatto ieri un bel post sui suoi imperi perduti.
Sì, come i grandi eroi dell’avventura classica, anch’io ho delle amiche che hanno i loro imperi perduti.
Ma a parte le mie sciocchezze, date un’occhiata al suo post, che merita.

Fatto?
Bene.

Ora, i miei imperi perduti.
Ah.
varie 011Sono nato e cresciuto a Torino.
Torino è la città perduta, in più di un senso.
I torinesi soffrono di questo complesso, che tutto è nato qui, ed è stato portato altrove.
A Milano, a Roma.
Per un breve istante, Torino fu la capitale d’Italia, e se lo porta dietro, un po’ come un arto fantasma, quel momento, come qualcosa di irrisolto.
E poi il resto – la rivoluzione industriale, il cinema, la televisione, la robotica…
C’è questa specie di presunzione di saccheggio, delle ricchezze della mia città.
E non è solo nella testa degli abitanti, ma anche nei parchi, nelle vie.
Per cui ci sono degli angoli di Torino, degli scorci, in cui questo spettro fatto di potenziali irrealizzati si sente molto forte.
Via Eleonora Duse.
Piazza Carlina.
Piazza Solferino.
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