strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Gli avventurieri di Ferragosto

… poiché dicono che la settimana di ferragosto è una settimana morta, noi proviamo a ravvivarla con una offerta speciale.

Fino a domenica Avventurieri sul Crocevia del Mondo è ribassato del 35%.

avventurieri qrAvventura, deserti inesorabili, cialtroni, esploratori, baroni pazzi, cacciatrici di panda…
Che altro volete, sotto all’ombrellone?


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Aculeo & Amunet – Un po’ di fonti storiche

Un articolo a richiesta, di quelli nei quali allineo un po’ di titoli di libri per coloro che fosero interessati.

Mi è stato chiesto – da Jonnie, se ben ricordo – cosa io usi per documentare le mie storie di Aculeo & Amunet.
In effetti ho una quantità di volumi – tanto in cartaceo che in digitale.
La loro funzione è doppia – da una parte sono una fonte di informazioni storiche che mi aiutano a definire il mondo nel quale i miei due protagonisti si muovono; dall’altra, sono una fonte di ispirazione, poiché nulla batte per pura meraviglia la realtà storica, sette giorni su sette.

E se la mia documentazione di partenza era abbastanza leggera, con lo svilupparsi della serie, il numero di testi ha preso ad aumentare.
Come è normale che sia.
Perciò, ecco il mio scaffale minimo per scrivere Aculeo & Amunet – non tutti, ma gli indispensabili, e un paio di titoli insoliti. Continua a leggere


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Imperi Perduti

the end of an empire is a messy affair
(Randy Newman)

ozymandiasSì, lo so, di solito quando si parte a parlare di imperi perduti, si dovrebbe citare qualcosa di diverso da Randy Newman, chessò, Ozymandias o ShutrukNakhunte, ma io sono fatto così.
Io cito Randy Newman.

La mia amica Clarina, qui due celle più in giù lungo il corridoio del Blocco C, ha fatto ieri un bel post sui suoi imperi perduti.
Sì, come i grandi eroi dell’avventura classica, anch’io ho delle amiche che hanno i loro imperi perduti.
Ma a parte le mie sciocchezze, date un’occhiata al suo post, che merita.

Fatto?
Bene.

Ora, i miei imperi perduti.
Ah.
varie 011Sono nato e cresciuto a Torino.
Torino è la città perduta, in più di un senso.
I torinesi soffrono di questo complesso, che tutto è nato qui, ed è stato portato altrove.
A Milano, a Roma.
Per un breve istante, Torino fu la capitale d’Italia, e se lo porta dietro, un po’ come un arto fantasma, quel momento, come qualcosa di irrisolto.
E poi il resto – la rivoluzione industriale, il cinema, la televisione, la robotica…
C’è questa specie di presunzione di saccheggio, delle ricchezze della mia città.
E non è solo nella testa degli abitanti, ma anche nei parchi, nelle vie.
Per cui ci sono degli angoli di Torino, degli scorci, in cui questo spettro fatto di potenziali irrealizzati si sente molto forte.
Via Eleonora Duse.
Piazza Carlina.
Piazza Solferino.
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