strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


21 commenti

Una modesta proposta

Io proporrei una moratoria di dieci anni sui termini nerd e geek, e pene corporali – o possibilmente la Rieducazione Attraverso il Lavoro per coloro che si applicano tale etichetta o la applicano ad altri senza previo permesso scritto degli interessati.
Che coloro che ora come ora si autodefiniscono nerd e geek tornino a leggere i loro fumetti, a guardare le loro serie TV, a giocare a Dungeons & Dragons (rigorosamente Scatola Rossa) e con la collezione di Micronauti, e a piangere commossi per i vecchi Urania o i libri della Fantacollana che non hanno mai letto, e la smettano di perseguitarci con i loro pipponi autocelebrativi e i loro agghiaccianti tentativi di auto-legittimazione, con la loro nostalgia per ciò che non hanno mai conosciuto e con la loro tragica mancanza di senso dell’umorismo.

Pare di assistere ai primi giorni non di una nazione migliore, ma del sorgere di una nuova religione, con piccoli profeti che tentano di raggiungere il rango di Kwisatz Haderach.0002385123_100Sarebbe bello se si facessero dei discorsi seri, se si facessero delle analis critiche, anche semplicemente delle tranquille discussioni.
Ma questo perpetuo sforzarsi per recintare un pezzetto del dominio nerd al fine di diventare dei piccoli Secret Masters of Fandom è vuoto e fasullo, e alla lunga non porta a nulla di buono.

In casi di estrema necessità, coloro che intrattengono passioni che noi non siamo in grado di capire potranno essere etichettati come anorak, come da tempo avviene in taluni circoli.

Così.
Come si diceva, una modesta proposta.
Ma pensate che mi daranno retta?
Ah!


14 commenti

La natura transitoria dei fan

webradioPrendo l’avvio per questo post da un fatto che ha poco peso per i lettori di questo blog – dopo un anno di attività, una web radio che trasmette musica giapponese, e che seguo da qualche tempo, rischia seriamente di chiudere.
Per accordi contrattuali, la radio viene ospitata su un server francese, a condizione che riesca a garantire una media minima di ascolti giornalieri.
Nelle ultime settimane, gli ascolti hanno subito una flessione drastica, mettendo seriamente in pericolo la sopravvivenza di questa piccola radio via web.

Ora, davanti ad una cosa del genere, le persone coinvolte nella gestione della radio si sono poste la domanda di cosa sia cambiato.
Si tratta dei famigerati algoritmi di Google che i blogger amano odiare?
No.
Si tratta di una variazione del programma che ha in qualche modo allontanato gli ascoltatori abituali?
No – anzi, negli ultimi mesi, i programmi sono stati ritagliati sulle richieste degli ascoltatori attraverso sondaggi e commenti sul blog della stazione.

E allora, cosa?
Io mi occupo di statistiche.
Io leggo i dati, ricavo ipotesi. Continua a leggere


5 commenti

S.M.O.F. per tutti

Stando ad una leggenda che circola da anni nell’ambiente, esiste una organizzazione, una cupola, una combriccola di incappucciati che, nell’ombra, dominano il mondo del fandom, manipolando le menti deboli, serviti inconsapevolmente dalle orde senza volto dei nerds, dei geeks, degli otaku.
Decidono le mode e i trend.
Decretano il successo o la cancellazione di una serie Tv, di una serie a fumetti.
Creano o distruggono fenomeni letterari.
Sono comunemente noti come Secret Masters of Fandom.
S.M.O.F.

C’è chi ci scherza.
C’è chi minimizza.
C’è chi li prende sul serio.

Ma ora, per la prima volta, le semplici regole per assurgere al grado di SMOF vengono pubblicate nella nostra lingua.
Si tratta di un gesto senza precedenti e potenzialmente pericoloso per la mia incolumità, ma il mondo deve sapere.
È un pork chop express cospiratorio ed occulto, quello di questa Pasquetta 2009…

Regola numero uno – Procuratevi una presenza web.
E questo non vuol solo dire un dannato blog su WordPress, o dove più vi aggrada, ma anche un nickname accattivante e facile da ricordare.
Fate in modo che il vostro nick e l’argomento di cui vi occupate (fantasy, fantascienza, horror, anime, giochi di ruolo, Star Trek) compaia nel titolo del vostro blog.
Aggiornate con una certa regolarità il blog.
MySpace e Facebook non sono essenziali, per lo meno all’inizio, ma col tempo lo diventeranno.

Regola numero due – Incontrate gente, fate cose.
Datevi da fare su forum on-line, postate commenti sui blog altrui.
Createvi una identità riconoscibile.
Createvi un paio di argomenti tipici: i prezzi troppo alti dei libri, i pessimi doppiaggi dei telefilm, il Creative Commons, e martellate su quelli.
Un buon avatar è vivamente consigliato.

Fin qui, niente di troppo difficile.
Anche Seth Godin vi suggerirebbe lo stesso.

Regola numero tre – Sparate sulla Croce Rossa.
Una volta messo il piede nella porta, datevi da fare per generare rumore – e cosa c’è di meglio che attaccare senzaquartiere bersagli indifendibili?
Massacrate H.P. Lovecraft per la sua prosa legnosa ed ottocentesca.
Colate a picco R.E. Howard per il suo evidente razzismo, e per la misoginia.
Dite a gran voce che Star Trek V è un’indegno spreco di tempo.
Spiegate che tanto Doraemon gli occidentali non lo capiranno mai.
Scagliate i fulmini della vostra ira sulla Quarta Edizione di Dungeons & Dragons.
In caso di carenza di argomenti, attaccate il fantastico perché troppo fantastico, o troppo poco fantastico, la fantascienza perché troppo fredda o troppo incurante della scienza, l’orrore come insipido e troppo estremo…
I ragionamenti circolari sono una vera manna.

Il vostro scopo, a questo punto, è generare due effetti: da una parte, volete scatenare l’ira dei fan dei vostri bersagli (che per insultarvi, faranno traffico e quindi hit sul vostro blog) e dall’altra verrete riconosciuti come spiriti affini da tutti coloro che le vostre tesi le sostenevano da sempre, i bastian contrari e quelli che sono sempre e comunque acriticamente contrari a qualsiasi cosa.

Regola numero quattro – Siate scrupolosi al limite dell’ossessività.
Perché limitarsi a bollare Relic Hunter come una noiosa serie di quarta classe in due paragrafi, quando potete pubblicare venti pagine su ogni episodio trasmesso, esaminando scena per scena il montaggio, frase per frase il dialogo?
Coi libri e i fumetti viene meglio – per i film dovete fare un sacco di fermo-immagine.

Ora, ammettiamolo: è sostanzialmente idiota affrontare in questo modo l’analisi di una narrativa, a meno che non si stia scrivendo una tesi sulla struttura narrativa, o sul montaggio, o sulla sceneggiatura.
Ma le menti deboli sono facilmente impressionabili, e scambiano frequentemente l’overkill per competenza e l’aggressività per forza.

Regola numero cinque – Trollate i vostri simili
È giunto il momento di tornare sui forum e sui blog frequentati con regolarità, per rendersi fondamentalmente insopportabili.
Radicalizzate le vostre posizioni.
Siate genericamente offensivi.
Non mancate di ricorrere all’insulto personale.
Ricordatevi – sta a loro dimostrare la correttezza delle proprie tesi, non a voi di dimostrare la correttezza delle vostre.
Pregate che vi bannino.

?!
Farsi bannare?
Certo – non solo in questo modo potrete accusare di totalitarismo i vostri interlocutori (suscitando la simpatia del pubblico) ma in questo modo, ogni possibile contraddittorio viene annullato.
Se vi bannano e poi vengono a commentare il vostro blog, potete dileggiarli.
E se invece vi ignorano, nessunopotrà sottolineare le falle dei vostri argomenti e in generale le cazzate che ammanirete ai vostri fan.

Regola numero sei – Siate populisti.
Il populismo, quando si ha a che fare con un pubblico ignorante, funziona sempre.
In fondo, chi è che decide quali sono i classici e quali no?
Chi ha eletto i critici?
Se piace a tanta gente, dev’essere una valanga di pattume.
Ma se piace a tanta gente e a voi, allora è chiaro che la gente ha ragione.

Regola numero sei bisNegate le Verità Acquisite.
L’Ispirazione.
La Creatività, la Libertà Artistica, il Controllo Autorale.
Ma anche il Duro Lavoro, la Pratica, l’Esperienza.
La Licenza Poetica.
Il Sense of Wonder.
La Sacrosanta Fuga del Prigioniero.
Tutti bersagli eccellenti per un po’ di propaganda populista.
Affermate che chiunque può fare qualsiasi cosa desideri fare – tranne coloro che non godono della vostra approvazione, naturalmente.
Quelli sbagliano sempre – e voi siete lì per farlo sapere a tutti.

Regola numero otto – Statisticolate.
OK; lo sappiamo, avete delle statistiche precise su quanti visitatori passano ogni giorno per il vostro blog.
Ma un po’ di mano libera non guasta.
Trenta commenti all’ultimo post?
Segno evidente che almeno duecento persone hanno letto le vostre parole.
Che gli altri si dannino coi loro web-counter e i loro sistemi di rilevamento delle presenze.
E poi, gli altri chi?

Regola numero nove – Delegittimate l’opposizione.
A questo punto, dovreste esservi creati attorno un vuoto colmato solo da quelli che di fatto credono a ciò che scrivete, più quelli che si sono avvicinati alla vostra persona on-line perché gli schiamazzi e la maleducazione li divertivano, e non si sono ancora stufati.
Ma per andare sul sicuro, è arrivato il momento di delegittimare non solo coloro che non la pensano come voi, ma anche tutti coloro che potrebbero pensarla diversamente da voi.
Attaccate chi usa termini come società, metafora, allegoria, postqualcosa, transqualcosaltro eccetera.
Accusateli di essere pseudointellettuali.
Toccherà ancora una volta a loro l’onere di dimostrare il contrario.

Regola numero dieci – Cominciate a pensare al Livello Successivo.
Se come la gran parte dei dittatori siete artisti frustrati, è ragionevole immaginare che abbiate qualche prodotto del vostro ingegno nel cassetto – un romanzo, una raccolta di versi, dei disegni…
Cominciate a considerare le strategie necessarie per distribuirlo fra i vostri accoliti.
Si potrebbe cominciare con un campione gratis (tanto per fare un po’ di numeri, opportunamente gonfiati come da Regola 8, da mostrare ad un eventuale editore, che tanto ve lo farà riscrivere/ridisegnare/ricomporre).
La folla lo adorerà comunque.
E se qualcuno volesse provarsi a criticarlo negativamente, lo sappiamo già che fine farebbe, vero?

E ora, ascoltatevi i 10cc

goebbels

Regola numero sette – la Regola Perduta
Quando troverete questa pagina, e vi riconoscerete, premuratevi di linkare questo post al vostro blog, al fine di dileggiare l’autore di questerighe e di dimostrare (qualora ce ne fosse ancora bisogno) quanto siano malvagi quei dannati pseudointellettuali.
Potreste anche dimostrare che la presenza di questo post è, in fondo, una dimostrazione di quanto voi siate importanti – come diceva Joseph Goebbles, la propaganda è un’arte, non importa se questa racconti la verità.
O forse, voi a questo punto potreste preferire John Milton: meglio primi all’inferno che secondi in paradiso.

Che è poi il nome di questa regola.

Powered by ScribeFire.