strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio social

Dicono che nel 2020 tutti si sono messi a fare podcast – ed è probabilmente vero. Dopotutto, c’era un sacco di gente chiusa in casa senza un posto in cui andare, e che stava imparando a gestire parte delle proprie esperienze in streaming. Perché non approfittarne?
È interessante che in Italia i podcast conservino di solito il formato da venti minuti tipico di Youtube. Ma dicono che “in Italia è differente”.

E dicono anche che se hai un podcast e non sei sui social, è come se non ce lo avessi – lavora un anno a creare episodi da due ore, e se non sei sui social, il primo pirla con una pagina Instagran e un’ora di bla-bla in croce verrà salutato come il Dio della Radio in Streaming.

Ma Paura & Delirio ora è sui social, proprio come se fosse il 2020 – abbiamo una pagina Facebook, un profilo Instagram ed una serie di bacheche curate su Pinterest. Il podcast è disponibile sulle principali piattaforme streaming, e su MixCloud.
E se volete dare un’occhiata a tutte queste meraviglie, ed ascoltare i nostri episodi, e magari vedere cose che gli altri non vedono, fare cose che glia ltri non fanno, ora trovate tutto su LinkTree, seguendo il link od utilizzando il QRCode qui a destra.

A seguire, altre novità – la celebrazione del primo anno di Paura & Delirio si avvicina.


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Nudo

Hiroo Onoda non voleva fare il militare, o per lo meno così dicono. Ma era nato nel 1922 e quindi arrivato a diciott’anni, nel 1940, venne arruolato nella fanteria dell’Esercito Imperiale Giapponese. Venne addestrato nel Futamata Bunkoo per compiere azioni di guerriglia, e nel 1944 venne sbarcato a Lubang, nelle Filippine. Non fece granché guerriglia, perché i suoi superiori non glielo permisero – era considerata un’attività disonorevole. Poi, il 28 febbraio 1945 gli americani sbarcarono a Lubang, e il tenente Onoda e tre commilitoni riuscirono ad evitare la cattura, si addentrarono nelle foreste che coprivano gran parte dell’isola, e si diedero alla macchia, svolgendo attività di guerriglia contro gli yankee.

Nell’Ottobre del ’45 Onoda e i suoi tre compagni trovarono nel fitto della foresta un volantino che diceva “La guerra è finita il 15 di Agosto! Venite fuori dalle montagne!”
Un ingenuo espediente degli americani, ovviamente.
Onoda e i suoi uomini proseguirono la loro attività di guerriglia.

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Identità

Post leggero – qualcos’altro arriverà nel pomeriggio.
Forse.
E se vogliamo, anche questo,sì, è un pork-chop express.

Riflettevo su quanto si sia polverizzata l’esperienza e la fruizione di Internet.
Il mio vecchio sito web è ormai abbandionato da anni.
Gestisco due blog, uno dei quali in inglese, e collaboro con altri.
E poi tutto il resto… social network, questo, quello…

Come non correre in aiuto di una signora in pericolo?

Come non correre in aiuto di una signora in pericolo?

Ora, proprio stanotte (la notte scorsa per la maggior parte di voi che mi leggete), sto dando una mano ad un’amica ad attrezzarsi per sbarcare a tempo pieno sul web, dopo alcuni intoppi – chiamiamoli così – con MSN e soprattutto dopo la debacle di un fornitore di spazi web gratuiti che improvvisamente ha venduto i propri server ad una misteriosa azienda (pakistana?) ed ha abbandonato tutti i suoi utenti, mandando a gambe all’aria siti web, account di posta, e quant’altro.
Proprio una bella esperienza, per una persona che ha già poca voglia di trafficare col web.
Che si fa in questi casi?
Lei per la mia complicità nel rimetterla online mi ha promesso un pagamento in natura*, e poiché io sono un gentiluomo, io mi sono fatto promettere un paio di guest post e una intervista.

Ma comunque la lista delle cose da fare è incredibile.

Dunque…

. nuovo blog (sperando di poter salvare qualcosa dal vecchio sito web statico), per chiacchierare, promuoversi, e in linea di massima restare online. Il blog come perno dell’intero sistema. Il che significa per il momento Blogspot, per quanto io lo detesti – però ci si può mettere adsense, ci si può caricare qualsiasi cosa.
. profilo facebook – perché ormai da lì tocca passare. L’idea di lasciarlo per ultimo non è stata buonissima – poiché attraverso FB potremmo accedere a un sacco di altri servizi, come ad esempio…
. l’account Pinterest – sul quale si sta divertendo come una pazza, quasi a conferma che, per qualche misterioso motivo, le donne preferiscono Pinterest.
. Twitter – perché chi non ha twitter di questi giorni?
. G+, per… boh, farci qualsiasi cosa si faccia su G+ (io onestamente G+ non lo capisco – lei dice che c’ha un sacco di amici, su G+…)
. e poi il lungo dibattito, tumbler sì, tumbler no…

C’è altro che ci siamo dimenticati?
YouTube?
Naaaa…

social-media-landscape

La nottata passata a smanettare è istruttiva su due livelli.
Il primo, come dicevo, sulla quantità di diversi canali attraverso i quali conduciamo la nostra esistenza online.
Usando con cura tutti questi strumenti, possiamo in effetti rifrangerci come attraverso un prisma – che è poi l’idea su cui stiamo lavorando stanotte, avere un centro coerente e tanti canali quali sono gli interessi e le attività.

Il secondo è come sia sufficiente un gestore di server corsaro per scomparire, quasi completamente dalla rete.
Quella nostra ampia e variata esistenza online è curiosamente effimera.
Forse, è proprio la frammentazione, la diversificazione, a permetterci di sperare di sopravvivere ad un banalissimo caso di cattiva amministrazione.

C’è di che pensare.
Ma al momento non c’è tempo.

Diamine!
. l’account di Goodreads! Sarà recuperabile, ora che indirizzi mail e account originali si sono volatilizzati?*

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* E voi subito a pensar male, vero?

** No, tocca rifarlo.