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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Steampunk con Sophie

Chi ha bisogno di dormire, in fondo?

Mentre mettevo insieme il materiale per l’ebookfest, mi sono rifatto un giro in Sophie 2, il software per la creazione di “ebook” multimediali.
Software eccellente, sviluppato da gente in gamba.
Vero, la nuova versione – basata su Java e non sul mio amato SmallTalk – gira un po’ lenta sul mio vecchio computer a vapore, ma a parte i tempi “da Windows”, funziona egregiamente, e mette a disposizione dell’autore (e dei lettori!) una quantità di opzioni.

E così mi sono detto – e se preparassi una edizione speciale del mio lavoro (infinito?) sullo steampunk?
Dopotutto, una versione ebook era già in programma. Perché allora non mettere in pratica ciò che vado predicando, e buttare sul tavolo qualcosa di un po’ più interessante del solito monotono pdf?
Perché non spingere Sophie 2 alla frusta, cavandone tutto ciò di cui è capace?
Sarebbe una buona occasione per mettere alla prova tutte le teorie che vado sbandierando da anni, e non solo.

Perché, ammettiamolo, una cosa è parlare dei film di Karel Zeman, o di Brisco County Jr., una cosa è poter includere un estratto nel corso della trattazione – creare un libro con le illustrazioni animate.
Un conto è parlare degli Abney Park, o della Darcy James Argues Secret Society, un conto è poter inserire un brano come campione della loro produzione.
E citare dei vecchi libri è una gran cosa, ma linkare gli e-text del Progetto Gutenberg è tutta un’altra.

E la grafica.

E poi, rendere il testo navigabile lungo più percorsi.

E magari riuscire a dare al tutto un aspetto un po’ retrò…

Sarebbe il genere di cosa divertente da distribuire al pubblico.
Certo, dovrebbero installarsi il Sophie Reader.
Ma chissà… Considerando che è tutto gratis….

Potrei svolgere gran parte del lavoro durante la fase di revisione ed editing.
Con l’inverno, mentre la campagna langue sotto la neve.
Un lavoro colossale, ma alla fine, il risultato potrebbe essere meno che banale.

Ora, basta solo procurarsi un paio di pacchi di giornate da trentasei ore.

[immagine (splendida), di smakeupfx su DevianArt]

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Sophie 2.01

L’anno nuovo porta l’uscita – a lungo anticipata – della versione 2 della piattaforma Sophie.
Per chi se lo fosse perso, Sophie è l’ambiente di sviluppo multimediale open-source progettato per la creazione di ampi progetti didattici e interattivi.
Con Sophie, insomma, è possibile creare non un semplice e-bok, ma una collezione di testi, immagini, suoni e filmati, integrata con il web e condivisibile/modificabile con i fruitori.
Non un libro statico, quindi, ma un ambiente di apprendimento nel quale gli utennti possano non solo utilizzare il materiale fornito dall’autore, ma riorganizzarlo, ampliarlo e modificarlo, con differenti gradi di indipendenza e libertà.
La versione 2 svincola Sophie da Squeak, l’implementazione facile-facile di SmallTalk, e passa al più diffuso Java.
Sophie 2 è completamente cross-platform, ed è disponibile in quattro versioni – Authoring (per la creazione dei progetti multimediali), Reader (per la fruizione dei medesimi) e Server (per la condivisione dei materiali), oltre alla versione Platform, che integra le tre precedenti.
Si tratta di un progetto gratuito e che merita una grande attenzione.

https://i0.wp.com/iml.usc.edu/wp-content/uploads/post_images/full_size/4/464pos.jpg

Io personalmente avrei preferito che Squeak rimanesse associato a Sophie, in quanto lo considero la cosa migliore che possa acacdere ad un ragazzino con un computer.
Ma se il passaggio a Java faciliterà la diffusione di Sophie, accetteremo di buon grado il cambiamento.

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Sophie & Squeak

E così mi sono nuovamente messo a farneticare sul futuro e come dovrebbe essere, importunando persone serie che stanno facendo un lavoro serio – creare qualcosa di coerente e utile che possa soddisfare le richieste ministeriali riguiardo all’adozione di e-book accademici.cover
E come di solito fanno quelli che la sanno lunga, o tali vogliono apparire, soprattutto perché il problema non è loro, ho suggerito di passare a qualcosa di più plastico, modulare, aperto, modificabile.
E ho invocato il nome di Squeak – l’implementazione facile-facile di SmallTalk (esiste anche un bel manuale scaricabile gratuitamente).

E dovete capirmi – SmallTalk era il futuro quand’ero un ragazzino, e pare ben deciso a restare il futuro anche oggi, è vecchio, eccentrico e duro a morire come io vorrei essere e l’immagine di una generazione di hacker, intesi come persone in grado non solo di usare il software ma anche di comprenderlo, aprirlo, modificarlo, non mi è poi così invisa.
Meglio di una generazione di end-user.
Quindi, all’inferno gli ipertesti in markup language, dico, passiamo a Squeak e creiamo degli ambienti di apprendimento condivisi.

Parlare è facile.
Perciò stasera, complice l’insonnia (ci mancava), ho deciso di approfittare della notte in bianco per vedere cosa si potrebbe fare, in effetti, con SmallTalk e con Squeak.
Così, tanto per mettere i soldi dove ho messo la bocca – che suona maledettamente sconcio, ma significa solo smetterla di chiacchierare, e cominciare a contribuire con qualcosa di solito, che dimostri il mio reale coinvolgimento.

E così ho scoperto Sophie.
Che è esattamente ciò che ho descritto nel mio post precedente, implementato in Squeak (ma la prossima versione sarà in Java), distribuito gratuitamente come open source, più che discretamente documentato.
Segno che non era poi un’idea così cattiva, la mia, giusto?
Era un’idea abbastanza buona da metterla in piedi, realizzarla, e farla finanziare con denaro pubblico.
Come?
No, non in Italia.

Sophie is software for writing and reading rich media documents in a networked environment. Initially designed and developed under the auspices of the Institute for the Future of the Book, Sophie is currently being significantly revised and improved, thanks to a generous grant from the Mellon Foundation in the fall of 2008. Sophie 2.0, with added features and improved stability, will debut October 15, 2009.

Sophie’s goal is to open up the world of multimedia authoring to a wide range of people and institutions and in so doing, redefine the notion of a book or academic paper to include both rich media and mechanisms for reader feedback and conversation.

Tombola.
Esiste anche un video, che documenta le caratteristiche del software.
Molto spettacolare, molto suggestivo.
Purtroppo non lo si può caricare in streaming…
Sono parimenti disponibili dei “libri” multimediali come esempio – e non sono affatto male.

Il lato eccitante dell’intera faccenda è che si tratta di uno strumento potente e di facile – relativamente facile – utilizzo, che permette quindi di superare l’impasse  di dover insegnare a programmare tanto agli insegnati quanto agli studenti prima che essi possano creare, adattare e utilizzare i testi.
Con Sophie ci si può sedere al computer per il finesettimana, e riuscire ad afferrarne i rudimenti ad un livello sufficiente per poter cominciare a lavorare.
E l’opzione di collaborazione on-line tanto in fase di sviluppo quanto in fase di utilizzo è grande.

La versione attualmente disponibile, la 1.04, gira tranquillamente su Ubuntu, a patto che ci sia Squeak 3.9 caricato (lo si trova nei repo). Non ho motivo di dubitare che le versioni per Win e Mac siano altrettanto efficienti.
E per chi proprio Squeak non vuol farlo girare, ottobre non è poi così lontano, giusto?

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