strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Come abbandonare la nave che affonda: una roadmap

salvagenteAllora, questo è un post di servizio. Perché se non possiamo impedire alla nave di affondare, possiamo per lo meno cercare di passare quanti più salvagente possibile ai passeggeri.
Questa è la madre di tutti i Pork Chop Expres.

L’avete vista la riforma dell’esame di maturità 2018?
Niente terza prova, test Invalsi obbligatorio ma che non fa media, basta la media del sei nelle materie di studio (e la condotta fa media) per accedere all’esame dimaturità, e niente tesina all’orale.
Leggete qui per un’opinione appassionata e condivisibile.

fuck-off-sir-by-fuck-off-factory-snp51409420-600x600Fatto?
OK, ora facciamo due conti – se ho un nove in condotta e due materie col sette, posso andare alla maturità con cinque materie col cinque, basta che passi l’Invalsi.
Non è meravigliosa, la media matematica?
Tradotto in una forma spicciola, il messaggio del MIUR è un tonante coglioni! a tutti coloro che hanno studiato e hanno buttato il loro tempo per uscire bene dalle superiori. È il trionfo della mediocrazia, alla faccia di tutti quei sapientoni arroganti che leggono i loro libri e credono di saperne di più dei nostri amici su Facebook.
È il segnale che quello che stava in fondo alla classe a leggere Tuttosport e mandava affanculo i professori aveva ragione.

È interessante notare come questo provvedimento sia in linea con provvedimenti precedenti relativi all’università, e tesi a squalificare i laureati italiani sul mercato internazionale. Non solo le nostre lauree valgono meno, ma ora anche i nostri diplomati saranno, a tutti gli effetti, dei diplomati di serie B, usciti da quello che non è più una scuola, ma un diplomificio.
Ci stiamo organizzando per diventare il Messico del Vecchio Continente.

Allora, a questo punto, come si diceva, cerchiamo di metterci una pezza.
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Una specie di Zen

È stata una primavera difficile.
Prima i problemi di circolazione, poi una lunga e noiosa influenza, poi le continue trasferte, la fatica.
E le visite, i controlli medici, e tutto il resto.
Il fisico scricchiola ma non è compromesso, ma la fatica si riflette sul morale, e si rimane fiacchi e spompi.
Sarebbe bello farsi delle lunghe passeggiate, ma il clima non è esattamente adatto all’andare a camminare per strade sterrate.

In attesa che il tempo si sistemi e io possa riprendere a fare un po’ di tai chi nel cortile, per il divertimento dei vicini e l’imbarazzo mortale di mio padre, ho rimesso mano alla pratica della meditazione.zen
Ripulisce le sinapsi.
Scaccia la malinconia.
Stimola la creatività.
Riporta sotto controllo la pressione sanguigna.
Mantiene giovani.
Ed è, naturalmente, perfettamente legale.

Ora, ci sono argomenti che si portano dietro un tale carico di ciarpame, che cercare di imbastire un discorso sensato a riguardo diventa, se non impossibile, per lo meno molto molto difficile.

La meditazione è uno di questi – dite “meditazione” e la parola stessa evocherà una parata di stramboidi assortiti, bonzi salmodianti, guru truffaldini, fachiri che praticano forme improbabili di yoga, orridi modaioli superficiali che ascoltano musica-tappezzeria avvolti da volute d’incenso, e cose tipo la chiromanzia, i chakra, il tantra, l’I Ching, il Feng Shui, i fiori di Bach, l’uso dei cristalli per la visione a distanza, il contatto telepatico con i signori dell’Agarthi, Atlantide, musica celtica, gente con più quattrini che buon senso, e una dieta ferrea, fatta di riso bollito e… riso bollito.
E poco altro.

Ah, sì, e donne bellissime sedute nella posizione del loto in luoghi immersi nel verde, o su spiagge esclusivissime, o in altri luoghi improbabili.

meditation-preparation

Certo, come no…

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Più che una piattaforma, una zattera

Raft_colorizedOK, post sui blog e sulla crisi dei medesimi, parte seconda*.

Ricapitolando.
La blogsfera è in crisi.
Visite e commenti sono in calo.
I lettori sono rimbambiti**.

Cosa può fare il blogger per contrastare l’inesorabile (?) declino?

Cominciamo col toglierci subito dai piedi la questione dei nuovi algoritmi di Google.
Sì, il calo c’è stato – io lo fatturo in un 30% secco di visite in meno.
E non credo esista una soluzione pret-a-porter.
Ho spulciato il web in cerca di informazioni – senza trovare alcunché di costruttivo.
Conosco un sacco di persone che hanno sperimentato diverse soluzioni che circolano via web – senza risultati degni di nota.
C’è gente al momento che, online, vende a caro prezzo supposte cure miracolose.
Ecco, la parola chiave è supposte.

Alla fine, l’unico consiglio che pare promettere bene, è poi un consiglio che ha sempre avuto senso: postare contenuti di qualità.

Detto questo, ed eliminata così la questione strettamente tecnologica, cosa posso fare, come blogger, per cercare di frenare il calo precipitoso delle visite? Continua a leggere