strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Where’s the orchestra?

Prendo lo spunto da un commento lasciato ieri su un blog qui vicino.
Ma forse conviene cominciare un po’ prima.

They say he is already in the Forest of Arden, and a many merry men with him; and there they live like the old Robin Hood of England: they say many young gentlemen flock to him every day, and fleet the time carelessly, as they did in the golden world.

Nel 1985, quando la direzione del mio liceo chiese agli studenti di proporre iniziative che potessero arricchire l’esperienza di insegnamento, con un’amica affrontammo la Padrona (la nostra era una scuola privata) con l’idea di mettere in scena As You Like It, del solito Bill Shakes (sì, proprio la commedia che un giudice yankee aveva bloccato perchè “ovviamente sconcia”)(*).
L’idea in particolare era di farne una versione in abiti moderni, da ambientare dopo il crash del ’29 (ripensate alla trama e vedrete che ci sta).
Sì, noi negli anni della Milano da Bere avremmo voluto fare una versione proto-dieselpunk (echi di R.U.R.!) di Bill Shakespeare, una storia di imprenditori in bancarotta e accampati fra i ruderi di un’industria abbandonata.(**)

Vai poi a parlare di preveggenza, eh?
Come in retrospettiva era ovvio attendersi, la Padrona rise di noi e ci scacciò dal suo cospetto, un po’ come avrebbe fatto Crom se non fossimo stati pronti a dirgli qual’era il segreto dell’acciaio (anche se con Crom sarebbe stato meno umiliante).
Così muoiono le buone idee.
Il nostro liceo venne così arricchito da un giornale scolastico – che chiuse al primo numero, probabilmente a causa di un mio articolo che venne frainteso… (ma di questo, casomai, parleremo un’altra volta).

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