strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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A due universi di distanza

Allora, vediamo se vi suona familiare: c’è stata una guerra galattica fra un impero malvagio e una benevola repubblica, un conflitto in cui sono stati coinvolti individui dotati di poteri quasi magici. Un intero pianeta è stato distrutto. Una giovane donna,membro dell’aristocrazia del pianeta distrutto, si è alleata con un contrabbandiere, proprietario della nave più veloce della galassia (anche se pare un rottame). I due si sono innamorati e, sconfitti i nemici, si sono sposati e hannoa vuto dei figli. Lei ha intrapreso la carriera diploimatica, lui è generale nelle forze repubblicane.

Già.
Ma questo è solo il prologo, e l’anno è il 1992. Continua a leggere


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Revised, Expanded & Updated

Allora, questo immagino che lo abbiate ormai visto tutti…

A dirla tutta, non mi dispiace affatto.
A dirla tutta, mi piace.
Molto più di altri film del franchise.

E così ieri, dopo aver visto il trailer, mi è venuta voglia di rigiocarmi un po’ di Star Wars con la mia squadra. Continua a leggere


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Han Solo

Si è parlato parecchio di Guerre Stellari, nei giorni passati, avete notato1.
Ora, a me piace Guerre Stellari.
Non è la mia religione, non è il fulcro attorno al quale ruota la mia esistenza, ma mi piace.
Io lo vidi al cinema, con la mia mamma – che detestò la rumorosità del film.
Quando uscimmo dal cinema, nel 1977, io ed i miei amici, che all’epoca facevamo la quarta elementare, una cosa ci era così chiara da essere lampante.

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Noi volevamo essere Han Solo2. Continua a leggere


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La Forza

Uno studente dello Zen disse al suo maestro, “Maestro, sono preda di una rabbia incontrollabile. Aiutami a liberarmene.”
“È una cosa davvero strana che ti affligge,” disse il maestro. “Mostramela.”
“In questo momento non posso mostrartela.”
“Perché no?”
“Si scatena all’improvviso.”
“Allora non può essere la tua vera natura,” disse il maestro. “Se lo fosse, saresti in grado di mostrarla in qualunque momento. Perché permetti a qualcosa che non ti appartiene di causare problemi alla tua vita?”
Successivamente, ogni volta che lo studente sentiva la sua rabbia crescere, ricordava le parole del suo maestro e la teneva sotto controllo. Col tempo, sviluppò un temperamento calmo e pacifico.

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Alla faccia di quello gnomo di Yoda.
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Indiana Jones ha sparato per primo

Questo post è stato in parte ispirato dalle reazioni isteriche suscitate dal post di un mio vicino di cella, riguardo alle sue impressioni dopo aver visto Guerre Stellari (alias A New Hope, alias Episode IV… insomma, ci siamo capiti) per la prima volta.
Ora, io personalmente non condivido alcune delle osservazioni di Paolo, ma la prima cosa che mi viene in mente, nel leggere il suo post, è quanto sarebbe bello incontrarsi in un posto accogliente con cibo e bevande, epassare una nottata a chiacchierare e discutere i reciproci punti di vista.
In tanti, facendo anche un po’ di baldoria.
Molti, invece, pare che, non condividendo le opinioni di Paolo, come primo impulso, vogliano farlo a cubetti a colpi di spada laser per poi buttarlo in pasto al rancor.
Il che mi pare molto stupido.

Eppure il problema coi fan è questo.
I fan non vogliono la discussione, temono la disparità di opinione perché la percepiscono (immagino) come una debolezza, come unamancanza di fede, e normalmente sono di una ignoranza abissale.
Baso la mia opinione su molti anni trascorsi in mezzo ai fan, ai trekkies, agli otaku (che brutto termine) e a mille altre sottoculture.
Sarei quasi tentato di dire che per i fan la resistenza è futile, o forse che il Lato Oscuro ha facile presa sulle menti dei fan.
Ma, come si diceva ai miei tempi, non potete fermare il segnale.

Ad esempio, mi son detto, non sarebbe bello poter discutere di come George Lucas sia riuscito a rovinare i due migliori personaggi che mai abbia avuto per le mani, vale a dire Han Solo e Indiana Jones?

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Occhi d’Insetto

OK, piano bar del fantastico – pezzo a richiesta, qualcosa sul nostro vecchio amico, il BEM, il bug-eyed monster, ilmostro dagli occhi d’insetto.
Questa è per IguanaJo, e per Consolata Lanza.

Ora, il BEM è interessante.
Nell’immaginario del fantastico – non necessariamente nel fantastico, ma nel modo in cui il fantastico viene immaginato – rappresenta l’antagonista basilare dell’eroe spaziale.
È al contempo profondamente non-umano, ma anche terribilmente umano nei suoi desideri (sesso e violenza – esiste forse cocktail più umano di questo?)
È quindi un’immagine convenzionalmente speculare dell’eroe.
L’eroe è bello ed eroico.
Il BEM è verde, ha il cervello esposto, gli occhi d’insetto, le chele…
Spesso è comunista (si veda Ho Sposato un Mostro Venuto dallo Spazio) – o per lo meno è una metafora del pericolo rosso.
Arriva da Marte o “da un’altra galassia” (certo, come no) ma non è un Ultracorpo insinuante, un Klingon burino o uno scimpanzé evoluto che parla maledettamente troppo – è altro, ma è anche molto qualsiasi.
È intercambiabile.
Volete mettere al suo posto un uomo-rettile?
Cambierebbe qualcosa?

Però…
Ho detto “vecchio amico” – ma siamo poi sicuri?
Dice Wikipedia

Il mostro dagli occhi da insetto o BEM (dall’acronimo inglese Bug-Eyed Monster) è una figura convenzionale della fantascienza. Gli extraterrestri nelle storie di fantascienza degli anni trenta sono spesso descritti e rappresentati graficamente nelle riviste pulp come grottesche creature con occhi enormi o composti e animati dal desiderio di donne, sangue e distruzione generale.

Il mio dubbio non è dettato dalle presunte attività del BEM – perché chiamare vecchio amico uno che arriva, ti bombarda il pianeta e ti rapisce le donne è stiracchiare al limite lo spirito conviviale.
No, il mio dubbio è che, per quanto io abbia frequentato parecchia fantascienza anni ’30, di BEM ne ho conosciuti pochi.
E non ci ho potuto fare granché amicizia.

Vero, non ho mai bazzicato granché Doc Smith – e per quel che ne so, sull’Allodola dello Spazio i BEM erano la seconda razza più rappresentata.
Io viaggiavo piuttosto con autori come Hamilton, Bracket…
La Regina delle Catacombe Marziane non aveva occhi enormi e composti… fidatevi.
Le Medusae di Jack Williamson, d’altra parte, avevano dei grandi occhioni purpurei… ma non erano BEM.
Almeno, non credo.

Per cui il dubbio mi rimane che i BEM siano figure convenzionali della fantascienza per chi di fantascienza ne ha letta poca.
Sono probabilmente discendenti di certi brutti articoli scritti da H.G. Wells per le riviste scientifiche, negli anni ’20, in cui cercava di immaginare il vero aspetto dei marziani.
Forse i migliori BEM compaiono nelle storie di Frederic Brown – ma Brown ne faceva già un uso post-moderno.
Ci scherzava su.

Al cinema?
Certo, c’era il Mutante di Metaluna (da This Island Earth), che era parecchio BEM.
E per lo meno a giudicare dal poster del film, con le donne ci sapeva fare.
Era talmente BEM, poveretto, che i giapponesi ci si ispirarono per disegnare BEM, “lo spettro umano”, storica serie para-lovecraftiana cupissima che passò di frequente anche sui nostri schermi e rimane una leggenda, specie per chi non l’ha mai vista.
Poi naturalmente c’è il Gorn, quello che riempie di botte il Capitano Kirk in Arena (debole adattamento di una storia di Brown) – che ha gli occhi da insetto, ma fatti di carta stagnola.
E Greedo.
Duda-duda, Solo?
Povero Greedo – preso a pistolettate mentre faceva il suo lavoro, e per di più vittima del più bieco revisionismo lucasiano, che nella edizione definitiva di Star Wars edita la scena, in modo che Han Solo spari solo in risposta allo sparo del Rodiano, uccidendo perciò per legittima difesa.
Il che, Mister Lucas, significa chiederci di credere a due cose alle quali nessuno che conosca a fondo Star Wars crederà mai
a . che Han Solo non spari per primo sempre e comunque, a prescindere
b . che un rodiano sbagli la mira con un fulminatore a meno di due passi dal bersaglio, col bersaglio seduto… goffo ed erratico un corno di bantha, mister Lucas – io sono stato un rodiano (Fagen il Rodian, ero addetto alla sicurezza della corvetta Rilitto… uccidevo per denaro – per noi rodiani è una cosa culturale) e so come vanno certe faccende.
Ma certo, da uno che si inventa i midiclorian…

E quindi, anche con le grandi saghe della fantascienza cinematografica e televisiva, occhi-d’insetto significa antagonista – e sfigato.

C’è però un’eccezione che mi sento volentieri di citare qui, e che meriterebbe un post a parte – le storie del Settore Generale, di James White.
L’idea è semplice – un ospedale spaziale (immaginate Doctor House + Babylon 5), dove i medici devono di volta in volta affrontare emergenze mediche che spesso consistono nel definire cosa diavolo sia il paziente, in modo da poter poi capire cosa non vada in lui, e curarlo.
James White fu un grande autore di fantascienza, e un geniale inventore di razze aliene.
Tutto il campionario xenobiologico essenziale si trova nei dodici volumi del Sector General , che la ORB ha riunito pochi anni or sono in tre colossali omnibus che valgono tanto oro quanto pesano.
White fu anche autore dello splendido All Judgement Fled, un altro romanzo pieno di mostri alieni.
La pubblicazione di quel singolo romanzo, in un vecchio Urania, col titolo de L’Astronave del Massacro, da sola giustifica per quel che mi riguarda l’esistenza di Urania.
Le opere di White sono zeppe di BEM.
E sono tutto fuorché convenzionali.