strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ma è steampunk?

Continuiamo col diario di questo crowdfunding per Hope & Glory, mentre la data del lancio si avvicina inesorabile.
È davvero steampunk, Hope & Glory?
La prima volta che mi sono sentito chiedere in che modo Hope & Glory sarebbe steampunk è stato nel 2016, in una diretta con Lucca, dove si trovavano Gionata dal Farra di GGStudio (alias, l’editore) e Angelo Montanini (alias, l’artista), che aveva creato i bozzetti dei costumi per alcune delle culture presenti nel mondo di gioco.

Ma dove sarebbe l’elemento steam in tutto questo?

Perché è vero, la prima cosa della quale mi pare il caso di parlare, quando parlo di Hope & Glory, è la varietà culturale del setting: c’è il Raj Anglo-Indiano scaturito dalla fusione di cultura vittoriana e cultura indiana; c’è la Cina dei Taiping con la sua polizia psichica ela sua teocrazia pseudo-cristiana; c’è la Russia nella quale la popolazione si sta inesorabilmente separando in Eloi e Morlock; c’è la Federazione Africana che ha buttato i colonialisti fuori a calci e si è trovata un posto fra le Grandi Potenze.
E ci sono i giapponesi della Repubblica di Iezo che combattono contro i kaiju. Perché io valgo.

Ma dove sarebbe l’elemento steam in tutto questo?

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Il 20 di Dicembre

È atato annnciato ufficialmente che il crowdfunding per l’edizione italiana di Hope & Glory, il mio setting steampulp per Savage Worlds, partirà il 20 di Dicembre. Prima di allora ci saranno altri annunci, ci saranno cosa de vadere online a da scaricare, e come promesso altrove, racconterò qui, a puntate, che effetto fa essere parte di un progetto come questo, e vedere il proprio lavoro affrontare unaprova del fuoco come il crowdfunding.

E poiché da qualche parte bisogna cominciare, cominciamo da qui: Hope & Glory risponde a due mie personali esigenze, una molto frivola, ed una molto seria.

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Hope & Glory

Sono molto felice di annunciare che Hope & Glory il mio setting steampulp per il sistema di gioco Savage Worlds è uscito dalla fase di sviluppo ed è stato ufficialmente annunciato.
A breve i primi titoli saranno disponibili per l’acquisto.

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Illustrazione di Alberto Bontempi

Per intanto – in attesa di avviare una pagina Facebook, una infilata di social e tutto il resto – potete guardare qui per saperne di più


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The Faraday Cage: Cinque Racconti Steampunk

Normalmente non parlo di libri che non ho letto, ma in quest caso temo sia inevitabile: The Faraday Cage uscirà a maggio, ma se volete provare a vincerne una copia in hardback dovete iscrivervi alla mailing list curata dall’autore Steve Turnbull, e farlo alla svelta.
Quindi, via…

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Di cosa stiamo parlando: di una antologia di racconti steampunk ambientati nell’universo delle Voidships, una linea temporale alternativa nella quale Michael Faraday ha scoperto il segreto dell’antigravità, permettendo lo sviluppo di tecnologie sorprendenti, e l’espansione dei grandi imperi nel sistema solare.
L’approccio è strettamente fantascientifico, ed i precedenti volumi della serie (che io ho recensito qua e là) sono vivamente consigliati.
Cinque storie, cinque autori: fra stazioni termali sulla luna, imprese minerarie nella cintura degli asteroidi e intrighi e avventure da Londra all’Australia, la selezione è ampia e promettente.
Questo non è lo steampunk di vostro nonno, e potrebbe essere divertente da provare.

Il libro può essere prenotato qui, e come si diceva è possibile partecipare all’estrazione di cinque copie in hardback di lusso del volume seguendo questo link.Pensateci su.


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Il Grande Flop: The Midas Box

I romanzi di G.P. Taylor dedicati alle avventure del giovane Mariah Mundi vennero salutati alla loro uscita nel 2007 come la cura perfetta per le malinconie degli orfani di Harry Potter.
E già nel 2008 l’ex rocchettaro tramutatosi in pastore anglicano Taylor si vide presentare un contratto per tramutare i suoi libri in film.
Voi cosa avreste fatto, al suo posto?

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Il primo film della serie uscì nel 2013 – e a quel punto le cose avevano preso una strana piega.
Forse il potterianesimo era ormai al tramonto, forse ancora una volta Hollywood si rivelò incapace di fare un film d’avventura di genere steampunk, certo la pellicola aveva attraversato infinite difficoltà prima di arrivare in sala.
L’originale Mariah Mundi – The Midas Box, primo romanzo della serie, si era trasformato in un improbabile Adventurer: Curse of the Midas Box.
Diretto dal non proprio conosciutissimo Jonathan Newman e con un cast decisamente promettente – Sam Neill, Michael Sheen, Lena Headey e Keeley Hawes – il film costò 25 milioni di dollari, e ne incassò, al primo weekend… ehm, 4750.
Dollari.
Fu, in poche parole, una catastrofe.

Eppure The Midas Box non è necessariamente un brutto film, e sorge davvero il dubbio di cosa non abbia funzionato. Continua a leggere


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Dreadpunk – un genere in cerca di un padrone

Lao Tsu non sapeva di essere taoista
(proverbio cinese)

È da qualche tempo che l’etichetta Dreadpunk circola fra gli appassionati.
Si tratterebbe di quel genere di narrativa e intrattenimento che mescola elementi horror a… ecco, qui non è molto chiaro.
Se davvero la Fantascienza è “qell’oggetto che indichiamo quando diciamo fantascienza” (definizione data da Damon Knight, se ben ricordo), allora il Dreadpunk è quell’oggetto che indichiamo quando diciamo “Dreadpunk!”

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Finora i titoli che sono stati buttati lì sono From Hell di Alan Moore ed il film relativo, la serie TV Penny Dreadful, il gioco di ruolo Rippers. Forse anche il film Crimson Peak, ricade nel genere. Qualcuno cita Tim Burton, ma altri storcono il naso. Stesso discorso per DelToro.

Poiché apparentemente l’etichetta è stata inventata due settimane or sono, la lista dei titoli e degli autori di riferimento non è ancora così aggiornata.

Ecco, io ora potrei fare una cosa.
Potrei darvi una bella lista di titoli da leggere che rappresentino tutti gli elementi chiave del Dreadpunk.
Cosa ne dite?

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Dieselpunk e Pin-up

209f594f50e21507e943c551f01ab08dE così ho bucato una deadline.
Che sarebbe come dire che dovevo scrivere una storia, e spedirla all’editor per l’approvazione, e non sono arrivato in tempo.

Peccato, perché sarebbe stata una buona occasione per piazzare una storia “dieselpunk” in una antologia internazionale.
Sarebbe stata una grossa opportunità, e i soldi della vendita mi avrebbero fatto comodo (molto comodo), ma c’è poco che io possa farci.

La storia è delineata, ho un po’ di appunti e un po’ di riferimenti fotografici su cui lavorare.
ma è scaduto il tempo.
Ho lavorato ad altro, ho fatto altre cose.

Ciò che mi dispiace di più è che avevo cercato di mettere insieme un certo tipo di ragionamento, sul genere dieselpunk.
Per cui ora lo faccio qui, male, a spizzichi e bocconi.
qui non si butta via niente. Continua a leggere


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Gli Dei di Manhattan

Una lettura leggera e divertente tra Natale e Santo Stefano.

pax_b_badge_1Pax Britannia è uno degli shared universe che fanno da ambientazione ai romanzi della Abaddon/Rebellion Publishing, giovane realtà editoriale britannica con alle spalle la lunga esperienza della rivista 2000AD.

Nello specifico, Pax Britannia è un universo steampunk nel senso più proprio del termine – non una falsa era vittoriana ma un ventesimo secolo ancora dominato da cultura e valori vittoriani, estensione di un ventesimo secolo ucronico nel quale un sacco di cose diverse si sono jmescolate e sovrapposte.
Prodotto seriale che più seriale non si può, i romanzi del ciclo di Pax Britannia si lasciano comunque leggere con un certo divertimento.

Gods of Manhattan, di Al Ewing, si inserisce tuttavia come qualcosa di anomalo nella serie, al punto da n on essere, a tutti gli effetti, uno steampunk – soprattutto in termini di atmosfere e impostazioni. Continua a leggere