strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Book Club: Leggere altro

Stavo chiacchierando con la mia amica Lucia di Lonesome Dove, e di come si tratti di un libro che, primo, dimostra che i cultisti del “POV che traballa” sono dei poveri perdenti, e secondo, che andrebbe fatto leggere nelel scuole per il modo in cui, pur trattandosi di una storia di vaccari dell’800, riesce ad essere rilevante per il presente. Certo, poiché la parola “puttana” compare probabilmente più spesso della parola “cowboy” (e Lonesome Dove è un western), forse qualche genitore potrebbe trovare da ridire, se lo assegnassero come lettura estiva a dei liceali.

E comunque, stavo chiacchierando di queste cose, perché qui nel Blocco C durante l’ora d’aria ci parliamo attraverso il reticolato che separa il braccio maschile da quello femminile, e contemporaneamente mi è capitata sott’occhio una intervista a una autrice fantasy che, alla domanda su quali siano le sue influenze, ha citato tutti gli autori giusti. E autori, eh, libri – non film. Commovente, coi tempi che corrono.
E questo mi ha portato a due considerazioni separate, opposte e complementari. Che ora vi infliggo.

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Ragazzini Ficcanaso

Ve la ricordate l’estate del ‘77?
Certo che ve la ricordate!
Fu nell’estate del ‘77 che durante le loro vacanze a Blyton, Oregon, i ragazzi del Blyton Summer Detective Club risolsero il caso del mostro di Sleepy Lake – che era in realtà un poco di buono che si travestiva da uomo-lucertola per allontanare i curiosi da Villa Deboen, e poter cercare indisturbato il favoloso (e probabilmente mai esistito) tesoro del Vecchio Deboen.
E ci sarebbe anche riuscito, se non fosse stato per quei ragazzini ficcanaso.

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Tutti si ricordano l’estate del ‘77.
Soprattutto Andy, Kerri, Nate e Peter, i membri del Blyton Summer Detective Club.
Ma ora è il 1990, e le cose sono molto diverse.
E il caso del Mostro di Sleepy Lake forse non è mai stato chiuso davvero. Continua a leggere


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L’obbligatorio post su IT°

830502Sono nato nel 1967, e questo è un pork chop express.
Era un po’ che non ne facevo.

Sono nato nel 1967, e quando IT uscì in Italia avevo vent’anni.
È probabilmente per questo che il mio coinvolgimento emotivo per IT è prossimo allo zero.
Non ha segnato la mia adolescenza.
Non parlava di me e dei miei amici.
Non ha informato il mio immaginario.
Non è la cosa più spevantosa che io abbia mai letto.
È un libro dell’orrore molto spesso, scritto da uno che non è il mio autore preferito.

Il che, vi prego, non significa che sto criticando negativamente Stephen King – semplicemente ci sono autori che mi piacciono di più.
Fatevene una ragione.

Lo stesso vale per la miniserie del 1990, e per Tim Curry.
Mi piace molto Tim Curry, soprattutto ne I Pirati di Penzance

Anche se per me il più grande Re dei Pirati di sempre resta Kevin Cline.
Capisco naturalmente che per altri possa essere differente. Continua a leggere


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Una Storia di Fantasmi

Ghost-StoryGhost Story, di Peter Starub, uscì il primo gennaio 1979.
Ebbe un successo stratosferico, lanciando la carriera dell’autore e diventando uno dei capisaldi della narrativa horror e del sottogenere delle storie di spettri.
Due anni dopo, nel suo Danse Macabre, Stephen King lo definì uno dei migliori horror della seconda metà del ventesimo secolo.
Ne fecero anche un film – con un cast di colossi ma una sceneggiatura non all’altezza del romanzo originale.

E ora, per la prima volta, Ghost Story viene pubblicato in formato ebook.
Da noi, mi risulta fuori catalogo dal 1995. Continua a leggere


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Costi di opportunità

Bag-of-MoneyOK, parliamo di soldi.
E siete avvisati – potrebbe essere un post lungo – farò tutto il possibile perché sia anche interessante e divertente.
Cominciamo…

Quello del prezzo degli ebook è un tema che è stato dibattuto e sviscerato ampiamente da una quantità di persone informate dei fatti.
Anch’io devo averci fatto un post da qualche parte.

Diciamo che, sulla base delle esperienze dirette mie e di una quantità di altri internati qui nel Blocco C della Blogsfera, per il lettore standard italiano, il prezzo giusto di un ebook è 0.
Gratis piace a tutti.
99 centesimi, la fermata successiva nella scala dei prezzi, è considerato ampiamente accettabile – certo, bisogna vedere, perché ci sono persone che vendono a 99 centesimi dei racconti (i miei Orrori della Valle Belbo), e ci sono fior di Vere Case Editrici(R) che a 99 centesimi vendono romanzi da 400 pagine.
Ma in linea di massima, 99 centesimi è ok.
La fermata successiva, 1.99, comincia ad essere critica – insomma, sono quasi due euro. Per un romanzo quasi quasi, per qualcosa di più breve, probabilmente è considerato eccessivo. Chi legge saggistica può accettare che un saggio costi un po’ di più, e quindi 1.99 per un saggio è ok.
A 2.99 la maggioranza tira una riga – oltre, comincia la terra di nessuno, dove solo Stephen King e i suoi amici riescono a scucire qualcosa.

Ma capovolgiamo il discorso, volete?
Proviamo a parlare del costo degli ebook… Continua a leggere


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Pizza, Cinese o Kebab (4) – Lucia Patrizi

Intervistare un blogger non ha molto senso – dopotutto, per sapere cosa gli piace, cosa gli interessa, come si pone nei confronti dei grandi quesiti dell’universo, basta leggere il suo blog, giusto?

E allora proviamo a fare qualcosa di diverso – proviamo a chiedere ai blogger quelle cose che nessuno gli chiede, quelle cose delle quali non necessariamente parlano sui propri blog.
Proviamo a fare qualcosa di divertente.

Lucia Patrizi ha un blog che si chiama Il Giorno degli Zombi, che si occupa di cinema, prevalentemente horror ma non solo, ed ha pubblicato due ottimi ebook. E non sa cosa l’aspetta… Continua a leggere


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La patacca

Non ci si può distrarre un attimo, vero?
Io mi prendo tre giorni liberi, e il caos erutta.
Ora capisco perché Batman non va mai in vacanza.
Ma io scherzavo, quando dicevo che ho una doppia vita, come Bruce Wayne ma spiantato.
No stinking badges, The Monkees 1967[17]

Comunque – l’avete saputo della patacca, vero?
No?
Ok, è una storia che fa più o meno così – esiste una associazione.
Voi vi associate.
Poi spedite loro il vostro ebook autoprodotto.
Se secondo loro il vostro ebook fa schifo, loro vi spiegano perché.
Se secondo loro il vostro ebook non fa schifo, loro vi appiccicano una patacca sulla copertina, che certifica la qualità del vostro ebook.

Siamo di nuovo al problema della certificazione, e del gatekeeping.
Ne abbiamo parlato pochi giorni addietro.
Buttate un occhio a quel post, se vi serve una rinfrescata, poi andiamo avanti, questo è un pork chop express. Continua a leggere


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Bring back the spark

In un certo senso, questo post fa il paio con quello di ieri, e tanto per cambiare, la colpa è della Clarina, questa volta in combutta con Stephen King.

La faccenda è che Stevie, nel suo On Writing, la mette giù più o meno così…

Stephen King dice che c’è sempre un incidente scatenante, il momento in cui, leggendo qualcosa di altrui e pubblicato, l’aspirante scrittore viene colto dalla folgorazione: ma io posso fare meglio di così!

Buon vecchio Stevie.
Io la sapevo di Burroughs – Edgar Rice un giorno si disse che se c’era gente pagata per scrivere le sciocchezze che gli toccava leggere sulle riviste con cui riempiva le lunghe ore del suo lavoro di rappresentante di temperamatite, beh, lui sarebbe stato in grado di scrivere di meglio.
Ed in effetti…

E non è passato granché da quando si parlava di David Lodge, che scrisse il suo primo romanzo, Death and Taxes, per scommessa con la moglie, avendo affermato che lui sarebbe riuscito a scrivere e vendere un romanzo migliore di quelli che con la consorte leggeva in spiaggia durante le vacanze.

E poi ci sono Fruttero & Lucentini, che avendo trascorso un pomeriggio a ridere degli orribili romanzi di fantascienza scovati in un mercatino, decisero che non solo loro potevano scrivere di meglio, ma che potevano anche vendere quelle stesse schifezze al pubblico beota delle edicole, e fondarono Urania.

Il fatto è, vedete, che quando troppe persone nel ramo dell’invenzione mi raccontano la stessa “vera storia”, io comincio a diffidare…

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