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Black Company – I Libri del Nord

E’ ora di leggersi un buon libro.

book cover of   Chronicles of the Black Company   (Black Company)  by  Glen CookTOR, da sempre editore di qualità nel campo del fantastico – ed acuto propugnatore della teoria che un buon libro non va mai fuori stampa – ha appena ristampato in volume unico, con il titolo di The Chronicles of the Black Company (e una copertina incredibile di Raymond Swanland!) i primi tre romanzi della Black Company – The Black Company, Shadows Linger e The White Rose, anche noti collettivamente come The Books of the North.

Glenn Cook è un po’ il David Drake del fantasy, e la Black Company è un po’ la controparte fantastica dei fantascientifici Hammer’s Slammers.
Soldati di professione, senza troppo romanticismo riguardo al proprio lavoro, con una aspettativa di vita molto breve ed uno spirito di corpo che sostituisce molti altri valori perduti.
Si entra nella Black Company rinunciando al proprio nome ed alla propria storia.
Si combatte.
Si viene pagati.
Si muore.

Nei Libri del Nord, incontriamo la Compagnia per la prima volta, assistiamo a come, con un sotterfugio, la Compagnia si ritrovi al servizio dei cattivi in una guerra che devasta il continente settentrionale, ne seguiamo le peripezie, le battaglie, i momenti di quiete.
Cook ribalta volutamente alcuni cliché, per cui non solo pone degli “eroi” assolutamente antieroici al servizio del Male, ma mostra come, quando i giochi di potere raggiungono certi livelli, Bene e Male siano più bandiere per abbindolare i gonzi che non inespugnabili posizioni morali.
La Compagnia sopravvive.

Cook usa il tempo profondo con estrema abilità – eventi di secoli e millenni andati influenzano il presente, tutti, compresa la Compagnia, hanno una storia lunga e segreti letali.

L’uscita del massiccio volume delle Chronicles of the Black Company lascia ben sperare i fan.
Non solo per equivalenti edizioni dei tre Books of the South e dei tre Books of the Glittering Stone, ma anche per l’uscita dei due favoleggiati romanzi programmati e mai scritti, A Pityless Rain e Port of Shadows che, con il romanzo “fuoriserie” The Silver Spike dovrebbero completare una quarta trilogia.

In un panorama fatto di cicli a cambiale – comincia pagare oggi, finirai fra vent’anni – la Black Company è una piacevole eccezione, ed hainfluenzato positivamente un panorama che sis stava infeltrendo a forza di elfi suonatori d’arpa e e maghetti assortiti.
Se non ci fosse stato Glenn Cook, l’attuale astro nascente del fantasy epico Steven Erickson sarebbe ancora seduto nella sua casetta in Canadà a giocare a Dungeons & Dragons, e l’impero di Malazan sarebbe solo una collezione di post-it.

Attendiamo con ansia ulteriori sviluppi.

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