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Paura & Delirio: Strade di Fuoco (1984)

Che non è un horror, diciamolo subito.
La proposta di Lucia era un horror-musical, e ne avevamo anche trovato uno interesantissimo, certo il miglior horror western musical sul gioco del biliardo nell’era della Thatcher mai girato.
Ma, primo, non lo conosce nessuno, e se c’è un dato che è emerso da un anno di podcast è che il nostro pubblico è molto più entusiasta di sentir parlare di film che conosce già che non di film che non conosce; e secondo, e molto più importante, non siamo riusciti a reperire una copia dignitosa della pellicola, e soprattutto una sottotitolata – perché gente che canta con accento cockney, ed usando lo slang degli anni ’80, mentre gioca a biliardo, può rappresentare una sfida anche per quelli bravi.
Quindi, bella idea, un giorno ne parleremo, ma quel giorno non è oggi.

E così, Strade di Fuoco, film a suo modo sperimentale girato nel 1984 da Walter hill. All’epoca ignorato dal pubblico e colato a picco dalla critica, che lo considerava colpevole di essere troppo vicino allo stile di MTv, è risultato sulla lunga distanza uno dei film più influenti sull’immaginario visivo e sonoro di almeno due decenni.
Ed avrebbe dovuto essere il primo di una trilogia.
E noi ne parliamo a lungo, facendo spoiler, ed approfittandone per parlare anche di vampiri e abbigliamento di pelle, personaggi scritti per uomini e interpretati da donne, Jim Steinman, eccesso e parodia, e discutiamo del perché nessuno può parlare di questo film se non aveva 17 anni nel 1984.
E poi, la Posta del Cuore, alla quale vi invitiamo come sempre a mandare le vostre domande.