strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La paura dell’ignoto può essere utile

Ieri ho commesso, credo, un passo falso.
Si chiacchierava, con la mia amica Lucia, di come l’attuale situazione di quarantena, e la pandemia, e tutto il resto, stiano generando reazioni scomposte su un fronte molto ampio. O, per dirla coi termini della Scuola di Vienna, c’è un sacco di gente che sbrocca.

Quella che era partita come una piacevole vacanza, con la nazione unita contro il virus, che cantava sui balconi per affermare la propria speranza in barba al contagio, si è trasformata in una specie di rissa, con i fautori della “dittatura dei virologi” da una parte, che non aspettano altro che di uscire di casa e leccare tutte le persone che incontrano in un gesto di sfida al potere totalitario che ci vuole bloccati a casa, ed i sostenitori della linea dura, “da soli a casa fino al 2030”, che vorrebbero sparare a vista a chi cammina per strada e bombardare le spiagge, a prescindere.

La realtà, come al solito, è un po’ più complicata di così.

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Gli zombie non ridono

38847_449931638486_519408486_6124543_919371_n-700x525Questo è una specie di post del piano bar del fantastico.
Mi è stata chiesta una versione in italiano del mio ultimo post su Karavansara.
E io mi sono detto – perchè no?

Tutto parte da una recensione letta un paio di giorni addietro.
Recensione che mi ha confermato che era stata una buona idea evitare il libro recensito, ma che conteneva anche una affermazione che mi ha abbastanza infastidito.
L’affermazione era la seguente

è inverosimile che durante un’ipotetica epidemia di zombie la gente abbia voglia di scherzare

Inverosimile?
Davvero?
Mi permetto di dissentire. Continua a leggere