strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Troppo onesti o troppo stupidi

Ci è sorto il dubbio, qui nel Blocco C, durante l’ora d’aria, di essere o troppo stupidi o troppo onesti. Che non è male, come dubbio, per qualcuno che sta rinchiuso nel blocco degli irriducibili, non trovate?

Ma forse, a pensarci bene, non è una questione di stupidità o di onestà, ma solo di senso del pudore.
O senso della vergogna.
Per dire – sono anni, ma davvero anni, che diverse persone mi chiedono da più parti di fare un corso di scrittura.
E se escludiamo un paio d’ore di lezione sulla scrittura per il gioco di ruolo, due anni or sono, per il corso organizzato da Acheron, non ne ho mai fatto nulla. Continua a leggere


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Non c’è colpa peggiore della noia (o no?)

Post d’emergenza, perché WordPress stenta a riconoscermi e si mangia i miei post programmati.

Ripubblico i dati di un sondaggio pubblicato nei giorni passati dalla Parisian Review, riguardo al motivo per cui i lettori lasciano un libro a metà (o anche prima).
Il sondaggio è stato condotto sui membri (beh, su quelli che hanno ritenuto opportuno rispondere) su un noto social-network a tema bibliofilo.
Alcune voci sono illuminanti.

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La noia e la lentezza della narrazione sono chiaramente la colpa maggiore dei narratori abbandonati.
Segue il tranciante “weak writing” – scrittura debole*.

Anche se il marchio di dannazione assoluta riname, probabilmente, quell’Extremely Stupid.

Io sono naturalmente affascinato da quello 0,5% di lettori che, acquistato un romanzo, lo abbandona senza finirlo perché “immorale”.

E rilevo, prima di chiudere, che manca – per motivi abbastanza ragionevoli – la principale ragione per cui io di solito lascio un romanzo a metà: pessima traduzione.

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* Siamo tutti critici, eh?


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Scimmie (intelligenti?)

Questo è un esempio di instant-blogging.
Il televisore mi casca su RaiTre.
Giovanna Zucconi parla di libri a Che Tempo Che Fa – trasmissione che non mi piace granché, ma per il momento sorvoliamo.
È bello che si parli di libri in televisione.
È un po’ come predicare il vegetarianesimo ai cannibali che già ci hanno messo in pentola – richiede un certo coraggio.
Non per nulla, alla Zucconi danno sì e no tre minuti d’orologio.

https://i0.wp.com/rizzoli.rcslibri.corriere.it/cover/mini/1701721_0.jpgIl libro presentato molto velocemente questa sera è il recente lavoro di Edoardo Boncinelli e Giulio Giorello, Lo Scimmione Intelligente.
Un testo che copre i risultati più recenti della ricerca neuroscientifica sulla coscienza e sull’ereditarietà.
E sembra anche un bel libro, così ad occhio.
La presentazione televisiva (cito a memoria, sono passati tre o quattro minuti) fà più o meno così:

“Un libro bellissimo, l’ho letto e non ci ho capito niente…però è bello leggerlo ugualmente…”

E la Rizzoli ha avuto la sua marchetta.
Spengo il televisore.

Chissà come saranno contenti Boncinelli e Giorello!

E poi parliamo di scarsa cultura scientifica in questo paese.
Che farsa colossale.

Rifugiamoci allora nei classici:

Leggere senza capire, è come mangiare senza digerire (Edmund Burke)

Oh, signore, dammi dei nemici intelligenti ma non degli amici stupidi (Edmund Hamilton)

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