strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il mio guru è meglio del tuo

Approfittiamo del tempo libero (…) per recuperare su dei post che avrei voluto fare in settimana. Ma per scaldarci, partiamo con una figura, il cui senso (spero!) diventerà più chiaro in seguito.
La figura è questa.

E ora, cominciamo…

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Hai detto crisi?

Alessandro Girola, che sta qui nella cella accanto nel Blocco C della blogsfera, ha fatto un post parlando della crisi del fantastico in Italia – e concentrandosi sostanzialmente sul mercato dei libri. Perché è quello che facciamo noi qui ai lavori forzati nel Blocco C: scriviamo libri.

La tesi di Alex si concentra sul fattore delle vendite e individua quattro cause principali

  • la contrazione della lettura come attività ingenerale – leggere non è (più?) un passatempo diffuso e popolare
  • il crescente disinteresse degli appassionati del fantastico per la narrativa scritta, preferendo altri media
  • la mancanza di una critica seria e accessibile che contribuisca a formare il gusto del pubblico
  • la povertà qualitativa dell’offerta

E io non posso che concordare punto su punto.
Non posso però evitare, anche, di segnalare un altro fattore che non so se sia causa o sintomo della situazione generale, ma è certamente un dato reale, e significativo – ed è la narrazione diffusa.
Ed è questo il tema di questo post o, come dicevano i Supertramp…

Crisi? Che Crisi?

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Cento campane

La notte scorsa abbiamo giocato il primo playtest del prossimo scenario che – salvo incidenti – pubblicherò in autunno.
È sempre bello quando si prende un’ispirazione, la si tramuta in una potenziale situazione di gioco, e i giocatori replicano esattamente il materiale originale senza sapere che lo stanno replicando.

Primo playtest – successo.
Ora si torna a scrivere.