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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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C’è molta crisi – una Top Five

L’altro giorno, RaiNews, nel mostrarci le immagini del prossimo giubileo della regina Elisabetta, c’ha messo sotto All You Need is Love, dei Beatles.
Che c’entra un po’ poco, con la regina e con il giubileo.
Capisco God Save the Queen fatta dai Pistols.
O Victoria fatta dai Kinks.
Ma All You Need is Love?

Non che RaiNews dedichi molto spazio al giubileo della regina d’inghilterra, naturalmente.
Dedica inveca un sacco di spazio alla crisi.
Senza metterci sotto alcuna colonna sonora pop.
E sì che i Fab Four fecero Taxman, che cascherebbe a fagiolo.

E così sono sceso nel sottoscala dove tengo i vinili, ed ho tirato fuori cinque dischi fatti apposta per la crisi.
Perché se dobbiamo andare all’inferno in un secchio, tanto vale che ci godiamo la corsa, come dicevano i Grateful Dead.

Vediamo… Continua a leggere


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Due per uno

Un chiaro segno che stai invecchiando?
Quando la colonna sonora della tua adolescenza viene venduta a due per uno per meno di otto euro a botta nei grandi magazzini.
Se poi sei davvero vecchio, la colonna sonora della tua adolescenza viene venduta a due per uno per meno di otto euro a botta nei grandi magazzini, ed i ragazzini neanche se la filano.
Un breve pork chop express molto personale, in questa fredda notte di pioggia…

Mi trovavo in un grande magazzino per cercare delle ciabatte con surge protector per potenziare e in parte riformare l’impianto elettrico della casa di campagna.
Trovate le ciabatte, si fa un giro fra gli scaffali.
Un’occhiata alle fotocamere digitali, un’occhiata ai forni a microonde.
Un’occhiata ai giochi per Playstation – tutti uguali e tutti troppo cari – un’occhiata ai dischi.
E così mi imbatto in una povera custodia di cartone che contiene due CD – Crime of the Century e Crisis, What Crisis?, dei Supertramp.
Io ci sono cresciuto, con questi dischi.
Ho i vinili, imbustati con cura e suonati fin quasi a consumarsi.
Ricordo i testi a memoria.
E adesso la Universal – che evidentemente ha rilevato il catalogo A&M, o almeno parte di esso – li vende nella collana 2 for 1, a meno di otto euro.
Crime ha l’età di mio fratello, Crisis un paio d’anni di meno.
Io ci sono cresciuto, con questi dischi.

Ascoltati per la prima volta su cassetta, durante il secondo anno di liceo, e poi su vinile, per anni a seguire, prima sul vecchio stereo di famiglia e poi sul mio stereo, il Technics acquistato con risparmi sanguinosi in quarta liceo.
No Duran Duran, no Vasco, grazie, no Righeira.

E adesso eccoli qui.
Niente testi, niente credits, niente immagini se non la copertina, delle dimensioni di un francobollo.
Solo i CD, imbustati in cartoncino leggero.
Se voglio conoscere i credits dettagliati, dice una nota scritta da gnomi nani col morbo di Parkinson e leggibile solo con la lente d’ingrandimento, sono pregato di scrivere alla Universal.
Ma io, naturalmente, i testi li ricordo a memoria, e i credits anche.
Io ci sono cresciuto, con questi dischi.

Se li ho presi?
Per meno di otto euro?
Certo che li ho presi.
E ci ho messo un secondo 2 for 1, con Brothers in Arms e On Every Street, dei Dire Straits.
Così la smetto di consumare i vinili.
Io ci sono cresciuto, con questi dischi.

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