strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ritorno su Waar

[disclaimer – questa recensione è basata su una copia in formato Kindle del volume, fornitami cortesemente dall’editore proprio allo scopo di recensirla, e viene postata in due lingue per rendere la cosa un po’ più interessante]

Avevamo lasciato Jane Carver, la rossa biker creata da Nathan Long, da qualche parte nella Monument Valley, di ritorno da una scorribanda sul lontano, selvaggio e misterioso pianeta Waar.
Su Waar, Jane aveva trovato l’avventura, il brivido di essere considerata un demone infernale dagli indigeni, e l’amore (o qualcosa di simile) con l’avventuriero Dan Lhan-Lar di Herva, solo per perdere tutto per mano dei monaci di un culto malevolo.
Beh, malevolo per Jane, per lo meno.
Esiliata sulla terra, la nostra eroina non ha tuttavia intenzione di restare con le mani in mano.
Ed il fatto di essere ancora ricercata per omicidio – e per atti osceni, avendo fatto l’autostop nuda nella Monument Valley – è solo un incentivo a rintracciare il misterioso artefatto che garantisce il teletrasporto fino a Waar ed alla vita che – nonostante la carenza di rock’n’roll e marlboro – le è più consona.
Sarà un altro ottovolante di azione, ironia, e scorrettezze politiche assortite.
E a noi piace così.
Davvero.

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