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Lo scrittore che vende

Ricordo ancora con un misto di affetto malato e desiderio di morte il blogger che, una decina di anni or sono, aveva preso l’abitudine di recensire i miei ebook senza leggerli, ed appioppando a tutti loro dei giudizi pessimi. Non aveva bisogno di leggere ciò che scrivevo, spiegava, per sapere che era terribile, in quanto sapeva che “Mana non crede nelle regole della scrittura.”
Talvolta mi domando, nelle lunghe notti di luna piena, cosa ne sia stato di quel tale.
Ma capita di rado, e presto mi dimentico di lui.
Però…
In realtà quella frase, quel “non crede nelle regole della scrittura” era asinina ed imprecisa – sono fermamente convinto che esistano delle regole, ma concordo anche con la buonanima di Rudyard Kipling…

“There are nine and sixty ways of constructing tribal lays,
And every single one of them is right!”

Kipling, In the Neolithic Age, Stanza 5, 1892

In altre parole, esistono delle regole, una quantità di regole, e sono tutte giuste; e quelle che vanno bene per me potrebbero non andare bene per altri. E anche, le regole che si applicano al mio lavoro attuale potrebbero non funzionare per il mio prossimo lavoro.
Chi vi dice il contrario probabilmente non sa di cosa sta parlando, ma vuole vendervi un corso di scrittura.

Ora, nel mio post di ieri citavo la faccenda degli avverbi e di Stephen King

La strada per l’inferno è lastricata di avverbi

Stephen King, On Writing, 2000

… ed illuminata dai crani fiammeggianti di sedicenti editor, aggiungo io.

E il libro di King è certo uno dei manuali di scrittura più venduti al mondo, e compare con regolarità sugli scaffali di un sacco di autori affermati, e di un sacco di aspiranti scrittori.
La cosa interessante è che tuttavia non si tratta del manuale più popolare in quella fascia intermedia di scrittori che campano scrivendo, spesso a malapena, sfornando racconti e novelle per le riviste di genere di medio livello. I cosiddetti midlister, categoria in via di estinzione da vent’anni almeno – ma ragazzi, siamo ancora qui, più coriacei e duri a morire del celacanto.
Nel caso di questa gente, il manuale che è normalmente in mostra sullo scaffale non è On Writing.
È Techniques of the Selling Writer, di Dwight V. Swann.
Conosco di persona un sacco di gente che giura e spergiura su questo libro.

Dwight Vreeland Swain, classe 1915, aveva la faccia del genere di persona che vive vendendo assicurazioni sulla vita e tronchesine per unghie, ma era in realtà uno scrittore. Negli anni del crepuscolo dei pulp pubblicò un buon numero di storie, su riviste come Fantastic Adventures e Imagination, storie con titoli improbabili come Henry Horn’s X Ray Eye Glasses (1942) o Bring Back My Brain! (1957).
Ma voi potete ridere quanto vi pare – Dwight V. Swain scriveva e ci pagava i conti, e questo era ciò che importava.
Negli anni ’50 si allargò al campo della sceneggiatura, specializzandosi nello scrivere documentari e video didattici – dobbiamo a lui la struttura narrativa standard dei documentari in uso ancora oggi.
Nel 1965, mentre insegnava scrittura all’Università dell’Oklahoma, Swain scrisse Techniques of the Selling Writer, e da allora il volume è andato un paio di volte fuori catalogo, ma è rimasto nel cuore di una vasta comunità di scrittori, che se lo sono procurato di riffa o di raffa – di seconda mano, ristampato in ebook, rubato dalla biblioteca…
Altri manuali seguirono, soprattutto sul tema della sceneggiatura, ma Techniques rimane, a 57 anni dalla sua uscita, il testo di riferimento di un sacco di gente, ed il best-seller nel catalogo di Swain.

Lo scrittore che vende, in quanto professionista orientato ad una attività commerciale, non può permettersi di scrivere testi che non siano gradevoli e/o eccitanti.
Poiché sono principalmente arnesi del mestiere, queste tecniche hanno poco o niente a che vedere con la qualità letteraria o l’assenza della medesima. Nessuno scrittore le usa tutte. Nessuno scrittore può evitare di usarne alcune. Quanto bene vi potranno servire dipende da voi stessi. Sono, in poche parole, trucchi e tecniche dello scrittore che vende. Sono tutto ciò che questo libro ha da offrire.

Dwight V. Swain, prefazione, Techniques of the Selling Writer, 1965

Mi è venuto in mente, il libro di Swain, perché dopo aver parlato della sintassi come stile, nel lavoro di Virginia Tufte, mi sono ricordato che Swain, nel suo manuale sostiene che ci sono solo quattro cose che uno scrittore deve saper fare per scrivere una buona storia – e la prima di queste quattro cose è disporre le parole in un ordine tale da creare “unità di motivazione ed azione”. In altre parole, la sintassi come stile.
Bello liscio – e sei anni prima che Virginia Tufte pubblicasse il suo infinitamente più accademico ma altrettanto influente e popolare saggio.

Pragmatico fin dalla copertina, il testo di Swain è asciutto, didascalico – sembra davvero un manuale di istruzioni per fare la manutenzione di un motore. Ho visto ricettari scritti con più eleganza e più ricchezza artistica. Swain non usa lo stile colloquiale e aneddotico di King. È freddo e diretto, fatto di liste numerate e di istruzioni che sono, sì, davvero degli strumenti, degli arnesi … cacciaviti e piedi di porco, chiavi inglesi e grimaldelli. Il genere che con il tempo e l’uso si adatterà alla mano di chi li utilizza.
Non c’è nulla di romantico, in questo libro, e nell’attività che descrive.
Scrivere è un duro lavoro, ed esistono attrezzi che ci permettono di renderlo meno faticoso, meno frustrante. Questo libro è la scatola degli attrezzi.

Per cui sì, il manuale di King è certamente molto più divertente da leggere.
Ma noi, ci piega Dwight Swain, non siamo qui per divertirci.

Con buonapace di antichi blogger dimenticati, ho letto decine e decine di manuali di scrittura. E Techniques of the Selling Writer non è probabilmente il mio manuale preferito, ma è certo uno di quelli per i quali provo il maggior rispetto, insieme con Creating Characters, How to Build Story People, che il settantacinquenne Swain scrisse nel 1990, due anni prima della propria morte, espandendo uno dei capitoli di Techniques.
Perché era uno scrittore commerciale, e quindi non buttava via nulla.

Amazon (e sì, c’è un link commerciale in questa pagina) ha ancora una singola copia cartacea dell’edizione del 1981 di Techniques, a un prezzo salato ma accettabile. L’ebook ha un prezzo da capestro, ma è perché si tratta di uno di quei libri che, se scrivete, dovete leggere.
E poi avanti, costa infinitamente meno di molti corsi di scrittura tenuti da personaggi alquanto dubbi, che vi rigurgiteranno in gola King e Vogler malamente digeriti.