strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Presentare come al TED

Post breve per un libro breve, oggi.

Le conferenze della serie TED sono lo standard di qualità della presentazione orale e visiva.
Se volete imparare a parlare in pubblico, passare qualche ora a guardare i filmati online è sia un buon modo per imparare la tecnica, che un sistema garantito per caricarsi.
Al di là della qualità dei contenuti, c’è un sacco da imparare dai relatori del TED, in termini di comunicazione, di stile, di linguaggio verbale e non verbale.
Indispensabili.

jeremey-donovan-how-to-deliver-a-ted-talk-coverHow to Deliver a TED Talk, di Jeremy Donovan, è un libro che si legge in un pomeriggio, costruito su un’idea semplice, e che funziona.
Donovan estrae dai più popolari filmati della serie TED una serie di principi generali, e li illustra rapidamente e con un linguaggio semplice e diretto.
Concentrandosi sull’aspetto narrativo della presentazione, il volumetto è anche ottimo per chi volesse provare un approccio diverso alla narrativa – e contiene un esempio di show don’t tell garantito per far infuriare tutti i cultisti di tale pratica.
Probabilmente perché è basato sull’autentico show don’t tell, e non sulla versione delirante che è stata popolarizzata da certi guru online.

A questo si aggiungono osservazioni interessanti su come coinvolgere il pubblico, e tutta una serie di strategie e accorgimenti logistici per comunicare al meglio.

Nel complesso una lettura divertente, e piuttosto utile.


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Un po’ di rivoluzione

Mentre non ci sono, lascio il posto dietro al bancone ad un supplente di lusso – Sir Ken Robinson.
Quest’uomo è Dio nel su ambito di attività.
E lo dedico a tutti i miei amici intrappolati nel sistema accademico.
Questo è il suo pork chop express…

Lo so, lo so, è in inglese.
Rassegnatevi.

In breve?
Il modo in cui è congegnato il nostro sistema di istruzione è sbagliato.
Non solo danneggia il sistema, eliminando preziose risorse umane – ma rende la maggioranza delle persone infelici riguardo alla propria vita.
Forse sarebbe ora di cambiare.


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Questa è la realtà

Fra poco tutti i canali scompariranno dal mio video come se fosse stata buttata un’atomica nel mio giardino.
Non mi importa.
Non sopporto più i media nazionali.
La realtà è un’altra cosa.
Come questo…

Instant blogging update: sono le 18:30 e RAI3 sta passando un servizio live (Alberto Angela e Fabrizio Frizzi presentano) su progetti affini a quello discusso nel filmato, e sviluppati da liceali italiani; bello vedere che i nostri liceali sono allo stesso livello di un quattordicenne autodidatta del Malawi, e con solo sette anni di ritardo.

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Lezione magistrale

Questo è un dannato pork chop express se mai ce ne è stato uno.
Solo che non me ne occupo io.

Lo so, dura diciassette minuti.
E magari a voi Seth Godin non è neanche simpatico.

Ma questa deve essere sentita.
E vista.
E meditata a lungo.

Ancora una volta, i commenti li lasciamo nella sezione comenti.

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Benvenuti nell’AlloSfera

Evviva evviva.
Dopo anni di lamentele per il fatto che sistemi di visualizzazione sofisticati come quelli disponibili in SecondLife venissero utilizzati per il genere di sciocchezze che la gente fà in SecondLife – del tipo, crearsi un corpo virtuale per poi andare in una discoteca virtuale a fingere di ballare, o partecipare a conferenze virtuali alle quali comunquepartecipano persone non più distanti di due chilometri da dove sedete…
Dopo anni di risorse sprecate e di mugugnamenti da parte dei visionari, finalmente i visionari hanno preso il controllo.

L’AlloSfera è un sofisticato sistema di visualizzazione di dati che permette di visualizzare tridimensionalmente “ambienti” in corso di investigazione scientifica.
I dati che non vengono visualizzati vengono tramutati in suoni, in una esperienza assolutamente immersiva.

Erano anni che lo stavamo aspettando, mugugnando.

Sempre godibilissimi i commenti della plebe a riguardo della novità…

So she’s rigged up a 360 monitor with some speakers, and she and her “artist friends” have come up with a bunch of pretty visualisations to play through it.
Wow, how cutting edge.

Ci sono persone che non meritano il futuro.

Per tutti gli altri…

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Regolamentare la rete

Mi piace davvero internet, vorrei solo che fosse più organizzata

O se preferite

ho pensato di presentare una proposta di legge per regolamentare Internet […] Inspiegabilmente la proposta ha ricevuto critiche selvagge

Forse perché esistono proposte migliori.
Come quella che segue.

Quello che segue è un modello – rapidamente esposto ma funzionale – di organizzazione per il web.
Ha il mio voto.
Ora e sempre.
Batte la proposta Carlucci (Rossi) ogni dannato giorno della settimana.

Ed è grande.


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Una “rivista” per il ventunesimo secolo

Oggi ho voglia di pormi dei problemi probabilmente irrisolvibili.
Dice bene, Vittorio Catani, quando – in un mood tinteggiato di cyberpunk che egli descrive come “catastrofico” – scrive

il periodo della Wired originale fu un momento davvero particolare di scoperte, ricerca, contestazione, entusiasmo, sfida, prospettive grandiose, nuove libertà. Fu, in piccolo, un Sessantotto neo-tecnologico che interessò particolari fasce di interessati e fu capace di evadere dal “particolare” per esplodere in letteratura, nel teatro, nella società.

Vero, verissimo.
Ecco perché, si diceva, il Wired nostrano – e anche il Wired originale – stentano a rappresentare qualcosa di più di un fenomeno trendy e un po’ vuoto.

Sono cambiati (generalmente in peggio): il mercato, la cultura in generale, l’approccio a qualsiasi iniziativa “commerciale”; i desideri della gente. Computer e cellulari e realtà virtuali non sono più una novità anzi hanno invaso e pervaso quasi alla nausea il mondo occidentale; sono cambiati anche gli interessi e il modo di ragionare[…] La crisi in atto – non da ora – non riguarda solo i subprime e il vil denaro.

https://i0.wp.com/www.vancouvercoffee.ca/wp/uploads/comca.jpg
Di nuovo, verissimo.
Per cui io, in mood da perditempo (cosa non si farebe pur di non lavorare!), mi domando – cosa potrebbe aver rimpiazzato nei tempi recenti il vecchio Wired come ammiraglia e “punta” della attuale weltanschaung, così come Wired aveva rimpiazzato Omni e Omni aveva rimpiazzato Modern Mechanics?

Ho già citato, nel post, precedente, Miro, Big Think, e TED.
Ci sono altre fonti di informazione che catturino la tendenza più d’avanguardia, possibilmente evadendo dal “particolare”?

Me ne vengono in mente un paio d’altre…
Penso ad esempio a Seed Magazine – rivista scientifica capace di dedicare un ciclo di articoli e filmati on-line al concetto di design, toccando argomenti come il personal genome, la visualizzazione del cervello, l’architettura generativa e il collective design.
Il sito della rivista offre anche un servizio – il Daily Zeitgeist – che deposita sul desktop degli interessati le notizie fresche, quasi un quotidiano scientifico ritagliato su misura.

Penso a Edge (non la rivista di videogiochi), il “bollettino ufficiale” – ammesso che una cosa del genere possa esistere – della Terza Cultura, dove in diversi formati (testo, video, podcast), ci si può imbattere in personaggi come Richard Dawkins o Daniel Dennett o – come accaduto di recente – scoprire della collaborazione fra un biologo evolutivo ed un musicista d’avanguardia.
 
Ma penso anche a Make Magazine, baluardo dei bricoleur integrali, rivista che spiega – di solito col supporto di video on-line – come farsi da sé quasi qualsiasi cosa, e che apre una finestra in una vasta sottocultura di personaggi che hackerano il mondo fisico anziché quello del software. Una rivista che in questi giorni dedica – sul canale Make TV – un breve ma divertente documentario sugli steampunk – quelli che hanno deciso di vivere in un retrofuturo.

Penso a Resources for Life, il sito che vuole mettere in contatto tutti gli attivisti della Terra per creare qualcosa di solido e duraturo e positivo, che permetta a tutti di vivere la vita migliore possibile, alla faccia di chi ci vuol male.

E penso a Worldchanging, immenso catalogo di risorse per cambiare il nostro modo di pensare e di interagire col mondo.
E davvero, se una singola pubblicazione cartacea, negli ultimi anni, ha causato in me lo stesso mix di entusiasmo, disorientamento e senso di urgenza che causava il vecchio Wired, è stato certamente il colossale volume Worldchanging pbblicato un paio d’anni or sono.
 
Ma in realtà , riflettendoci, tutto questo è barare.
Se qualcosa ha rimpiazzato il mio vecchio, beneamato Wired del 1993, non è una singola rivista cartacea o on-line, ma di fatto un piccolo software – nel mio caso si chiama Liferea, ma voi avete certamente qualcosa di simile sulla vostra macchina.
Si tratta di un feed aggregator – ogni mattina, quando accendo il computer, lui preleva i nuovi articoli dalle riviste che ho citato, più le novità pubblicate su una certa quantità di blog – di amici e conoscenti, ma anche di personaggi pubblici che rispetto – e mi costruisce la mia piccola, personale rivista on-line.
Con filmati, podcast, opinioni, facezie, scienza, fantascienza – addirittura con la pagina dei fumetti.
Qualunque alternativa cartacea è superata.

[immagine, http://www.vancouvercoffee.ca%5D