strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Avere qualcosa da dire

Ieri ho fatto un’affermazione categorica.

una storia senza tema non regge

Poche ore dopo, sono incespicato in una discussione nella quale si sosteneva, fra le altre cose, che

io diffido persino degli scrittori che affermano di scrivere perchè “hanno qualcosa da dire”

Ora il mio problema è che, se non ho nulla da dire – se non ho, in altre parole, un tema da esplorare – non vale la pena che io scriva.

Slide11234Poi, il tema non è la storia.
È ciò che sta sotto alla storia.
Ciò che un lettore intelligente potrebbe ricavare leggendo la storia, al di là del divertimento e dell’intrattenimento.
Il tema non sostituisce l’intrattenimento, come non sostituisce la struttura e la tecnica.

È lì, forse, che per il pubblico italiano il meccanismo si è inceppato – troppi romanzi difettosi sono stati imposti al pubblico perché il tema era (ipoteticamente) importante.
Ma il libro era brutto.
Nel cervellino rettiliano dei lettori, qualunque storia con un tema è diventata una storia brutta, che ha bisogno di un alibi per farsi leggere.
Ma non è necessariamente così. Continua a leggere


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Un nuovo modus operandi

Come avrà notato chi segue il mio blog in inglese, da un paio di settimane ho una buona idea per quella che potrebbe diventare una serie di storie – e così ho cominciato, da una parte, a documentarmi, e dall’altra ad annotare idee e a mettere giù un po’ di appunti.

Da che ho deciso di scrivere solo in inglese, ho deciso di mettere un po’ d’ordine nel mio modo di scrivere, in modo da accrescere la produttività o – per lo meno – limitare i traumi fisici e psichici.

Al momento non sto scrivendo racconti – sto leggendo libri di storia e sto delineando possibili episodi della mia ipotetica serie.

quaderni ikea 002L’idea è di usare due facciate su un quaderno a spirale, di quelli dell’IKEA.

Lo schema è

Prima facciata

  • logline
  • tema
  • tono
  • personaggi
  • trama

Seconda facciata

  • outline

Continua a leggere


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Tema: le mie vacanze hentai con Tolkien e Cthulhu in cosplay

Questo breve post ha lo scopo di aiutare tutti i gestori di blog là fuori ad aumentare il traffico sulle proprie pagine.

Risulta ormai dolorosamente evidente, infatti, che indipendentemente dalla qualità o meno dei nostri contenuti, l’indicizzazione delle pagine da una parte e gli interessi, diciamo molto settoriali dei nostri connazionali, fanno sì che la presenza di alcuni termini nel nostro post – o meglio ancora nel titolo del nostro post e nei tag – garantiscano al medesimo una elevata visibilità.

Ovvero un sacco di click.

Tema:
da solo, sembra sufficiente a dirottare verso il nostro blog un numero stravagante di connessioni, per lo più a partire dalle scuole medie e (snervante ammetterlo) superiori.

vacanze
un altro classico, che accoppiato col precedente garantisce un picco vertiginoso tra settembre ed ottobre. Ideale per riprendersi dalla morta di agosto.

hentai
certe cose non passano mai di moda

Tolkien
esistono persone, là fuori, che monitorano la rete in cerca di istanze di questo non troppo diffuso cognome anglosassone, una specie di colossale ECHELON in elfico.

Cthulhu
non avevamo dubbi.

Cosplay
non fatevi illusioni: vogliono solo le fotografie

Da cui, la stringa definitiva per il picco di traffico assoluto

Tema: le mie vacanze hentai con Tolkien e Cthulhu in cosplay

Successo garantito.

Con un saluto speciale a icittadiniprimaditutto.