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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Gli idilli della regina

Phyllis Ann Karr è un’autrice di narrativa fantasy e poliziesca che da qualche tempo era sui miei radar, soprattutto perché i suoi lavori considerati migliori sono comparsi in quell’interregno del quale abbiamo parlato in passato, quella manciata di anni fra l’uscita del primo romanzo del ciclo di Shannara e la chiusura della prima trilogia di Terry Brooks, gli anni in cui il template fantasy si stava affermando ma non era ancora l’unica opzione sul tavolo.

E in effetti i romanzi della Karr deviano dal template fantasy e battono strade diverse. Grande esperta di leggende arturiane, la Karr ha spesso utilizzato la Tavola Rotonda ed i suoi cavalieri come base per i propri lavori. I giocatori di ruolo potrebbero ricordarla (o forse no, son passati 22 anni) come autrice dell’enciclopedico Arthurian Companion per Pendragon della Chaosium.
Un libro estremamente interessante legato a Camelot e ad Artù è The Idylls of the Queen, pubblicato originariamente nel 1982 da Ace Books, e ristampato da Wildside Press nel 2012.

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Maschere & Pugnali

L’influenza di Alexandre Dumas (padre) sulla narrativa fantasy viene spesso trascurata.
Troppi orpelli pseudoceltici, troppi nani scorbutici ed elfi ieratici, troppo postumi malsani della lettura1 del Mabinogion (quando va bene) o del Silmarillion (quando va male). Troppi deliri norreni di maniera, troppo medioevo marchiato Disney, troppo D&D con la targa cambiata. Troppo fantasy senza fantasia – ma ne abbiamo parlato in passato, giusto?
Ma non è che sia una regola – copiare Tolkien, o Howard, e poi spacciarsela.
È possibile avere dei modelli precedenti, e magari una bibliografia un po’ più diversificata.

dumas

Proprio Robert E. Howard fu un lettore appassionato di Dumas2, e così Fritz Leiber, e Jack Vance, tanto per citare tre autori che hanno pesantemente influenzato la letteratura fantastica.
E in Dumas c’è tutto – il passato colorato ed esotico, la magia (razionalizzata o meno, non ha importanza), i duelli, l’avventura, l’intrigo, gli eroi sfrontati, i cattivi cattivissimi, le belle donne, l’amore, la vendetta.
Oggi, l’americano Steven Brust è probabilmente il principale autore di fantasy “dumasiano” (per inventarsi un’etichetta), ma non è l’unico.
“Sundial in a Grave”, dell’inglese Mary Gentle, usa il personaggio di Rochefort – splendido antagonista de I Tre Moschettieri – come protagonista.
E poi c’è Teresa Edgerton – che è favolosa, e voi molto probabilmente non la conoscete, perché nessuno ha mai pensato a tradurre i suoi romanzi. Continua a leggere


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Cacciatori di dei

God-Stalk-P.-C.-HodgellUna donna con artigli retrattili come un gatto, in fuga da un territorio in cui un potere oscuro muta tutto ciò che vive, e dove tutto ciò che muore risorge, ostile e inarrestabile.
Una città vastissima, nella quale uomini e dei convivono, e una volta all’anno gli dei morti vagano per le strade in cerca di vendetta sull’umanità che li ha abbandonati.
Un’ombra che si estende lenta e inesorabile sul mondo, non più contrastata da chi era stato posto a guardia dell’ordine.

God Stalk, di P.C. Hodgell è stato definito uno dei migliori fantasy degli ultimi trent’anni.
Di sicuro è il miglior fantasy letto nel 2015.
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