strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


10 commenti

World Dracula Day: a caccia di vampiri nel futuro

Oggi è il World Dracula Day, e quindi mi pare una buona occasione per fare un post su un progetto sul quale sto lavorando da un mesetto a questa parte, e che i miei sostenitori su Patreon stanno suben… ehm, stanno esplorando in esclusiva (per ora?).

Avendo trascorso la maggior parte del 2020 a scrivere per un malaugurato progetto di ghostwriting e poi cercando di scrivere e vendere abbastanza narrativa per le riviste per coprire le spese, quando nel 2021, la situazione è tornata, se non alla normalità, almeno in un stato stabile, dopo così tanto lavoro di scrittura orientata strettamente al mercato, ho deciso di dedicare un po’ di tempo al divertimento della scrittura, senza blocchi, obiettivi o la necessità di accontentare un editore o, peggio ancora, un cliente.

E così ho iniziato a scrivere, una sera dopo cena, senza una meta o un tema preciso. Ho immaginato due personaggi, Cal e Amy, e ho scritto circa duemila parole di una loro storia.
Uno science-fantasy, sottogenere ormai dimenticato: terra futura, tecnologia antica, forse alieni (o umani ingegnerizzati biologicamente, o forse altro), rovine perdute, strane creature. Una scienza abbastanza avanzata da sembrare magia, o viceversa, una magia abbastanza avanzata da sembrare scienza.
Duemilaparole scritte in una sera, e poi la storia si è piantata.
Non stava andando da nessuna parte. Avevo ancora bisogno di trovare i personaggi e, cosa più importante, trovare qualcosa da fargli fare.
Ma ho continuato a scrivere ogni sera dopo cena, per questo mio progetto “delle vacanze” – frasi buttate, descrizioni alla deriva, e appunti, un sacco di appunti. Ma non una storia.
E se c’è un modo per esplorare un mondo che fatica a crescere, è farlo attraverso gli occhi di un diverso personaggio.
O cinque.

Continua a leggere


20 commenti

Zothique

zothique-nordIl diciassettesimo volume della Fantacollana è Zothique, di Clark Ashton Smith, edizione della collezione curata da Lin Carter e pubblicata negli Stati Uniti nel 1970.

Zothique è uno dei molti cicli immaginari di Smith – un promettente ed apprezzato poeta che, su suggerimento dell’amico H.P. Lovecraft, si diede alla narrativa sovrannaturale per sbarcare il lunario.
Terzo dei Tre Moschettieri di Weird Tales, Clark Ashton Smith (o CAS, come viene comunemente abbreviato dagli appassionati) era un artista a tutto tondo – che oltre a comporre poesie e scrivere narrativa e piece teatrali, disegnava ed eseguiva sculture.
Amante dell’immaginario orientale e dell’arabesco, frequentatore dei poeti maledetti francesi, Smith era più sottilmente intellettuale di Robert Howard, e più ironicamente distaccato di Lovecraft.
Se le sue storie sono infarcite di un gusto macabro spesso eccessivo e “sconvolgente”, non mancano i dettagli sensuali e perversi, ed una vena di umorismo malvagio.

ZothiqueNella vastissima produzione di Smith, Zothique rappresenta certamente uno dei momenti più alti.
Le storie, ambientate in un futuro lontano, in cui il sole sta per tramontare definitivamente sulla civiltà umana, offrono scorci di imperi moribondi, di città che si crogiolano nell’attesa della fine, di feste nelle quali personaggi stracchi cercano disperatamente un ultimo brivido.
E su tutto ciò si innestano divinità infernali, oscuri idoli e mostruosità assortite, come se nei suoi ultimi giorni la Terra fosse tornata alle pratiche irrazionali ed oscure dei primordi.

Un esempio eccellente di quel sottogenere che verrà definito della Terra Morente, e che in effetti è certamente una delle ispirazioni fondamentali del lavoro omonimo di Jack Vance (che proprio in quegli stessi anni veniva stampato in Italia da Fanucci).

La raccolta pubblicata da Nord è quella curata da Lin Carter, che per la Ballantine fece un lavoro certosino di ricostruzione filologica e cronologica della serie, originariamente uscita fra gli anni ’30 e ’50, prevalentemente su Weird Tales.
Il volume include diciassette fra racconti e poemi, più due articoli di Lin Carter sull’opera di Smith e sul lavoro svolto per ricostruire la cronologia interna della serie.
Mancano alcuni frammenti – incluso il dramma The Dead Will Cuckhold You – che verranno ristampati solo negli anni ’90, nella bella edizione della Necronomicon Press, che include anche le illustrazioni originali di Smith per i propri lavori.

MINOLTA DIGITAL CAMERACol passare degli anni, la prosa di Smith è rimasta inalterata – e viene offerta qui in una eccellente traduzione.
Zothique si legge e non manca di affascinare, e ad ogni rilettura rivela un nuovo brivido crudele, una nuova ironica mostruosità.
Un libro assolutamente imprescindibile, certamente uno dei migliori titoli mai pubblicati da Nord, e una pietra miliare del genere, che ancora una volta ne dimostra la varietà, la vitalità e l’originalità.
È con volumi come questo che la Fantacollana, ormai al suo quinto anno di vita, dimostrava tutta la propria importanza nel costruire una biblioteca dei fondamentali.

Sciocco dettaglio personale – poco da dire: il mio primo CAS, ed ancora il titolo della produzione di Smith al quale sono più affezionato.
Lo acquistai alla Libreria Sevagram, lo divorai, lo rilessi più lentamente, e tutt’ora torno a rileggerlo con una certa frequenza.
Non amo l’espressione capolavoro, ma nulla di meno sarebbe ammissibile.


7 commenti

Canti dalla Terra Morente

È in Dagon, di H.P. Lovecraft, credo, che mi sono imbattuto per la prima volta in un espediente narrativo – non saprei come altrimenti definirlo – che HPL probabilmente (mi dico col senno di poi) mutuò da Lord Dunsany, e che nella sua semplicità riesce a suggerire un livello di complessità elevatissimo.
In Dagon, assistiamo alla scena in cui un dio (Dagon, appunto) si genuflette e salmodia in innominabile adorazione dinnanzi alla statua di una sua divinità.
L’universo è più strano di quanto immaginiamo, e anche le nostre divinità hanno i propri dei (idea non molto sfruttata nel fantastico contemporaneo).

martin07_b.jpgProva inconfutabile che questa pratica è una realtà è la pubblicazione di volumi come Songs of the Dying Earth, che un postino affranto ed accaldato ha appena lasciato cadere dalle sue mani snervate sulla mia porta di casa.
Un colosso da seicento pagine, con una bella copertina e splendide illustrazioni interne, pubblicato da Nightshade Press, il volume ora nelle mie mani sudaticce (una delle 1474 copie esistenti), curato da George R.R. Martin e dal leggendario Gardner Dozois, racchiude una serie di racconti ambientati nell’universo immaginato per la prima volta, una sessantina di anni or sono, da Jack Vance, una delle più importanti e durature creazioni del fantastico occidentale.
Fra eoni incommensurabili, la Terra gravita torpida attorno ad un sole rossastro e indolente; la popolazione, sospesa tra un medioevo picaresco e una superscienza opportunamente indistinguibile dalla magia, lungi dal trascinare i propri ultimi giorni nell’apatia o nella disperazione, si abbandona alla ricerca dell’eccentrico, dell’istantaneamente gratificante, del bello e del piacevole – gli ultimi giorni della Terra sono un lungo ballo in maschera popolato da cialtroni.
Senza contare naturalmente pelgrani e deodandi cannibali, e l’occasionale sandestino di passaggio.

Dean R. Koontz apre le danze con una lunga eulogia – saremmo quasi tentati di chiamarla coccodrillo, vista l’eta avanzatissima di Vance, ma è comunque troppo sentita e personale per meritarsi un simile appellativo.
E Jack Vance di suo ci mette una breve ma succosa introduzione.
E poi passa la palla al cast di contributors: Dan Simmons, Robert Silverberg, Kage Baker, Terry Dowling, Phyllis Eisenstein, Glen Cook, Neil Gaiman, Elizabeth Hand, Matt Hughes, Tanith Lee, George R. R. Martin, Elizabeth Moon, Mike Resnick, Lucius Shepard, Jeff Vandermeer, Paula Volsky, Howard Waldrop, Liz Williams, Walter Jon Williams, Tad Williams, John C. Wright.
Ed ecco che il paradosso di Dagon si dispiega davanti ai nostri occhi – i nostri idoli che si genuflettono dinanzi ad altri idoli, che sono anche nostri.
Alcuni degli autori in lista sono fra coloro che più apprezzo.
E se non mi sorprende trovare Kage Baker, Tanith Lee o Liz Williams in una antologia di celebrazione vanciana, la presenza di insospettabili come Walter Jon Williams, Lucius Shepard, Glen Cook o Elizabeth Moon segnala la vastità e la profondità del culto di Jack Vance.
Bello ritrovare Paula Volsky e Phillis Eisenstein, autrici lette vent’anni or sono e ancora attive e interessanti.
Meno sorprendente imbattersi nei prezzemoli letterari Silverberg e Gaiman.
Ma la vera grande sorpresa è Dan Simmons.

Operazione colossale condotta con grazia da un piccolo editore, la dice lunga su cosa sia possibile offrire al pubblico, complice un mercato amplissimo ed una circolazione globale attraverso il web, avendo un minimo di coraggio ed una buona strategia editoriale.

Powered by ScribeFire.


11 commenti

Terra Morente

Un postino svogliato mi ha consegnato in serata una grossa busta di cartone che conteneva una copia ancora incellophanata di The Dying Earth RPG, il gioco di ruolo della Pelgrane Press creato nel 2001 da Robin D. Laws e compari, basato sui lavori di Jack Vance, con tanto di sigillo di approvazione di Jack Vance medesimo.

[l’immagine fantastica di Greg Staples – oltre a illustrare la copertina di Dying Earth RPG – illustra bene la mia reazione all’apertura del pacchetto]

Un pezzo da collezione, in rilegato rigido, pagato decisamente poco.
Sarebbe stato un buon colpo comunque, ma la mia sorpresa, nel rimuovere la pellicola di plastica, è stata scoprire che non si tratta di una copia qualsiasi del manuale base del gioco, bensì di una delle copie (la 251, in particolare) autografate asuo tempo da autori ed artisti.
E da Jack Vance.

Sono stato gongolante ed incoerente per buona parte della serata.
L’autografo di Jack Vance!
Ho speso gli anni del liceo braccando su scaffali e bancarelle qualsiasi cosa Vance avesse scritto, e tutt’ora ogni nuova uscita del novantaduenne scrittore americano è motivo di festeggiamenti e giubilo.
E il ciclo della Terra Morente rimane uno dei momenti più alti della produzione vanciana.

Come spiegarlo?
Ispirato ai lavori di C.A. Smith – ed allo straordinario ciclo di Zothique in particolare – il ciclo della Terra Morente comprende due collezioni di racconti e due romanzi.
Ambientate nel ventunesimo eone, quando ormai il sole è una debole fiaccola cremisi e la Terra gli rotola attorno, stracca ed eccentrica, le storie della serie esplorano unmondo decadente, popolato di creature curiose e variamente letali, costellato di città che attendono pigramente la fine e da relitti incomprensibili di antiche tecnologie, attraversato da avventurieri cialtroni e verbosi, stregoni in grado di trascendere lo spazio ed il tempo, demoni dai mondi inferiori, e quant’altro.

Gran parte dell’azione è futile – poiché cosa potrebbe avere importanza se il mondo è ormai nei suoi ultimi momenti di vita.
Gli improbabili eroi di Vance combattono l’ennui e intraoprendono le proprie avventure e le proprie quest con l’allegria della vacanza, animati da egocentrismo, arroganza, avidità, desiderio di vendetto o desiderio di conoscenza.

Raffinato, elegante, scritto benissimo con un perfido gusto dell’ironia, il ciclo oscilla tra il capolavoro e la boutade, l’arabesco e la cineseria, la storiella amoralmente morale e la storia ricorsiva.

È fantasy?
È fantascienza?
Ha davvero importanza?

Il lavoro di Vance costituisce la definizione tassonomica di un sottogenere peculiare e difficilmente classificabile, nel quale ricadono il già citato Zothique di C.A. Smith ma anche la Urth di Gene Wolfe del ciclo del Torturatore.
Oggi considerato probabilmente “troppo difficile” dai nostri editori, e per questo latitante sui nostri scaffali.
Criminalmente.

Robin D. Laws ha creato un gioco di ruolo difficile da gestire, destinato a giocatori adulti e colti, che sappiano apprezzare il gioco linguistico e che preferiscano l’affabulazione al combattimento.
Poco importa che nel progettare l’originario D&D Gary Gygax avesse stralciato da Vance e dalla Terra Morente il suo sistema magico – questo gioco è per persone pronte a tutto fuorché all’hack & slash.

Sarà meraviglioso infliggerlo ai miei giocatori.