strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Dieci Libri #1 – Tanith Lee

C’è questo giochino che fa la gente, sui social, in cui postano le copertine di dieci libri che gli son piaciuti, “solo la copertina, senza commenti o spiegazioni”, e taggano i loro amici.
Io non ho amici, e che senso ha farvi vedere una copertina se poi non parlo di ciò che ci sta sotto? Per cui ho pensato di fare così – una serie di post, a cadenza irregolare, su dieci (o sette, o dodici) libri che sono stati importanti per la mia formazione come lettore e, possibilmente, come scrittore.
Con un po’ di chiacchiere.
Eviterò i libri dei quali ho già parlato estesamente, per cui non aspettatevi post su Gormenghast di Mervyn Peake o sul Nuovo Sole di Gene Wolfe.
Ma magari parleremo di libri che ho citato spesso, ma sui quali non ho mai approfondito.

E dato che da qualche parte dobbiamo pur cominciare, cominciamo con The Birthgrave, di Tanith Lee, uscito nel 1975 e candidato al Nebula per quell’anno.

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Una volta ogni 27 pagine

Pare che Game of Thrones e A Song of Ice and Fire – la serie TV e i romanzi, in altre parole – abbiano un problema serio.
Stando all’analisi statistica pubblicata dal blog di Tafkar:

Rape acts in Game of Thrones the TV series (to date): 50
Rape victims in Game of Thrones (to date): 29

Rape acts in ASOIAF the book series (to date): 214
Rape victims in ASOIAF (to date): 117

Impressionante, vero?

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Nel caso non aveste voglia di fare i conti, questo farebbe uno stupro e spiccioli per episodio della serie TV (in media) e (sempre in media), uno stupro ogni ventisette pagine nei libri.
E a dire il vero avevo preparato un bel post lungo e dettagliato illustrando il mio punto di vista sulla faccenda.
Ma credo che il discorso che intendevo fare si possa portare avanti meglio in modo diverso, e più costruttivo. Continua a leggere