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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La spaccatura

Nel 1811, nella valle del Mississipi, la densità di popolazione era ancora molto bassa. Per questo motivo, quando un terremoto di magnitudo stimata 7.5/7.9 colpì l’area con epicentro nel nord-est dell’Arkansas, tutti se ne accorsero, ma non ci furono gravi conseguenze per le persone. Tranne a Little Prairie, dove le scosse provocarono la liquefazione del suolo e la terra si inghiottì il paese.
Erano le due e un quarto del mattino.
Una seconda scossa di pari intensità colpì la stessa area sei ore dopo.

Il 23 di Gennaio 1812, alle nove del mattino, una terza scossa, di intensità 7.4, colpì il cosiddetto Tacco del Missouri, riattivando la faglia di New Madrid e causando deformazione e fratturazione del terreno, frane e crollo degli argini. E cosa più grave, “caricando” la faglia di Reelfoot.

La faglia di Reelfoot si riattivò alle 3.45 del 7 Febbratio 1812, e un terremoto di magnitudine 8 Richter colpì la città di New Madrid, cancellandola dalla faccia della terra. La faglia inversa causò un sollevamento che creò delle cascate lungo il corso del Mississipi, onde anomale risalirono il fiume e si formò un lago a Reelfoot, in Tennessee – in un’area che da allora si chiama Lake County.

E poi scosse di assestamento, circa duemila nell’arco di sei mesi.
Il terremoto più intenso mai registrato a est delle Montagne Rocciose aveva devastato un’area di 130.000 chilometri quadrati, ma aveva registrato relativamente poche vittime, perché nessuno pensò di contare i morti.
Ma New Madrid non c’era più, ed aveva 3000 abitanti.

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