strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Come si cammina

Mi hanno regalato un libro.
Sai che novità, mi direte voi.
Ma non ti farà male passare tutto ‘sto tempo a leggere?
Poi perdi la vista.
Perché non esci a fare due passi…

Ecco, mi hanno regalato un libro sul camminare.
È How to Walk di Thich Nhat Hanh.
Ne avevo parlato qui, e un’amica me ne ha regalata una copia.
Io ho delle amiche così. Continua a leggere


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Prigionieri

Selezione_003Mi hanno regalato un libro.
Nulla di personale – si tratta di una di quelle cose per cui ti iscrivi alla mailing list di un editore, e quello ti regala uno dei suoi libri in formato digitale.
Niente di che.

Il libro è invero un libricino, di qualcosa come quaranta pagine, si intitola Be Free Where You Are, ed è la trascrizione di una lezione tenuta dal monaco e maestro zen, Thich Nhat Hanh, nell’Istituto Correzionale di Hagerstown, in Maryland.
Sì, sitratta di una lezione sulla libertà tenuta davanti ad una platea di carcerati.

Ora, mi interesso di zen da decenni e ho sempre letto con un certo piacere i testi di Thich Nhat Hanh, ma ad incuriosirmi, inq uesto caso, è stato l’argomento, e il luogo.
Ci vuole un certo coraggio, una certa facciatosta, per andare a parlare di libertà in una prigione.E d’altra parte, in quale altro luogo il discorso troverebbe ascoltatori altrettanto attenti – e altrettanto bisognosi di scoprire come trovare la libertà indipendentemente da dove ci si trova?

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Sorridi, respira, procedi lentamente

a908c0becc6f6b5629c84004e8ac6d21Ieri ho letto una frase di Thich Nhat Hanh, un maestro zen piuttosto famoso.
Ho letto un paio di suoi titoli, e se non resta il mio autore preferito, ha certamente delle intuizioni molto interessanti.
Ora, secondo Thich Nhat Hanh, l’essenza dello zen è

Sorridi, respira, procedi lentamente

Che nel complesso non sarebbe neanche male, come linea guida generale.
Ed è curioso, considerando che proprio ieri ho fatto un post sulle donne che ridono, su Karavansara.

Il problema, per quel che mi concerne, non è tanto il respirare – credo che continuerò a farlo finché vivo – o il procedere con lentezza – anche perché la velocità, nel senso inteso dall’autore, è qualcosa di relativo.

Sorridere?
Sorridere non è un grosso problema in sé.
Il problema sono quelli che vogliono toglierci il sorriso. Continua a leggere


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Per dimostrare cosa? E a chi?

Kicks do count for something.

È una delle regole del noir, secondo l’eccellente A Girl & a Gun, di David Meyer.
Tradurlo è un po’ difficile, perché c’è quel kicks, che non ha proprio un equivalente diretto in italiano*.
Ammettiamolo, gratificazione è corretto ma è fatto di legno.
Soddisfazione?
Altrettanto rigido.
Troppe sillabe.
Manca dell’idea di rapidità, immediatezza.
Manca del valore effimero.
Le gratificazioni durano a lungo.
Kicks are gone in a heartbeat.

Emozioni forti?
Bah!

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