strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Come ai tempi di Corman: The Love Witch (2016)

Qualcosa di diverso? Un film, magari?
Un horror, di quelli belli, di una volta?
Un film che magari non avete visto, e del quale sentirete parlare solo qui?

58349ec39ea60_poster_originalQuesto è una sorta di instant post, scritto di getto dopo aver passato parte della notte, complice l’insonnia, a guardare The Love Witch, l’ultimo film di Anna Biller, regista americana che negli ultimi anni si è fatta notare tanto per lo stile visivo dei suoi lavori quanto per il lavoro di (usiamo una parola difficile) decostruzione ideologica operato sul genere.
Che detto così pare una cosa pesantissima, ma non lo è affatto.

The Love Witch è un horror/thriller, o forse è la parodia di un horror/thriller, ed è meraviglioso.
La trama pare fatta apposta per fare ululare alla luna le lettrici di paranormal romance1:

Elaine (Samantha Robinson, splendida e perfetta per la parte) è una giovane donna che, nella sua ricerca del vero amore (o forse solo di una gratificazione fisica), utilizza la stregoneria per sedurre un certo numero di uomini, salvo poi eliminarli quando la relazione si rivela noiosa, o insoddisfacente, o troppo oppressiva. Ma la polizia indaga.

E la trama è tutta qui.
Ma è molto meglio di così. Continua a leggere

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Strike Force 7

Nella notte dei tempi, i miei amici Marco e Valter cucinarono un set di regole per il gioco di ruolo action intitolate DDTeam.
Regole appena abbozzate ma efficienti, una scheda spartana, il mitico D69 e una gran voglia di causare devastazioni su larga scala.
Abbioamo giocato a tutto, con quelle regole – ed io arrivai tardi, nella squadra.
E quando uscì True Lies, ci diede un curioso brivido, un senso di deja-vu.

Io non sono un fanatico dei giochi action col feticismo delle armi e il machismo a 90, però devo ammettere che esistono serate in cui tutto ciò che si desidera è la possibilità di affrontare i cattivi con dei grossi calibri, e senza curarsi dei danni collaterali.

E così, nel cuore della notte, investo 1 euro e 13 centesimi per una copia digitale di un manuale che era da un po’ sulla mia wishlist di DriveThruRPG.
E che se non è esattamente come il vecchio DDTeam, certo promette di rinverdirne i fasti.

Strike Force 7 è costruito su una premessa molto semplice – dopo la caduta del muro di Berlino e con l’inizio del processo di riappacificazione in Medio Oriente e altre aree calde del globo, la promesa di quiete viene turbata dalla comparsa sullo scacchiere internazionale di Skorpion, una organizzazione terroristica con capacità offensive nucleari.
Gli unici in grado di affrontare la minaccia sono gli uomini della Strike Force 7 – una sorta di elite clandestina all’interno del controspionaggio americano.
Il meglio del meglio.
L’ultima linea di difesa.
Al comando del generale Marion Wayne.

La mia versione di SF7 gira con Savage Worlds, ed è esattamente ciò che il medico ha ordinato per un po’ di azione ad elevato numero di ottani.
Ma attenzione – questo non è semplicemente “il gioco di ruolo dei GI Joe”.

Un tipico elemento da Strike Force 7

Leggero, sotto forma di un pdf di 71 pagine da 3 mega in tutto, il manuale base di SF7 è una piccola scatola di montaggio per l’action thriller militare/spionistico.
Le regole includono la possibilità di giocare a cinque livelli differenti di realismo…
. by the book – azione molto realistica, le pistoilettate fanno male, Skorpion è una leggenda metropolitana.
. grim thriller – siamo nell’ambito della fiction, ma comunque ancora realistica, le pistolettate continuano a fare male, Skorpion è una voce che circola.
. super-operatives – si slitta in area Schwarzenegger, le bombe a mano fanno male, seri danni a cose e persone “in the line of duty”, Skorpion è una seria minaccia all’ordine costituito
. over-the-top – la posta si alza, le bombe a mano possiamo discuterle, vasti settori della geografia urbana vengono devastati, Skorpion ha armi atomiche e non esita ad usarle
. sunday morning cartoon – Skorpion minaccia il mondo con le sue armi superscintifiche, gli attacchi dall’orbita coi satelliti russi fanno male, “Mi passi il Presidente, è urgente!”

Pochi ma ben calibrati gli extyra – nuovi background, vantaggi e svantaggi,
una lista dell’equipaggiamento che include giocattolini come i cannoni ad accelerazione di particelle e le balestre modificate per sparare paletti di frassino.

E c’è anche uno scenario introduttivo, intitolato Project Osiris.

Ben impaginato, pulito, con pochissima grafica ed una buona organizzazione dei capitoli, per poco più di un euro, SF7 vale decisamente la pena.


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Contagio Psichico

Sono le 21.45 dell’8 novembre.
Fuori fa freddo, soffia un vento gelido e Urbino si prepara a festeggiare.
A differenza di gran parte delle altre cittadelle universitarie sparse per il paese, la festa a Urbino comincia la sera del giovedì, non al venerdì – la maggior parte degli studenti sono qui in collegio o in alloggi condivisi, e al venerdì, finite le lezioni, tornano a casa.
Il venerdì sera, Urbino è un mortorio.
La festa è al giovedì.
Ma io non faccio festa, sono barricato nella mia stanzetta in collegio dopo una cena abbastanza frugale, e sconto l’errore più grave della mia vita: l’aver lasciato a casa la radio.
Il silenzio sarebbe già insopportabile di suo, anche senza essere turbato dal mio vicino di stanza -un troglodita rumoroso e insopportabile; ho ascoltato le sue telefonate (una francamente imbarazzante), l’ho sentito cantare sotto la doccia.
Ora tremo in attesa del suo ritorno dalla cena.
La notte, in attesa di un sonno che stenta ad arrivare, si lascia presagire maledettamente lunga.

Mi tiene compagnia, grazie al cielo, La Paziente N. 9, del mio amico Alessandro DeFilippi (che oltretutto legge questo blog, e si becca una quasi-recensione a tradimento).
Il libro è appena uscito per Mondadori, un bel rilegto rigido antiproiettile con una copertina bella inquietante e con appena un accenno di zombie che non c’entra nulla ma immagino venda qualche copia in più.
Che poi, di buoni motivi per comperarlo e leggerlo, La Paziente N. 9, ce ne sono parecchi, anche senza tirare in ballo copertine vagamente ingannevoli.

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Il primo Quarry

Natale 1970.
Iowa State University.
Quarry, un giovane reduce del Vietnam, è appostato in una villetta sfitta a qualche chilometro dal campus.
Bravo ragazzo del Midwest, Quarry in Vietnam ha imparato un mestiere.
Quarry in Vietnam faceva il cecchino.
Legittima difesa preventiva.
Ora Quarry è tornato, e fa il killer per conto del Broker, una sorta di manager per specialisti un po’ fuori dal comune – un giorno li chiameranno contractor.
E qui, all’università dell’Iowa, Quarry è appostato dirimpetto alla villetta nella quale un docente universitario di scrittura creativa con una propensione per il sesso orale palleggia un paio di complicate relazioni con due sue studentesse.
Ed è già morto, il prof, ma non lo sa.
Il professore scrive “romanzi di non-fiction”.
Già solo per questo, Quarry lo accopperebbe volentieri anche gratis.
Il fatto che lo paghino, per accopparlo, rende più sopportabile il freddo.
Ma le cose, naturalmente, si complicheranno.

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L’istinto del cacciatore

Primavera del 2011.
William Lynch, mercenario specializzato in operazioni ad alto rischio, trascorre la vigilia del suo trentunesimo compleanno guidando una squadra di contractor all’assalto di un vascello liberiano che trasporta giovani donne destinato al mercato degli schiavi.
Quattro uomini pronti a tutto contro un equipaggio di disperati.

Primavera del 2001.
William Lynch, studente d’economia di belle speranze, trascorre il suo ventunesimo compleanno a Parigi, in compagnia della fidanzata.
Poi, una telefonata.
È suo zio Jamie, un veterano del Vietnam che da anni vive come un recluso nei boschi del Maine.
Le notizie sono terribili – la casa di William è stata data alle fiamme, ma prima qualcuno ha sparato a suo padre, noto avvocato, ed ucciso a bastonate sua madre e sua sorella.
Un gestro dimostrativo di una famiglia mafiosa, che in questo modo ha eliminato una minaccia, e intimidito i testimoni.
Mentre la polizia brancola nel buio, la vita di William va in briciole, ogni piano annientato dagli eventi.
Per lui e Jamie resta una sola opzione: trovare i responsabili, e farli pagare.

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Nuovi idoli: Jeremy Nash

Roswell e l’Area 51.
I Rotoli del Mar Morto.
Gli Esseni e il Codice della Bibbia.
Il Mossad.
I Cristiani Sionisti.
Il Majestic 12.
La Tomba di Gesù Cristo.
La Seconda Venuta del Messia.
L’Apocalisse.

E questo è solo il primo volume di una trilogia.
Perciò, ammettiamolo fin da subito, Jeremy Nash è la miglior scoperta di questi ultimi mesi, e Frank Fiore entra immediatamente nella mia personale top ten di autori da seguire.

Ma procediamo con ordine…

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Tre riviste

L’editoria elettronica, oltre a dare nuovo ossigeno ad un genere, il pulp, e ad un formato, la novella, ha anche rivitalizzato un panorama che non aveva poi questa gran quantità di ossigeno – quello delle riviste di genere.
Oh, Asimov’s o Analog stanno bene e vi salutano tutti, e sono allegramente disponibili, in formato elettronico, per una cinquantina di euro l’anno in abbonamento.

Ma… e il resto?
Ho già parlato ampiamente di Black Gate Magazine, ormai la testata di riferimento per la sword & sorcery in ogni sua forma.
Rivista che sfiora le 300 pagine ad ogni nuova uscita, zeppa di recensioni, racconti, approfondimenti editoriali.
Tutto materiale di qualità altissima – e palestra per parecchi autori che ormai sono riconosciuti come la nuova generazione del genere fantasy avventuroso.

Ed ho accennato in un recente post a Noir City, sontuosissima rivista dedicata alla saggistica sul cinema noir, finanziata da una fondazione che i vecchi noir li recupera e li restaura.

Ma ora, lasciamo queste vette patinate e scendiamo un poco nei bassifondi.
Occupiamoci di cose recenti, e non di vecchie corazzate dell’editoria indipendente come Black Gate o Noir City…
Oggi parliamo di non una, non due, ma tre riviste che potrebbero solleticare alcuni dei lettori di questo blog.
Di sicuro, solleticano il sottoscritto.
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I Faraoni di Hollywood

Ricapitoliamo.
Michael Ray faceva lo sbirro.
Poi ha scoperto di avere la stessa faccia di un famoso attore – ed è diventato il suo body-double.
Ora Alex, il suo principale, lo usa come controfigura, sul set e fuori.
E di quando in quando gli chiede un favore particolare.
Come aiutare Theresa, star in ascesa e votata la donna più sexy dell’universo da Maxim Magazine.
Theresa sta cercando una collana.
Una collana egizia, vista l’ultima volta sul set di un filmone storico-mitologico degli anni ’50.
Un film che fu un flop, anche se non avrebbe dovuto esserlo.
Michael ha bisogno di soldi.
E poi, cosa ci potrebbe esere di difficile, nel rintracciare un vecchio accessorio di scena?

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