strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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L’obbligatorio post su IT°

830502Sono nato nel 1967, e questo è un pork chop express.
Era un po’ che non ne facevo.

Sono nato nel 1967, e quando IT uscì in Italia avevo vent’anni.
È probabilmente per questo che il mio coinvolgimento emotivo per IT è prossimo allo zero.
Non ha segnato la mia adolescenza.
Non parlava di me e dei miei amici.
Non ha informato il mio immaginario.
Non è la cosa più spevantosa che io abbia mai letto.
È un libro dell’orrore molto spesso, scritto da uno che non è il mio autore preferito.

Il che, vi prego, non significa che sto criticando negativamente Stephen King – semplicemente ci sono autori che mi piacciono di più.
Fatevene una ragione.

Lo stesso vale per la miniserie del 1990, e per Tim Curry.
Mi piace molto Tim Curry, soprattutto ne I Pirati di Penzance

Anche se per me il più grande Re dei Pirati di sempre resta Kevin Cline.
Capisco naturalmente che per altri possa essere differente. Continua a leggere


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Un pomeriggio dall’Uomo con la Barba.

Giro per il centro cittadino, oggi pomeriggio, nonostante il freddo, il maltempo , la bronchite e le manifestazioni sindacali.
Come spesso succede, quando il mio amico fabrizio è in città, abbiamo battuto ciò che rimane dei nostri luoghi d’infestazione preferiti all’epoca dell’università.
Certo, non c’è più la libreria Druetto, Maschio ha chiuso, Ricordi è un magazzino indifferenziato gestito da Feltrinelli, non c’è più la bancarella nel tristo sottopassaggio di Porta Nuova che vendeva vinili a prezzi stracciati, Rock & Folk vende pupazzi e DVD…
Però c’è ancora Materiali Resistenti, in via Pò, alias “l’Uomo con la Barba”, anche se l’uomo con la barba, anarchico e dalla cultura vastissima, che gestiva questo specialista in dischi di seconda mano è passato a miglior vita da tempo, lasciando un grande vuoto nella comunità di appassionati di musica torinesi.

E quindi,vai, giro canonico dall’Uomo con la Barba.

E io, se entro dall’Uomo con la Barba, esco con una borsata di vinili.
Artefatti di un’epoca più civile.
Non goffi ed erratici come dei compact-disc.

Oggi, colpo dell’anno – per una manciata di euro scarsi (meno del prezzo di un CD), ho spazzolato tutta la discografia di Tim Curry.
Attore eccellente, per motivi inspiegabili relegato aparti secondarie in oscui B-movies ealternati a ruoli iconici nel cinema di gener, Tim Curry è stato il dottor Frankenfurther del Rocky Horror Picture Show, la Tenebra del cupo Legend, e Pennywise il clown in It, tributo di Stephen King a Lovecraft.
E Long John Silver ne L’Isola del Tesoro dei Muppets.
Pochi sanno che ha anche inciso, fra il 1978 e il 1981, tre album – Read My Lips (1978), Fearless (1979) e Simplicity (1981).
Dischi leggendari.
Tutte prime edizioni, in condizioni splendide.
Buoni? Possiamo discuterne – Feraless è considerato il migliore, stando alla critica.
Certo non sfigureranno se paragonati a, chessò, The Return of Bruno, di Bruce Willis.
Ho anche quello.
Preso anche quello dall’Uomo con la Barba, una quindicina di anni or sono.

Per fare cifra tonda, ho buttato sul piatto anche un altro piccolo pezzo di leggenda degli anni ’80.
Jim Steinman.
(I know that I’m gonna be like this forever I’m never gonna be what I should And you think that I’ll be bad for just a little while but I know that I’ll be) Bad for Good.
Rock wagneriano.
Prima edizione.
LP + EP.
Con Rock’n’roll Dreams Come True cantata da Rory Dodd.
E copertina di Corben.
Grande.
Così kitsch da essere un classico.

Ora tocca solo disseppellire il giradischi…