strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Tor.com diventa POD

Se avessi a disposizione giornate da trentasei ore, ne passerei due a sfogliare Tor.com, la rivista online connessa alla casa editrice Tor Books di Tom Doherty.
Rivista online, blog, sito interattivo, sala di lettura, Tor.com si sta muovendo sempre di più in maniera indipendente rispetto all’augusto genitore cartaceo.
E se i volumi prodotti da Tor restano di un qualcosina sempre e comunque sopra alla concorrenza, sembra che anche Tor.com intenda procedere allo stesso modo.
Da pochi giorni infatti è stato annunciato che Tor.com lancerà una collana di volumi distribuiti come Print on Demand – un metodo di pubblicazione che abbassa radicalmente i costi (eliminando la necessità del magazzino), allunga notevolmente la vita dei libri (che virtualmente non vanno più fuori catalogo) e permette esperimenti molto molto interessanti.
Anche se per cominciare, Tor.com parte con qualcosa di molto poco sperimentale – vale a dire il volume numero 9 dell’antologia The Year’s Best Fantasy, curata da David Hartwell e Kathryn Cramer.

Il volume allinea un parterre di tutto rispetto…

“Shoggoths in Bloom” – Elizabeth Bear (Hugo l’anno passato nella sua categoria)
“The Rabbi’s Hobby” – Peter S. Beagle
“Running the Snake” – Kage Baker
“The Illustrated Biography of Lord Grimm” – Daryl Gregory
“Reader’s Guide” – Lisa Goldstein
“The Salting and Canning of Benevolence D.” – Al Michaud
“Araminta, or, The Wreck of the Amphidrake” – Naomi Novik
“A Buyer’s Guide to Maps of Antarctica” – Catherynne M. Valente
“From the Clay of His Heart” – John Brown
“If Angels Fight” – Richard Bowes
“26 Monkeys and the Abyss” – Kij Johnson
“Philologos; or, A Murder in Bistrita” – Debra Doyle & James Macdonald
“The Film-makers of Mars” – Geoff Ryman
“Childrun” – Marc Laidlaw
“Queen of the Sunlit Shore” – Liz Williams
“Lady Witherspoon’s Solution” – James Morrow
“Dearest Cecily” – Kristine Dikeman
“Ringing the Changes in Okotoks, Alberta” – Randy McCharles
“Caverns of Mystery” – Kage Baker
“Skin Deep” – Richard Parks
“King Pelles the Sure” – Peter S. Beagle
“A Guided Tour in the Kingdom of the Dead” – Richard Harland
“Avast, Abaft!” – Howard Waldrop
“Gift from a Spring” – Delia Sherman
“The First Editions” – James Stoddard
“The Olverung” – Stephen Woodworth
“Daltharee” – Jeffrey Ford
“The Forest” – Kim Wilkins

Il volume è ordinabile online, dal sito di Tor.com o dai soliti rivenditori.
Voi ordinatelo, loro lo stampano e ve lo spediscono.
Bello liscio.
Vedremo poi cos’avranno in serbo per dopo.

Già, dimenticavo: il volume costa 15 dollari e 95.
E potete leggere online il racconto di Ryman.

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Una parte della Pietra Scintillante

9780765324009.jpgTor Books ha appena annunciato l’uscita per settembre del terzo omnibus dedicato alle cronache della Black Company, il ciclo di fantasy militare creato dall’americano Glen Cook.
Contrariamente alle aspettative degli appassionati, il volume di 672 pagine, insipidamente intitolato The Return of the Black Company, raccoglie solo due dei quatro romanzi che compongono il sottociclo della Pietra Scintillante (The Books of the Glittering Stone), e riunisce Bleak Seasons e She is The Darkness, le due cronache attribuite a Mugen, nuovo annalista della Compagnia.

“Let me tell you who I am, on the chance that these scribblings do survive. . . .

“I am Murgen, Standardbearer of the Black Company, though I bear the shame of having lost that standard in battle. I am keeping these Annals because Croaker is dead, One–Eye won’t, and hardly anyone else can read or write. I will be your guide for however long it takes the Shadowlanders to force our present predicament to its inevitable end….”

La Compagnia è tornata alle origini, è in rotta e circondata da nemici, e si appresta ad affrontare la verità delle proprie radici.
E quando i fatti saranno accertati, chi dovrà pagare pagherà.

I romanzi della Pietra Scintillante rappresentano il nucleo più oscuro della serie, proponendo finalmente una spiegazione per molti dei punti lasciati in sospeso dalle storie precedenti, e permettendo a Cook di fare del suo meglio tanto nella descrizione della routine della Compagnia, quanto nel delineare piani e complotti di vastità cosmica e portata millenaria.

51sCl6114xL._SS500_.jpgRestiamo in attesa a questo punto della conclusione della ristampa filologica del lavoro di Cook, con un quarto volume nel quale compariranno Water Sleeps e Soldiers Live. Previsto per il gennaio 2010, il volume si intitolerà a quanto pare The Many Deaths of the Black Company.
La copertina sembra finalmente rendere giustizia agli elementi lovecraftiani che vedranno la loro logica conclusione in questo tomo.
Resta da vedere se frattanto Cook riuscirà a chiudere il proprio progetto con la pubblicazione dei due romanzi “perduti” – A Pitiless Rain e Port of Shadow.

In contemporanea con l’operazione della Tor, Night Shade Books prosegue nella sua opera di retroguardia, affiancando ai sontuosi volumi della Compagnia Nera gli altrettanto splendidi volumi dedicati alla lunga storia del Dread Empire.
Fantasy per adulti, nel senso migliore del termine.

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Latro

No, non nel senso che mi metto ad abbaiare.

Nel poco tempo che i troppi impegni inutili e scoordinati mi lasciano, ho ripreso alla mano il ciclo di Latro di Gene Wolfe, che in italia venne pubblicato incompleto alcuni anni addietro.
Lo leggo col contagocce – cinque o sei pagine ogni sera, ma è comunque un testo geniale.
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Si tratta, per una volta, di un buon fantasy mediterraneo.
Latro, il protagonista, è un mercenario italico nella Grecia classica.
Un colpo alla testa lo ha privatoi della memoria a breve termine – per cui ad ogni risveglio la suamemoria è una tabula rasa, e l’unico modo per porvi rimedio è ogni sera annotare tutto su un diario, che sarà poi necessario ricordarsi di leggere la mattina successiva.
Percontropartita, il colpo alla testa ha d’altra parte dato a Latro il potere di vedere le creature sovrannaturali, gli dei egli spiriti che vagano fra i mortali.

Ciò che Gene Wolfe ci offre è il diario ritrovato del misterioso Latro; non una parola di più, non una parola di meno.

Come sempre nei romanzi di Wolfe, il lettore si trova a gestire un narratore inaffidabile, che attraversa ed affronta situazioni che spesso non capisce completamente, accompagnato da personaggi altrettanto inaffidabili.
Gran parte del meraviglioso accade fuori scena – perduto nei lunghi black out della memoria del protagonista, o dal protagonista stesso lasciato fuori dalla cronaca.

Il ciclo di Latro è composto da Soldier in the Mist, Soldier of the Arete e Soldier of Sidon.
La trilogia – raccolta in due volumi dalla Tor – viaggia oltre le 800 pagine e può essere estremamente frustrante in certi momenti, soprattutto per il lettore impreparato e in cerca di un intrattenimento leggero.

Molto spesso ci ritroviamo ad assistere a lunghe discussioni fra personaggi sconosciuti (perché Latro non li ricorda), che dibattono eventi ai quali non abbiamo assistito (perché Latro non li ricorda), assumendo posizioni diverse sulla base di difefrenti caratteristiche personali probabilmente essenziali, ma che ci sfuggono (perché Latro non le ricorda).
Affrontato col giusto stato mentale, il ciclo di Latro riserva molte sorprese, e non è affatto la lettura faticosa che ci si potrebbe aspettare.
È tuttavia necessario affidarsi completamente all’autore, ed avere fiducia nelle sue invenzioni e nella sua volontà di onorare l’antico contratto fra narratore e lettore.

Con un po’ di fiducia, il diario di Latro può rivelarsi una lettura illuminante, un milione di anni luce da quello che gli appassionati sono abituati a chiamare fantasy.


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Segnali di vita intelligente

Caveat – non sto per recensire un libro che non ho ancora letto (la mia copia arriverà molto opportunamente attorno a Natale).
Mi limito a divulgare una buona notizia per tutti coloro che amano la buona scrittura e che preferiscono qualcosa di diverso alla solita polpetta fantasy.

Gene Wolfe lo ha rifatto – scrivere un libro, intendo –  e Tor pubblica in un (costoso) hardcover la sua ultima fatica, An Evil Guest, un horror sovrannaturale ambientato alla fine del ventunesimo secolo.

Il volume non si apre con un endecasillabo (per lo meno per ciò che ne posso capire io, rude meccanico) ma lascia ben sperare

They sat at ease in the Oval Office. Had the president looked at his guest, he would have seen a handsome, ageless man, dark-haired, with a smooth oval face and a flawless olive complexion. Had he looked into this man’s eyes, he would have seen the night looking out through a mask; it was because he had looked there once — and had not liked what he had seen — that he did not look again.

Il romanzo arriva accompagnato dalle lodi sperticate di Neil Gaiman e Caitlin Kiernan, e da una entusiastica recensione su Locus, ma è possibile passare sopra a certe cose considerandole la solita zuppa cucinata dai ragazzi del marketing.

Ciò che non esce dalla cucina della sezione marketing è tuttavia la meritata reputazione di Gene Wolfe come uno dei migliori autori di lingua inglese a visitare le lande del fantastico.
Il suo Ciclo del Nuovo Sole – per citare la sua opera più nota in Italia – è una lettura imprescindibile, e una larga parte della sua produzione precedente e successiva ottiene eccellenti punteggi per freschezza di idee e stile narrativo.
Vederlo approdare ai lidi dell’orrore soprannaturale promette molto, molto bene per il genere, e per il godimento dei lettori.

E la copertina di Scott Fischer titilla il mio spirito di appassionato di film noir.

Lasciamo perdere il “Lovecraft incontra Blade Runer” di certe recensioni stenografiche.
Il libro promette bene, e l’attesa – per quel che mi riguarda – sarà lunga…


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Bull & Shetterly

Per la prima volta nella storia, una coppia di autori sposati – nella fattispecie Emma Bull e Will Shatterly – sono entrambi candidati al World Fantasy Award con i loro ultimi romanzi, rispettivamente Territory e The Gospel of the Knife – entrambi pubblicati da Tor.

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Per celebrare l’evento, Tor Books offre in scarico gratuito ed in diverso formato le versioni elettroniche di due fondamentali titoli della coppia

War of the Oaks di Emma Bull – il romanzo considerato il capostipite del moderno urban fantasy
Dogland di Will Shetterly – molto famoso in patria, molto meno da noi.

Basta registrarsi sul sito dell’editore.
L’offerta è aperta per un mese.

Ed io che mi ero appena deciso ad investire ben due dollari per una copia del primo romanzo della Bull…