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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Le belle tradizioni di una volta

starbucks-mocha-frappuccino-1Voi ci siete andati da Starbucks?
Io sì.
A Parigi.
Era il luglio del 2007, ed io e mio fratello avevamo trascorso un venerdì e un sabato alla JapanExpo. Alla domenica, mio fratello si mise in coda davanti all’Olympia per il concerto di Miyavi, ed io mi smarrii a Parigi.
Domenica di Luglio a Parigi – il deserto.
Un caldo soffocante, nulla di aperto se non una libreria dove acquistai, come al solito, un libro di Michael Moorcock1 e, di fronte alla libreria, Starbucks, che aveva l’aria condizionata e il frappé alla vaniglia.
Moorcock, aria condizionata e frappé alla vaniglia – tre condizioni sufficienti per sopravvivere a un pomeriggio torrido in una città sconosciuta.

Ma non è di Starbucks, che voglio parlare, ma della tradizione.
Perché, ne sono sicuro, vi sarà capitato di sentire quelli che si sono indignati perché il caffé di Starbucks non rispetta la tradizione italiana dell’espresso, fa schifo, e costa troppo2. Continua a leggere