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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio 5: Storia di Fantasmi Cinesi (1987)

Nella puntata di questa settimana di Paura & Delirio ci occupiamo di Storia di Fantasmi Cinesi, prodotto (e probabilmente diretto) con più soldi del solito ma sempre con un budget piuttosto limitato, da Tsui Hark, “lo Spielberg di Hong Kong”, ed un film che causò un piccolo terremoto quando venne distribuito in occidente alla fine degli anni ’80 – un terremoto i cui effetti si sentono ancora adesso.

Orrore, meraviglia, dramma sentimentale, commedia, film d’azione, persino il musical, si mescolano in novanta minuti tesissimi e splendidi a vedersi.

OVVIAMENTE IL NOSTRO PODCAST CONTIENE SPOILER
(MA ORMAI DOVRESTE SAPERLO)

Speriamo che questo podcast vi interessi, vi incuriosisca, magari vi faccia venire voglia di recuperare un film che vale decisamente la pena di essere visto.

E, se ciò che stiamo facendo vi dovesse piacere, perché non offrirci un caffé?


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Peking Opera Blues (1986)

tumblr_m6v0h6l9BR1rt9bfvo1_400Questo è un post fuori programma.
Il fatto è che mi sono ritrovato a parlare, un paio di sere addietro, di un film che mi piace molto, e che è terribilmente interessante, e perciò ho deciso di infliggervi le mie chiacchiere a riguardo*.

Il film si intitola Do Mah Den – che sarebbe un’espressione gergale per indicare gli attori che nell’Opera di Pechino fanno le parti delle donne guerriero, ma che viene spesso frainteso (volutamente) come un riferimento alla rivoluzione cinese – ed è noto in occidente come Peking Opera Blues.
L’uso del termine “Blues” nel titolo è uno dei marchi di fabbrica del regista e produttore Tsui Hark, talvolta definito “lo Spielberg di Hong Kong”.

Il film è del 1986, interamente girato in studio di posa (anche gli esterni sono ricostruiti in sound stage), con il solo ausilio di effetti speciali meccanici, e si avvale dell’interpretazione di tre star assolute del cinema di Hong Kong, vale a dire Brigitte Lin (probabilmente l’attrice più pagata, all’epoca), Cherie Cheung (famosa per i suoi… ehm, numeri, e gettonatissima interprete di commedie scollacciate) e la cantante e attrice Sally Yeh (che sarebbe diventata famosissima con The Killer di John Woo, e che per questo film vinse un meritatissimo premio come migliore attrice**). Continua a leggere


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Il ritorno di Dee

Interessarsi ai personaggi meno rispettabili della storia riserva parecchi piaceri.

L’imperatrice Wu, ad esempio.
Come non provare simpatia per una donna che si aprì la strada fino al trono imperiale cinese a colpi di sesso, veleno e corruzione?

Ecco, uno dei fatti curiosi è che Wu, unica donna sul trono imperiale cinese (imperatrice sul serio, non consorte, vedova o reggente), poté contare durante la sua carriera sull’appoggio del Giudice Dee.
Che era un individuo onestissimo.
Ed il Giudice Dee, naturalmente, è un personaggio reale che è diventato famoso come personaggio della narrativa – prima in un compendio delle sue avventure che circolava in Cina come narrativa popolare, poi per mano dell’olandese Van Gulik, un sinologo che lesse quel compendio e pubblicò un bel trattato sulle tecniche investigative cinesi (mai tradotto da noi) e poi una bella serie di romanzi polizieschi.
Grandi romanzi.

Ora, il Giudice Dee torna al cinema, e il trailer mi lascia ben sperare.
Il film è di Tsui Hark, responsabile di alcuni dei film di Hong Kong che preferisco.
Il film è un mix di polpettone storico, thriller sovrannaturale e storia di investigazione.
E wuxia.

Lo hanno presentato a venezia, ma non ne hannoparlato granché.

Chissà se mai ce lo passeranno al cinema…

Come dite?
No, eh…

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Le Mogli-Diavolo di Li Fong

Giorni impegnativi.
Un sacco di lavoro.
Per passare il tempo prima di dormire, nel deserto televisivo, c’è per fortuna The Devil Wives of Li Fong.
Che è una gemma perduta.
L’autore è il sottovalutato E. Hoffman Price.

Fra i grandi autori “minori” che militarono sulle pagine di Weird Tales e dei pulp avventurosi negli anni ’20 e ’30, Edgar Hoffman Trooper Price (noto agli appassionati come EHP) viene ricordato oggi principalmente per aver collaborato con H.P. Lovecraft alla stesura di Through the Gates of the Silver Key.
E se le sue storie migliori rimangono disponibili (due bei volumi della Wildside), i suoi romanzi non vedono ristampe da tre decenni.
Ed è un peccato.

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