strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Gerry Anderson, 1929-2012

È scomparso Gerry Anderson, il leggendario produttore inglese di serie per ragazzi come Thunderbirds e Stingray, e dei due pilastri della fantascienza della mia infanzia e adolescenza, UFO e Spazio:1999.

Da tempo soffriva del morbo di Alzheimer.

Noi vogliamo ricordarlo così…

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UFO

Una rapida segnalazione per tutti i surfisti.
Questa settimana, di là da Il Futuro è Tornato, ci occupiamo di UFO.
No, non di contattismo e sciroccati vari – della serie televisiva di Gerry Anderson.
Quella col Comandante Straker.
Fondamentale non solo nella storia del genere, ma anche nella diffusione della fantascienza nel nostro paese.
Un telefilm con una storia complicata, divertente, spesso sorprendente.
E Il Futuro è Tornato ne tratterà estesamente.
Sette giorni, sette articoli curati da Nick il Nocturniano e da Giuseppe Massari.

Se, come me, ricordate con nostalgia questo pilastro della fantascienza televisiva, fateci un giro.
Se non sapete di cosa sto parlando e volete scoprire cosa vi siete persi, fateci un giro.


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Siamo tutti soli

L’intermezzo fra questo post ed il precedente sulla faccenda esami di maturità è un brano di Boz Scaggs intitolato We Are All Alone.

I motivi sono molteplici.
Credo che Boz Scaggs abbia una delle voci più belle della sua generazione.
E We Are All Alone è una delle mie venti canzoni preferite, una canzone che ha una storia, per quel che mi riguarda.

La prima volta che sentii We Are All Alone, fu nell’arrangiamento di Bob James…

… e fatemi causa – è uno dei pezzi che ascolto ancora oggi quando voglio tirarmi su di morale.

Il problema è che, trattandosi di un brano strumentale, non si può ricavare dal testo il senso del titolo.

We are all alone – siamo tutti soli = noi due ora siamo soli soletti

We are all alone – siamo tutti soli = ciascuno di noi è solo

Il che si adatta molto bene, a rifletterci, alla questione della vita nell’universo e del posto dell’umanità nel grande disegno casuale delle cose.

Perciò, il tema di maturita faceva più o meno così…

Siamo Soli?

La stampa ci si è buttata a pesce.
Alla maturità un tema sugli UFO.
E tu senti una cosa del genere e pensi, ecco, Giacobbo ha vinto.

E invece no.
Ci sono fior di citazioni – Davies e Hawking, tanto per dire.
E allora ti siedi, guardi l’ora e ti domandi

Da quanti anni aspettavo un tema di esobiologia alla maturità?

Domanda scema.
Dal 1986.

Nel 1986, il mio anno dell’esame della maturità, la ragazza che avevo sedotto usando un disco dei Pretenders (lei prima ascoltava gli Spandau Ballet) mi disse che proprio non poteva farsi vedere in giro con uno che scriveva racconti sugli ometti verdi.

Quanto segue non ha nulla di autobiografico, naturalmente – ma potrebbe avere qualcosa a che fare con una persona che, nel 1986, avesse più o meno il mio aspetto fisico ed i miei interessi.

Siamo tutti soli.
Siamo soli perché ci era stato promesso lo spazio, e poi ci hanno dato la Playstation.

Oh, and there we were all in one place,
A generation lost in space
With no time left to start again.

[Don MacLean]

Lo abbiamo aspettato tutta la vita, un tema così.

Siamo tutti soli.
Noi e loro.
Perché forse il cosmo brulica di vita, variata e multiforme, o forse la vita è un incidente improbabile che si verifica solo per brevi istanti, in angoli sperduti del cosmo.
Ma in un modo o nell’altro, tali sono le distanze, che non potremo mai incontrarci, parlarci, confrontarci.
È addirittura improbabile che si riesca ad essere gli uni l’archeologia degli altri.

Siamo tutti soli perché se esiste un Dio – e non ho dati conclusivi a riguardo – ci ha giocato il tiro più birbone che si possa immaginare, facendoci finiti in un universo infinito.
Come dare 6000 mp3 ad un ragazzo, ma caricati su un lettore che ha solo due ore di autonomia.
Come lo definireste un padre che fa una cosa del genere?
Quindi, tutto considerato, forse è meglio che non ci siano dati conclusivi.

Siamo tutti soli perché la nostra specie ha voltato le spalle alle stelle.
Ho visto il primo uomo camminare sulla luna.
Le premesse esistevano per poter festeggiare il mio diploma di maturità sulla prima colonia orbitale, o nella prima città lunare.
C’erano i progetti – O’Neill aveva calcolato tutto.
Ma costava troppo.
Meglio conservarli, certi soldi per… vediamo, cosa ci avete fatto, esattamente? Avete debellato le malattie, la fame, la mortalità infantile…? Non mi pare.

Siamo tutti soli perché avevate la possibilità tecnica e le risorse ma non avevate… come dire… le palle.
I soldi ve li siete fumati – letteralmente – per far andare avanti e indietro le vostre macchinine.
Ci avete fatto un paio di guerre.
Oh, e un MacDonald in ogni città con più di 20.000 abitanti.

Siamo tutti soli perché questo sciocco tema di maturità non è stato capito da chi ne ha parlato e non ci si aspettava che venisse capito da chi doveva correggerlo.
Chi lo ha scritto, probabilmente, aveva ancora dei sogni, delle speranze.
E questo tema, il modo in cui è stato presentato, l’indifferenza criminale e beota di coloro che si sono trovati a valutarlo, l’ilarità cattiva dei compagni di classe, serviranno esclusivamente a ribadire quel piccolo, semplice fatto.

Siamo tutti soli.

Siamo tutti soli perché nonostante la nostra condizione, di esiliati su un sasso squallido in un angolo buio di un universo infinito, con una miccia che brucia con una velocità maledetta, abbiamo abbastanza intelligenza, ed immaginazione, da poter esplorare comunque quell’universo, e immaginare altri mondi, altre creature, e domandarci come sarebbe parlare con loro, come suonerebbe la loro musica, e come sia la vita notturna sul pianeta Cissalda.
E quelli di noi che lo faranno, verranno scaricati da ragazze insipide che non possono farsi vedere in giro con gente così, e tutti li considereranno un po’ scemi, per non aver scelto le Foibe, o Primo Levi…

Siamo tutti soli.
Ma non siamo disperati.
Nonostante voi.

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Maturità, UFO e altri misteri

Detesto essere prevedibile.
Ma con i giornali che da due giorni strepitano per il fatto che è stato assegnato un tema sugli UFO alla maturità, un post a riguardo su strategie evolutive ve lo aspettavate tutti.
Ammettetelo.

E non è detto che tale post non arrivi.
Il fatto è che, proprio mentre cercavo di recuperare online il testo del tema incriminato, una strana concatenazione di idee mi si è insinuata fra le sinapsi.

È cominciata con…

Ma com’è che non riesco a trovare il testo del tema della maturità 2010 online oggi, due giorni dopo l’esame, quando l’ultimo dei somari se l’è scaricato senza difficoltà la notte prima dell’esame?

Perché è successo.
Temi disponibili con tanto di timbro ministeriale.

E mi si affaccia al cervellino l’immagine di questo imbecille,molto bravo in ginnastica, che dopo anni passati a tirare palline di carta dal fondo della classe, a sfottere i secchioni e ad autogratificarsi pensando alle compagne di scuola, ora si ritrova con il titolo del tema d’italiano della matura e dodici ore, tutta una notte, per procurarsi tutti i libri di Peter Kolosimo sui quali riuscirà a mettere le mani.
E, orrore, leggerli!

Ma qui c’è il paradosso – perché se sa chi è Kolosimo, non ha bisogno di farsi prendere dal panico.
E le probabilità sono buone che non si sia neanche preso la briga di scaricare il tema di italiano.

E qui, gira e rigira, si arriva alla questione fondamentale.
Perché i temi sono disponibili la sera prima?
Perché ci sono insegnanti che lasciano copiare i propri studenti?

Ed è uno strano, imprevedibile pork chop express, quello che ne viene fuori.

Cominciamo col liberarci della retorica – l’esame di maturità è un rituale di iniziazione vuoto e superficiale, è impossibile condensare in tre o quattro giorni di stress cinque anni di studio e crescita, le cose veramente importanti della vita sono altre, bla bla bla bla…

Buttiamo lì una prima ipotesi: se tutti possono copiare, allora quelli bravi non hanno più ragione di esistere.
Il voto molto alto, che significa “molto al di sopra della media” scompare, perché la media si appiattisce.
Tutti sono sufficienti, tutti hanno fatto un lavoro buono, ma nessuno spicca e merita quel mezzo punto in più.

Ma perché desiderare una scuola in cui tutti sono ugualmente mediocri?

Beh, in primo luogo, perché quelli bravi sono un elemento di disturbo.
Vogliono biblioteche aperte e ben fornite, aule computer equipaggiate con qualcosa di più di un Vic 20.
Hanno la pessima abitudine di fare un sacco di domande durante le lezioni, credono di saperla lunga e mettono in dubbio quello che è il Programma, leggono libri al di fuori della lista di quelli consigliati…

Flashback: alla maturità, l’esaminatrice d’italiano si disse personalmente offesa del fatto che io avessi indicato, come autore che avevo approfondito durante l’ultimo anno, un guitto come Dario Fo, e si rifiutò di farmi domande a riguardo.
Aveva precedentemente criticato, e suggerito di ignorare, la tesina di scienze sul problema dei tre corpi, elaborata al computer (era il 1986), poiché “non aveva tempo per i miei videogiochi”

Quelli bravi credono di essere meglio, e credono che questo essere meglio conti qualcosa.
Si aspettano un futuro migliore che non ci sarà – certo non per loro.

Correggere dei temi – o delle traduzioni – frutto di copiatura è facile e veloce.
Sappiamo già che sono sufficienti, giusto?
Quelli bravi usano parole strane, citano autori mai sentiti e si sbrodolano in insulse opinioni personali.
Citano Bob Dylan e i Pretenders in temi di letteratura, e spesso hanno una grafia orribile.

Flashback: la mia prima insegnante di latino correggeva le versioni confrontando gli scritti con un testo di versioni svolte; ogni deviazione dal testo stampato (fosse anche l’uso di un sinonimo) era considerato errore. Alla fine del primo,disastroso, quadrimestre qualcuno scoprì che testo usava – ed una vasta maggioranza cominciò ad infilare una serie di voti sopra il sette.
Tagliati fuori, naturalmente, solo gli sfigati, i nerd e i geek (ci rivedemmo tutti a settembre, quell’anno).

E poi c’è la questione del potere.
Se tutti possono copiare, tutti hanno l’interesse a starsene tranquilli per evitare che le condizioni possano cambiare.
Se ti lascio copiare, tu sei in debito – e sei anche in una posizione indifendibile, perché potrei smettere di lasciarti copiare.

Flashback: esame scritto di geologia; vengono distribuite le carte geologiche, si dà il via al tempo. TUTTI copiano – hanno i profili già disegnati, le relazioni già scritte, sapevano già quali fogli della Geologica d’Italia sarebbero stati distribuiti. I due assistenti in cattedra ridacchiano paciosi. Poi, dopo due ore, uno esce, e torna col docente.
“Credo che abbiamo scoperto un ragazzo a copiare,” mormora.
TUTTI stanno copiando ma uno solo viene isolato su indicazione degli assistenti, e sotto agli occhi di tutti insultato ed umiliato dal docente, scacciato dall’esame. Il docente se ne va imbufalito.
“Consideratela una lezione di vita,” sorride l’assistente. Tutti riprendono a copiare.

E poi avanti, ammettiamolo, il nostro sistema non è attrezzato per gestire una percentuale anche bassa di individui veramente in gamba.
Dannazione, non pubblichiamo più neanche dei romanzi di fantascienza decente che possano leggere!
Cosa possiamo offrirgli?
Un posto in un call center?
Una collaborazione coordinata a progetto?
Una laurea in un’università sempre più sottofinanziata e lottizzata, il dominio di antiche schiatte di baroni non-morti?
Che poi magari, i maledetti ingrati, se ne vanno all’estero, e poi magari dicono che là si sta meglio.
Quelli in gamba non ci interessano.

Sono i mediocri che comprano i biglietti della lotteria.
Sono i mediocri che credono nella Padania, nel Partito dell’Amore, nel Sole dell’Avvenire, nell’abolizione delle tasse, tutte le tasse, per sempre.
Sono i mediocri che rinunciano ai diritti che altri sono morti per garantire loro, tutto in nome del famme lavorà.
Sono i mediocri che possiamo infinocchiare con veline e calciatori.
Sono i mediocri che si lamentano al bar ma poi incassano e sperano di sfangarla con qualche scappatoia.
E qualche scappatoia gliela daremo, vero?
Uno scudo fiscale, un condono, un’amnistia, una moratoria…
Perché così saranno talmente riconoscenti, che potremo fregarli come e quando ci pare, e si crederanno comunque dei furbi, dei vincenti.

Ecco, perché si trovano i temi della matura on line la sera prima dell’esame.

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