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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Nessuna voglia di lavorare

C’è un po’ di maretta, ve ne sarete accortiu, dopo l’ultima gaffe di Mitt Romney, negli USA.
che poi, Gaffe… ha detto esattamente ciò che pensa, e ciò che condivide la parte che conta della sua base elettorale – i finanziatori della sua campagna.

Comunque, pessimo spettacolo.

È andata più o meno così….

Ed è curioso, se ci pensate, perché un sacco, ma davvero un sacco di persone che qui da noi si sono abbastanza indignate per le affermazioni del povero Mitt, sono gli stessi che di solito sostengono la linea che se i disoccupati nel nostro paese volessero davvero lavorare… beh, si troverebbero un lavoro, giusto?

È una sorta di posizione che mi sono beccato ieri.

Buona idea. Diciamolo ai ragazzi che studiare è per i deficienti.
In fondo, esiste altro al mondo al di fuori dei soldi? Naturalmente no.
La Confindustria riconoscente ringrazia*.

Se i laureati volessero davvero lavorare, potrebbero fare tutti quei lavori che invece ci tocca far fare agli extracomunitari.

Già.
Che sciocchi, eh, a non pensarci?
In fondo, visto che l’unica cosa davvero importante è lavorare, eh, allora perché non accettare un posto da schiavi?
In fondo, meglio alla frusta che sfaccendati, giusto?

E invece niente – i fottuti laureati in ingegneria continuano a pretendere di fare gli ingegneri, i chimici di occuparsi di chimica.
Non un laureato in letteratura francese che accetti di andare a fare l’ortolano sotto padrone.
La solita manica di sfaticati, insomma.
Che dopo aver perso tempo per alcuni anni a sostenere esami universitari pagando tasse stravaganti, alla mercé di docenti sociopatici, magari andando anche all’estero per perfezionare la propria preoccupazione, nonhanno l’umiltà di accettare un onesto posto da sturacessi.
Quando uno dice l’arroganza.

Chi fa questi discorsi qualunquisti, di solito ha le spalle coperte (il mio interlocutore di ieri incassa una succulenta pensione dall’età di quarant’anni), e sembra incapace di capire che se fosse stato per andare a fare il ciabattino, non avrei passato vent’anni a studioare scienze, ma mi sarei limitato a fare un paio d’anni di praticantato come ciabattino.
Cujcirei tomaie dall’età di vent’anni, e con venticinque anni d’esperienza gli chiederei, per risuolare le sue scarpe, una cifra dellaquale si lamenterebbe perché troppo salata.
E mi verrebbe a dire che se era mia intenzione guadagnare un sacco di soldi, avrei dovuto studiare, invece di acconentarmi di un lavoretto umile…

L’alternativa alla stupidità è ovviamente la malafede.
In fondo, chi fa questi discorsi, normalmente non è riuscito a fare ciò che critica tanto in quei personaggi arroganti.
Non ha un titolo superriore.
Non fa il lavoro che desiderava fare.
La sua vita sessuale gli causa frequenti crampi all’avambraccio.

Oppure chissà.
Dopotutto, un popolo di rudi meccanici ha poche pretese.
Gli ignoranti si governano più facilmente.

Insomma, se gli americani hanno il loro bello zoccolo duro randiano, che vede nella povertà una colpa o per lo meno un sintomo di debole fibbra molare, noi siamo semplicemente in un paese di qualunquisti schizofrenici.
O di orridi gnomi neofeudali.

Poi il povero Mitt Romney sforna una bufala, e tutti sono costernati.

Strano paese.

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* Il manifesto comunque è da studiare con cura.

Notate come Luca sia in posizione chiusa e segnali infelicità, mentre andrea mostra i bicipiti e gonfia il petto (c’è un primatologo in sala?)
E poi naturalmente, Andrea vive “con la sua donna”.
E scopa come un selvatico, in altre parole.
Luca no.
Studiare è castrante.
E sorvoliamo sul fatto che avere partner sessuali ed avere un alto reddito ci vengano segnalate come condizioni correlate…