strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ursula K. Le Guin

È stata confermata da pochi minuti, mentre scrivo queste righe, la scomparsa, all’età di 88 ani, di Ursula K. Le Guin, una delle autrici che hanno fatto di più per definire e nobilitare la narrativa d’immaginazione.

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Se vi devo spiegare chi sia e cosa abbia fatto, siete nel posto sbagliato. Ci penseranno altri, comunque, a sviscerare i perché e i percome di Ursula K. Le Guin e della sua opera.
Poi torneranno a parlare di fantasy ignorante e di fantasy di menare.
Perché hanno vinto loro, e noi possiamo solo restare nascosti nelle nostre soffitte.

Selection_999(026)Io non sono mai stato un grandissimo fan di Ursula K. Le Guin – preferivo di gran lunga la sua saggistica alla sua narrativa.
Il suo lavoro che mi è rimasto più impresso è certamente Il Mondo di Rocannon, la prima sua cosa che io abbia letto.

Perché “la Le Guin” era comunque un’autrice da leggere, e dalla quale imparare.
Anche se non ci piaceva, anche se ci prendeva in contropiede, anche se metteva in crisi le nostre convinzioni.
Era per quello che la leggevamo.

Si sentirà la mancanza della lucidità di analisi, della cultura e della coerenza di Ursula K. Le Guin negli anni a venire. Ma ci rimangono i suoi lavori, ammesso che ci venga concesso di leggerli.


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Un’antologia indispensabile

In questi giorni tutti – ma dico tutti – vi hanno consigliato dei libri dell’orrore, delle storie di spettri, dei film di paura e quant’altro.
La maggior parte non sono stati neanche originali.
E allora proviamo ad andare controcorrente.

514cty2p6glWomen of Future Past è una raccolta di racconti di fantascienza scritti da donne.
Curato da Krisine Kathryn Rusch, è una sorta di breviario, una collezione di titoli eccellenti, di storie che è necessario leggere.

Un volume da acquistare in cartaceo, per sbatterlo sulla testa a quelli che dicono che la fantascienza non è una cosa da donne (no, davvero, ce ne sono un paio che ragionano ancora così.)
La raccolta include storie di Leigh Brackett, Lois McMaster Bujold, Pat Cadigan, CJ Cherryh, Zenna Henderson, Nancy Kress, Ursula K. Le Guin, Anne McCaffrey, C.L. Moore, Andre Norton, James Tiptree, Jr., e Connie Willis.
E ha una copertina splendida.

Naturalmente se siete appassionati, le storie nell’antologia le avete già lette tutte1, ma l’introduzione della Rusch da sola vale il prezzo del biglietto.


  1. o, in caso contrario, eccovi un’ottima occasione per porre rimedio alla vostra inammissibile ignoranza. 


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Il Mago di Earthsea

file0497Il volume numero ventisette della Fantacollana è Il Mago di Earthsea, ovvero A Wizard of Earthsea, primo volume della trilogia (successivamente tetralogia) di Earthsea, di Ursula K. LeGuin, uscito in America nel 1968.

Il romanzo è a tutti gli effetti quello che oggi chiameremmo un Young Adult – un testo orientato ad un pubblico giovanile, e incentrato sulle esperienze di un giovane avviato alla professione/missione di mago, con tanto di scuola di magia, prove iniziatiche, quest.
Ma non è Harry Potter.
Ursula K. Le guin non è una semplice autrice di intrattenimento per ragazzini – ed il suo romanzo mostra chiaramente la preparazione antropologica e folklorica dell’autrice, che non esita a includere nell’opera materiale derivato dallo studio condotto dai suoi genitori (gli antropologi Alfred e Theodora Kroeber) con uno sciamano di una tribù nativa californiana.
E non mancano i riferimenti al pensiero narrativo di Joseph Campbell – la cerca mistica, il viaggio, il confronto con l’ombra.
E forse l’attenzione per certi dettagli – i legami sociali, i procedimenti rituali, i significati magici dei nomi – è ciò che porterà, molti anni dopo, M. John Harrison a liquidare la LeGuin come autrice “di vincoli tribali, non di narrativa”.

a-wizard-of-earthseaIl giudizio tranciante di Harrison non è completamente giusto – il romanzo, per tutta la sua ricca materia antropologica, scorre, si lascia leggere, e prepara la strada ai volumi successivi.
Nel narrare le avventure di Ged, la LeGuin crea un mondo, definendone la natura ed i rituali, sì, ma anche la società e la storia.

La comparsa del primo Earthsea nella Fantacollana segnala che un nuovo carico di roba buona sta per arrivare sugli scaffali degli appassionati – dopo un periodo di stanca segnato da troppo Conan e poco altro.

Sciocco dettaglio personale – non mi piacque per niente, probabilmente perché ero troppo vecchio quando lo lessi; e sarei tentato di rileggerlo per vedere che effetto mi farebbe, ma non ne trovo la motivazione.