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Simpatia per il Satanasso

È un po’ che alligna sul mio scaffale dei libri caldi, quello sul quale parcheggio i miei libri che non hanno ancora una collocazione precisa sugli scaffali “stabili” – una mensola di transito dove rimangono ad allignare i libri per i quali il discorso non è ancora cominciato, o non ancora finito.
Cominciamo a finirlo, quindi.
Almeno questo.

Il genere di libro che vi attirerà un sacco di strane occhiate se lo leggerete in tram o in treno, Satana, una Biografia, di Henry Ansgar Kelly, edizione UTET a cura di Massimo Scorsone, non è un libro per tutti.Satana. Una biografia
Né Kelly – col suo cognome da mago/cialtrone elisabettiano ed il suo impressionante titolo di Emerit Distinguished Professor – né UTET hanno mai sperato di vedere una copia di questo testo in ogni casa, i paperback in vendita al supermercato, le recensioni sulla pagina dei libri di TV Sorrisi e Canzoni.
La miscela di storia della religione, antropologia, critica letteraria, intelligenza inadulterata e pura, massiccia informazione è tale che conviene trovarsi una poltrona comoda, armarsi di un paio di segnalibri e magari di un paio di Bibbie, e prestare molta attenzione alla trama.
Sì, alla trama, perché questo è uno di quei bei saggi anglosassoni che hanno una loro trama, un plot che coinvolge il lettore, lo trascina di prepotenza avanti attraverso le 350 pagine per vedere come andrà a finire.
Biografia di un personaggio, storia di un concetto, mystery filosofico, il volume di Kelly è la dimostrazione che i britanni certe cose le fanno meglio.
Sarò l’eredità del dottor Johnson…

Di cosa parla, dunque, Satana, una biografia?
Parla del demonio – pardon, di Satana, proprio lui – non un qualsiasi Pazuzu hollywoodiano, non un Maligno generico.
Parliamo dell’antagonista primo di Dio – per lo meno nella sua accezione originaria, per lo meno nella prima parte del volume.
Poi, seguendo le pagine e gli eventi, lo vedremo mutare e adattarsi evolutivamente alle nuove scuole di pensiero, alle diverse realtà politiche, alle differenti correnti religiose, financo alle mode tutte occidentali, tutte moderne o post-moderne.
Vedremo mutare il suo carattere, il suo aspetto, le sue mansioni professionali, tra periodi di superlavoro e periodi di recessione.
Ci renderemo conto che forse lo abbiamo dato un po’ troppo per scontato, lo abbiamo trattato male, poveretto.

Il mio vecchio amico Paolo di Tarso figura prominentemente nella seconda parte – e Satana figura prominentemente nello sviluppo del cristianesimo, in sfaccettature spesso insospettate e insospettabili.
Viene poi il turno di Adamo.
E poi via, i santi e i filosofi, fino – finalmente – a gente seria, come Dante Alighieri, John Milton…

Mi domando, a questo punto, con una curiosità oziosa e un po’ maligna, chi lo leggerà, al di fuori dei circoli accademici.
Chi avrà la faccia di entrare in libreria – in una bella Feltrinellona, diciamo, affollatissima in un pomeriggio di sabato – e chiedere “Scusi, vorrei una copia di Satana, la biografia”?
E i satanisti?
Troveranno il tempo, fra uno sballo chimico, un po’ di sesso a buon mercato e un disco metal, di arrivare fino al punto in cui Kelly spiega – anche se non così esplicitamente – che non hanno capito nulla?
E come loro, tanti Bible-pounders televisivi… (ironico, vero?)
E gli scrittori di paura – sostituiranno Kelly a Blatty come fonte essenziale di sapere satanico da inserire – plug & play – nelle loro storie?
Chissà.

Libro sontuosissimo come ci si aspetta da UTET, e ornato di un cartellino del prezzo salato ma non salatissimo (26 euro per un rilegato rigido indistruttibile), ben scritto, ben tradotto, non strabordante (350 pagine belle tirate, senza una sbavatura o uno sbrodolamento).
Non esattamente ciò che ci si immagina come lettura da diporto, ma piacevole.
Un difetto?
Manca un apparato iconografico che faccia da corollario allo studio, che in effetti largo spazio dedica alle rappresentazioni visive del demonio – un bell’inserto di cinquanta pagine patinate con riproduzioni d’alta qualità.
Ma per certe cose c’è tutto lo spazio che vogliamo, sugli scaffali, in un volume ad hoc.

Consigliatissimo per la spiaggia.

PS: un’altra campana?
La recensione di Silvia Treves per LN

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