strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Proposta di pubblicazione

OK, secondo post in absentia, e pork chop quantomai atipico.

Il fatto è, ragazzi e ragazze, che ho ricevuto una mail, un paio di giorni or sono, che mi ha lasciato alquanto perplesso.
Una mail che riguarda me.
Che riguarda questo blog, ed i suoi contenuti.
E che riguarda voi, soprattutto, ragazzi e ragazze.
E quindi – nascondendo i nomi per proteggere gli innocenti (e per non fare pubblicità) ve la giro, e intanto ci rifletto un po’ su.

L’header della mail è “proposta di pubblicazione”.
Che in prima battuta mi fa dire Wow! – anche perché ho passato un pomeriggio alla Fiera del Libro in cerca di editori interessati ai lavori che ho al momento in macchina, ed ora vedermi arrivare una proposta di pubblicazione direttamente nella casella della posta… Wow!

Ma le cose prendono subito una piega curiosa…

Salve,

Ho visto il tuo sito e considerati gli argomenti di cui parli ho pensato che forse potrebbe interessarti la campagna a cui stiamo lavorando per …

[zac!]

un preservativo rivoluzionario fatto di un materiale nuovo impercettibile,[…] una formula senza lattice che regala la sensazione di non indossare niente.

Trenta secondi di disorientamento ontologico.

Considerati gli argomenti di cui parli… potrebbe interessarti la campagna … per … un preservativo rivoluzionario?!

Ora, o sono io che non ho chiaramente idea di cosa pubblica sul blog, o questa è una circolare.
Ridicola.

E sarei davvero molto molto interessato a scoprire sulla base di quale criterio il mio blog sia stato selezionato.
Certo non per le mie chiacchiere sulla fantascienza, il fantasy, la letteratura di genere – se esiste una fascia di popolazione che non ha bisogno di preservativi… ma lasciamo perdere.
E non credo sia per i miei post polemici.
Che sia il pork chop express, che è stato interpretato in maniera pecoreccia?

Cosa desidera, comunque, il mio corrispondente?
Propormi una pubblicazione?
Non esattamente.
Mi vorrebbe proporre di pubblicare qui un gancio alla campagna di lancio del suo prodotto (“suo” in senso lato, ovviamente).

Sappiamo che parlare di preservativi è un argomento imbarazzante e che spesso i preservativi non sono amati dai giovani perchè interrompono il momento dell’amore, però i preservativi sono importantissimi e necessari per la prevenzione.

Visto?
C’è anche il risvolto sociale.

Non che ci si debba preoccupare, naturalmente…

Come vedrai i nostri video sono divertenti e sono sicuro che i tuoi utenti li condivideranno volentieri.

Perché l’ultima cosa che vogliamo, ragazzi e ragazze, è andarvi contropelo.

E c’è di più.

Stiamo anche presentando una competizione per trovare […] colei che condividerà i segreti del sesso ‘pelle su pelle’ su internet.

E qui entra in funzione il mio lato pedante.
Condividere i segreti del sesso?
Perché, come lo abbiamo fatto finora era sbagliato?
Non mi pare.
Poco efficiente, forse, dispersivo, alla lunga anche un po’ faticoso, ma sostanzialmente gratificante.
Ci sono delle volte che ci si fanno delle matte risate.
Possibile che una campagna pubblicitaria possa davvero svelarmi qualcosa che ancora non sia stato reso pubblico da seicento generazioni di Homo sapiens con in testa un’idea sola?

E se davvero queste cose non sono venute fuori prima…
Non è che in questo momento, in una località segreta…

“Signore, pare che I Ribelli  stiano per condividere i segreti del sesso!”
<sibilo di respiratore> “Sciocchi. Non ne avranno mai il coraggio! Si tratta di un trucco!”
“Ma vostra signoria, stanno cercando complici nella blogsfera…”
“La blogsfera…” <sibilo di respiratore> “Allora è giunto il momento di dare a questa manica di ingrifati una lezione, una volta per tutte. Attivate i generatori orgonici!”

Ma a parte le macchinazioni dell’Oscuro Signore di Wankalot, cosa mi si richiede?
Beh, ok, richiede… cosa mi si suggerisce?
Di condividere alcuni video di Youtube con voi, ragazzi e ragazze, in modo da farvi notare come il prodotto in questione sia cool.
E maledettamente utile in caso di necessità.
Quasi come l’american tape di MacGyver, solo… meglio, in certe situazioni.
Per quanto anche l’american tape funzioni benissimo, badate, eh… si tratta solo di una questione di confort.
E magari invitarvi a votare la sciagurata che in internet svelerà i segreti del sesso.
Perché è per quello che voi venite su queste pagine, ragazzi e ragazze, vero?
È per questo che vagate per internet…
Per scoprire i segreti del sesso.

Ecco cosa potrei… dovrei fare.
Non che a me non ne venga in tasca nulla, naturalmente…

unisciti a noi! Sarò lieto di mandarti un campione […] in prova!

Già.
Dovrei trasformare i miei visitatori in clienti.
Per il prodotto di qualcun’altro.
In cambio di una scatola di preservativi in omaggio.

… il che sarebbe abbastanza appropriato, visto che si tratterebbe di fare tutto senza spiegarvi i dettagli e quindi, in sostanza, di cercare di fottervi…

Anche se, senza il manualino sui segreti, avrei il terrore di poter utilizzare il campione gratuito in modo improprio.

Ed a questo punto vorrei poter dire delle cose molto serie e molto sagge e non scivolare su battute da caserma, ma dire qualcosa di serio e saggio dopo che ti hanno offerto di diventare parte della macchina in cambio di una scatoletta di palloncini di gomma rigorosamente senza lattice…

Il dolore agli addominali (buon segno, ci sono ancora!) per il troppo ridere è tale, che non riesco neanche a sentirmi offeso.
Mi preoccupa piuttosto questa idea – di voler trasformare qualsiasi cosa in un meccanismo per entrare nel cervello del maggior numero di persone con un prodotto.
Ogni dannato elemento dell’esistenza trasformato in parte del processo di vendita.
Ed il processo è talmente stracco, che persino per vendere qualcosa che dovrebbe vendersi a sè, senza bisogno di pubblicità, come l’american tape… persino per vendere un preservativo, sia necessario buttarla sul sesso.
Non nel senso di “Questa è una procedura di accoppiamento. Questo è un sistema di protezione da utilizzare durante tale procedura.”, magari con un filmatino stile propaganda antiatomica anni ’50 ed una voce da pubblicità del frullatore – che sarebbe per lo meno divertente, e on-topic.
Nel senso che devono metterci il concorso con le ragazzine che vanno poi a parlare di sesso su Youtube – una sbirciata allo spogliatoio delle ragazze, il principio del buco della serratura aggiurnato al ventunesimo secolo, per la titillazione di un pubblico di guardoni che, ammettiamolo, non hanno bisogno di prerservativi, ma di kleenex.

Mi viene semplicemente in mente Bill Hicks…

Amen.


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… se non con mano guantata

Seth Godin, il bambino d’oro del marketing statunitense, distribuisce gratuitamente sul suo blog (lo trovate nelblogroll qui a destra) un manualino di quarantacinque pagine per i blogger (regala anche il suo manuale fondamentale, nel quale insegna cose tipo che, a regalare un po’ di libri in pdf, se ne vendono poi molti di più in cartaceo).

Un manuale per blogger, si diceva.
Ma non per TUTTI i blogger.

cina (1)Mister Godin divide infatti la blogsfera in tre parti.

  • Ci sono i Viral Blog, quelli che generano milioni di visite e che possono creare o disfare una carriera.
  • Ci sono i Boss Blog, quelli attraverso i quali una persona comunica con una popolazione definita – dipendenti, collaboratori o quant’altro.
  • Ci sono i Cat Blog, pagine costruite sul nulla, dove parlare del proprio gatto o dell’ultima riunione di famiglia, scritti da persone che in fondo non vogliono essere lette, e che se si domandano comìè che nessuno li visita, sbagliano domanda. Rumore di fondo del web, inutile riempitivo.

In base a tutti i parametri, questo che state leggendo – ammesso che lo stiate leggendo – è un Cat Blog.

E la cosa mi soddisfa, al punto che da oggi inserirò la categoria Cat Blog fra le mie opzioni di catalogazione, per etichettare quei fatti personali che a nessuno, ma proprio a nessuno dovrebbero interessare – feste, compleanni, cuori infranti….

Anche perché Seth – che peraltro è una persona fantastica – dimentica una regola che fecero altri prima di lui, e che dice più o meno “la strada ha il suo uso per gli oggetti”.

Classificazioni troppo strette potrebbero essere erronee o incomplete, e potremmo scoprire che nel nome attribuito ad un oggetto si nascondono le sue molte facce.

catbadgeCat Blog, dunque.

Pigro, attento e curioso come un gatto.
Dai gusti definiti, dalle abitudini capricciose.
Crudele, vendicativo, di memoria lunga.
Indipendente.
Affezionato ai luoghi, non alle persone.
Traditore.
Scomunicato.
Magico.

Non genera grandi volumi di traffico?
Forse.
Non mette in contatto collaboratori o dipendenti?
Indubbiamente.

Ma esiste, come una piccola isola nella rete, e qualcuno lo legge – e per sua natura svolge più funzioni di quante un più precisamente definito e progettato blog potrebbe fare.

E’ solo rumore di fondo?
O è musica?

E poi, come dice il motto del clan MacPherson, Non toccate il gatto, se non con mano guantata.
Siamo un Cat Blog.
E ne andiamo fieri.