strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La Storia del Cesso

Sta girando, qui nel Blocco C, è una specie di meme, ma non è stato studiato a tavolino.
Il nome è poco elegante ma è ok perché  è preso da un film.
Il primo ad usarlo è stato Germano su Book & Negative, poi è stata la volta di Marina e Alessandro.
Oggi tocca a me – non che ci si sia accordati, però funziona.
Perché ha un senso.

Perché secondo me quelli che pensano ai motivi del come e perché hanno cominciato e si preparano la “storia del cesso”, sono quelli che non scrivono. Che il libro rimane nel cassetto perché ha bisogno della limatura eterna. Che non hanno mai tempo. E vivono aggrappati al sogno che sfuma sempre più. E non hanno nemmeno il brivido del rischio, come i poliziotti infiltrati, ma possiedono un Mac da tremila euro per sfogare la loro creatività, che è sempre in potenza e mai atto.

Io scrivo, e pubblico, e qualcuno di quando in quando mi legge.
E la domanda – ne avevamo parlato, vero? – del “cosa fai?/perché lo fai?” viene sempre fuori, in un modo o nell’altro.
E sì, ci sono quelli in gamba che hanno i demoni interiori, la furia creative, l’impeto di non so cosa.
Io no.

dent_mainIo scrivo perché volevo essere come gli scrittori che mi piacevano.
L’ho già spiegato in passato – se si cresce leggendo fantascienza e fantasy non si viene solo esposti alle storie, ma anche al folklore.
Alla storia orale della narrativa fantastica.
Gli scambi di lettere fra H.P. Lovecraft, Robert E. Howard e C.A. Smith.
Kipling che manda lettere di complimenti a Burroughs.
Walter B. Gibson che è amico di Houdini.
de_camp_in_viking_helmetCatherine Crook De Camp che tiene testa a Robert Heinlein, L. Sprague de Camp che chiama Asimov “Ike” e Ike lo detesta.
Doc Smith che porta ciambelle per tutti.
Henry Kuttner che conosce la sua futura moglie C.L. Moore pensando che sia un uomo.
Ed Hamilton e Jack Williamson che scendono il Mississipi con una zattera.
sffy10-1834L’asma di Gordon R. Dickson, l’allergia ai graffi dei gatti di Piers Anthony, i problemi cardiaci di Cyril Kornbluth.
Michael Moorcock ospite a casa di Harlan Ellison che gioca a billiardo e piange per il proprio matrimonio in frantumi, e scrive lettere a G.J. Ballard.
Il funerale di Fritz Leiber, con la bara aperta, e qualcuno che mette un whiskey e una sigaretta accesa nelle mani del morto – perché è così che avrebbe voluto andarsene.

Io ho cominciato a scrivere perché volevo essere parte di questa leggenda, di questo folklore.
Volevo essere come gli scrittori che ammiravo – magari non ricco, magari non esageratamente felice, ma… leggendario.
Sì, certo, mi piace scrivere – ma mi piacciono anche le frittelel di mele, però non faccio il frittellaio.
E chiaramente ho delle storie da raccontare – ma quelle le hanno tutti*.

Io, se devo essere onesto con me stesso, scrivo per questo – per essere parte di una tribù, di una cultura, di una storia.
c8ef89dbfdb9539b049189ccc49329bdIl che, tra l’altro, spiega anche perché scrivo molto più volentieri in lingua inglese.
Perché oltremare la tribù l’ho trovata.
C’è, esiste, è la mia tribù.
Qui no.

Ma questa, naturalmente, non è la storia che racconto.
Quando mi chiedono come ho cominciato a scrivere, racconto di quando intrattenevo i compagni di scuola inventandomi delle storie, alle elementari.
Che non è falso.
Ed è molto più user-friendly.

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* Il che naturalmente non significa che siano in grado di raccontarle.


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Tre per la Teleforce

Immaginatelo così, ma con dei fulmini colossali…

Mentre la guerra infuria in Europa, una spia tedesca viene ritrovata su una spiaggia poco lontano da New York. Prima di morire per ipotermia, l’uomo ha il tempo di ripetere più volte la parola “Wunderwaffe”.
I servizi americani si mettono in azione.
Cosa cercava l’uomo del Reich?
Nelle vicinanze del posto in cui è stato trovato, ci sono solo un’isola minuscola, sede di un magazzino dell’esercito, smobilitato e abbandonato da anni, e la Wardenclyffe Tower di Nikola Tesla.
Il luogo in cui Tesla sviluppò la sua teoria della Teleforce, che tuttavia abbandonò nel 1908, farneticando di un ipotetico raggio della morte.
I Nazisti sono a caccia della superarma creata da Tesla?
Di cosa potrebbe trattarsi?
Possono gli americani recuperarla prima?
Come gestire il problema?
Fortunatamente, all’arsenale navale di Philadelphia, c’è un think-tank della Marina in cui ci potrebbero essere degli elementi adatti a prendersi cura del caso.
Ragazzi che al momento stanno cercando di trovare un modo per rendere invisibile ai radar un incrociatore… Continua a leggere


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L’altro Gibson

I miei amici hanno un solo W. Gibson.
Io ne ho tre.

Di uno – William Dana Gibson – e della sua ragazza, ho già parlato in passato.

L’altro è ovviamente William Gibson, autore canadese, il profeta noir (lo dicono loro) del genere cyberpunk.
L’autore di Neuromante (che a me non è piaciuto granché) e di molti romanzi che non ne hanno bissato il successo.
Io a dirla tutta William Gibson lo preferisco come saggista, o come autore di narrativa breve – Burning Chrome è un’ottima raccolta di storie.

Ma a me piace ed interessa di più il terzo Gibson – Walter B. Gibson.
Scrittore.
Illusionista.
Eroe di romanzi altrui.

E nessuno se lo ricorda.

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