strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Una sfida per novembre

Lo sentite anche voi, lo scricchiolio delle sedie e il cigolare degli ingranaggi mentali di migliaia di persone che si apprestanoa riversare fiumi di parole sui loro file in occasione del NaNoWriMo, il National Novel Writing Month, martoriandosi le dita sulle tastiere?

Come ho spiegato in passato, da qualche parte, io non faccio il NaNoWriMo, perché scrivere tutti i giorni è il mio lavoro di tutti i giorni. Al momento ho una campagna di 50.000 parole per un gioco di ruolo da consegnare fra otto settimane, ed un romanzo di 85.000 parole da consegnare per la fine di gennaio. Il NaNoWriMo lo lascio a chi lo fa per hobby, con l’augurio di divertirsi e la mia benedizione, per quel che vale.
E badate, non ho nulla contro il NaNoWriMo, né contro una discreta percentuale di coloro che vi partecipano. Semplicemente non fa per me perché tutti i miei Mo sono WriMo e francamente della patacca di “Vincitore del NaNoWriMo” non so cosa farmene.
Preferisco, per dire, lo StoryADayMay, in cui per un mese si scrive un racconto al giorno. Perché è una cosa più gestibile, e perché i trentuno racconti scritti in quel mese li posso vendere – Singularity, che è stato pubblicato su Shoreline of Infinity e messo in lista per il BSFAAward, l’ho scritto in un pomeriggio, a maggio.

Però, però, però…

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Nuts & Bolts e Worldbuilding

I miei supporter su Patreon hanno appena ricevutoil secondo numero di Nuts & Bolts, una rubrica irregolare sulla scrittura – nella quale ci concentriamo principalmente sugli aspetti pratici e meno sulla vuota teoria. Il primo post di questa serie aveva avuto abbastanza successo da convincermi che sarebbe valsa la pena farlo diventare un appuntamento più o meno regolare.

E questo secondo post riguarda il worldbuilding, ed è stato ispirato da una stupidissima discussione alimentata da questa immagine.

Perché è bello, dicono, essere miei sostenitori su Patreon.


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Ma è steampunk?

Continuiamo col diario di questo crowdfunding per Hope & Glory, mentre la data del lancio si avvicina inesorabile.
È davvero steampunk, Hope & Glory?
La prima volta che mi sono sentito chiedere in che modo Hope & Glory sarebbe steampunk è stato nel 2016, in una diretta con Lucca, dove si trovavano Gionata dal Farra di GGStudio (alias, l’editore) e Angelo Montanini (alias, l’artista), che aveva creato i bozzetti dei costumi per alcune delle culture presenti nel mondo di gioco.

Ma dove sarebbe l’elemento steam in tutto questo?

Perché è vero, la prima cosa della quale mi pare il caso di parlare, quando parlo di Hope & Glory, è la varietà culturale del setting: c’è il Raj Anglo-Indiano scaturito dalla fusione di cultura vittoriana e cultura indiana; c’è la Cina dei Taiping con la sua polizia psichica ela sua teocrazia pseudo-cristiana; c’è la Russia nella quale la popolazione si sta inesorabilmente separando in Eloi e Morlock; c’è la Federazione Africana che ha buttato i colonialisti fuori a calci e si è trovata un posto fra le Grandi Potenze.
E ci sono i giapponesi della Repubblica di Iezo che combattono contro i kaiju. Perché io valgo.

Ma dove sarebbe l’elemento steam in tutto questo?

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Corso di Worldbuilding, il Ritorno

Visto il notevole successo (evviva!) del Corso di Worldbuilding di strategie evolutive, è mia intenzione riproporlo a partire dal 16 di Aprile.

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Il primo corso è stato molto divertente, ed abbiamo imparato un sacco di cose, per cui a questo giro l’offerta sarà leggermente diversa… più ampia, e articolata in vari moduli indipendenti. Continua a leggere


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Corsi & Workshop

Il Corso di self-publishing di strategie evolutive si chiude questa settimana – in ritardo rispetto ai tempi previsti a causa di cattiva salute, maltempo e connessioni web metereopatiche. Nel complesso è stato divertente, spero positivo per i partecipanti, ed un primo esperimento che ha insegnato un sacco di cose a me – a cominciare dai pro e contro del sistema Classroom e di Hangouts, entrambi messi a disposizioni da Google e caratterizzati dalla simpatica volatilità di Google, che tende a cambiare le regole appena gli utenti le hanno imparate.

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Ora ci prepariamo alla prima lezione live del Corso di worldbuilding di strategie evolutive, che possiamo prevedere fin d’ora andrà meglio – in parte perché ho imparato un sacco di cose, in parte perché eviterei se possibile di farmi altri dieci giorni a letto, senza voce e con l’energia sotto i piedi.

E intanto si pensa a nuovi corsi, nuove idee.
Ad esempio – il Corso di Worldbuilding prevede un workshop. Continua a leggere


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Mappe e croissant

È il due di febbraio.
Il corso di self publishing di strategie evolutive è al giro di boa e i partecipanti paiono ragionevolmente soddisfatti, e fra venti giorni (ora più, ora meno) partiremo col corso sul worldbuilding.

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E poiché alcuni mi hanno chiesto maggiori informazioni a riguardo, via mail o via chat, ho pensato di fare un post sull’intera faccenda – visto mai che qualcun altro abboc… ehm, decida di iscriversi.
E poi in generale, quello del worldbuilding è un argomento che io ho sempre trovato interessante, e magari lo troverà interessante anche chi non è intenzionato a seguire un corso sull’argomento.
Da dove cominciamo? Continua a leggere


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Aperte le iscrizioni al Corso di Worldbuilding

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I personaggi sono nulla se non hanno un mondo in cui muoversi.
La creazione di questo universo non è un problema esclusivo della narrativa fantastica – il lavoro di worldbuilding fatto da Raymond Chandler sulla Los Angeles di Philip Marlowe è altrettanto pervasivo del lavoro fatto da Robert E. Howard sul mondo Hyboriano in cui si muove Conan il Barbaro, o del lavoro di Isaac Asimov nel creare l’universo della Fondazione.

Il Corso di World-Building di strategie evolutive esamina le diverse strategie di creazione di un mondo per progetti di narrativa breve e lunga, per stand-alone e per prodotti seriali, per romanzi, giochi e prodotti transmediatici. Continua a leggere