strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Le caviglie di Carole Lombard

11 commenti

Facciamo un gioco.
Non si vince nulla, ma potrebbe essere divertente.
Guardate la foto qui sotto.

no man of her own

Ora, questa è una foto di scena da un film.
È una foto importante per la storia di Hollywood per lo meno per due motivi.
Il primo ve lo dico io – si tratta del primo incontro fra Clarke Gable e Carole Lombard, “la più bella coppia di Hollywood”. Si sarebbero sposati da lì a qualche anno.
Il secondo è molto più ridicolo e improbabile, ed è l’oggetto del nostro gioco: in che modo questa foto cambiò la storia di Hollywood?

no man posterNo man of her own è una commedia (con risvolti melodrammatici) diretta nel 1932 da Wesley Ruggles, un ex comprimario di Charlie Chaplin che passò dietro alla macchina da presa per dirigere alcune commedie di successo negli anni ’30 e il più colossale flop della storia del cinema britannico pochi anni dopo1.

La storia in tre battute: Jerry Babe Stewart (Clark Gable) è un baro e bidonista newyorkese, un cinico manipolatore che prende le sue decisioni lanciando una moneta. Nel momento in cui deve lasciare con una certa fretta la metropoli, una scelta casuale lo porta a Glendale, dove mette gli occhi su Connie Randall (Carole Lombard), bibliotecaria alla quale la vita monotona della piccola città comincia ad andare stretta.
Dopo un corteggiamento al limite dello stalkeraggio, Babe si ritrova suo malgrado sposato a Connie2, e comincia perciò a condurre una doppia vita – guadagnandosi da vivere con le sue partite truccate mentre racconta a moglie e parenti di essere un agente di borsa.
Finché Connie non trova le sue carte truccate…

No-Man-of-Her-Own-1932-classic-movies-19681072-1067-800

Nota demente – in Italia il film venne distribuito come La Moglie Bugiarda… il che è curioso, visto che è il marito a cacciar balle, e la moglie semplicemente non rivela di aver scoperto che lui è un baro. La dice lunga sulla psicologia nazionale, non credete?

Correzione alla nota demente – come ha fatto notare Uriello nei commenti, “La Moglie Bugiarda” è il titolo di “True Confessions”, altro film di Ruggles con la Lombard. Per una volta, la sfiduci anei confronti dei titolisti nazionali era mariposta – ecco cosa succede a scrivere i post a tarda notte. “True Confessions” è naturalmente, e a maggior ragione, in lista per un futuro post.

Comunque sia, No man of her own non è un capolavoro inarrivabile. Ebbe un successo colossale, certo, ma è di fatto un polpettone romantico abbastanza standard. La regia è adeguata, costumi e scenografie sono splendidi ma anche questo è abbastanza normale per l’epoca.
Rimane nella memoria dello spettatore il carisma dei due protagonisti, e un dialogo frizzante recitato con convinzione (soprattutto dalla Lombard, non ancora consacrata regina delle commedie sofisticate ma chiaramente molto in gamba).

carole-lombard-clark-gable-lunch-break-no-man-of-her-own28129

 

Carole Lombard non era poi proprio così convinta di ‘sto Clark Gable

 

E poi, essendo un film “pre-Code”, ci sono il cinismo e la spudoratezza con cui vengono messi in scena gli istinti peggiori, la bonaria ma spietata satira della vita in provincia.

gable.hamMolto più interessante3 è il fatto che Gable e Lombard si detestarono durante la lavorazione, ed alla fine delle riprese lei regalò a lui un prosciutto con sopra disegnato il profilo dell’attore.
Per chi se lo fosse perso, ham in inglese indica anche

an unskilled actor who overacts

I due si sarebbero sposati nel 1939, dopo tre anni di corteggiamento serrato da parte di Gable (che era sposato e in attesa di divorzio).

Insomma, prosciutto a parte, c’è poco di veramente memorabile riguardo a No man of her own.
A parte la scena in cui Gable, avendo adocchiato la Lombard, la segue in biblioteca, e con la scusa di farsi prendere un libro, le ammira le caviglie.
Il che ci riporta al nostro gioco…

no man of her own
Questa scena fece indignare l’arcivescovo di Cincinnati, certo John T. McNicholas, che – proprio ispirato da quella singola scena – fondò la Catholic League of Decency, il cui statuto (che gli iscritti dovevano firmare), diceva…

Desidero entrare a far parte della Legione per la Decenza, che condanna i film squallidi e malsani. Mi unisco a tutti coloro che protestano contro questi film che sono una grave minaccia alla gioventù, alla vita domestica, al paese ed alla religione. Condanno assolutamente quelle pellicole scollacciate che, insieme con altri agenti di degradazione, stanno corrompendo la morale e promuovono la smania del sesso nel nostro paese. Considerando questi mali, qui prometto di stare alla larga da tutti i film fuorché quelli che non offendono la decenza e la morale cristiana.

Che pare una sciocchezza – no, fermi lì, È una sciocchezza colossale, ma è anche la minaccia implicita di tenere una fetta consistente del pubblico fuori dai cinema se la pellicola non è conforme a “decenza e morale cristiana”.
Un ricatto.
Una minaccia di boicottaggio che venne messa in atto con estremo successo – nel momento incui la Lega decideva che un film era indecente, tutti gli aderenti venivano informti per posta, e disertavano il film. Questo in un’epoca in cui era normale che uno spettatore andasse a rivedere anche tre o quattro volte lo steso film.
Nel 1933, la Lega per la Decenza boicottò 23 film – incluso La regina Cristina, con Greta Garbo – e nel 1934, trenta – incluso The Scarlett Empress di Von Sternberg, con la Dietrich.

Garbo-Kisses

I proprietari delle sale cinematografiche si trovarono a dover affrontare perdite colossali – e poiché sono le sale che pagano gli studios, e non viceversa, la situazione si fece drammatica.
E così nel ’34, per correre ai ripari, gli studios appoggiarono la creazione del Codice Hays e di una commissione censura che loro stessi controllavano, e che aveva nella Lega solo un organo “consulente”.
Il Codice era stato fortemente voluto da Irwing Thalberg, il produttore, e non appena il Codice venne approvato e Hays ebbe il suo ufficio, gli studios cominciarono a infischiarsene, usando ogni possibile trucco (e parecchi trucchi inventati ad hoc) per aggirare le regole4.
La Lega tenne il becco chiuso fino al ’37, quando trovò da ridire su un solo film – e da quel momento prese a segnalare un paio di pellicole l’anno, riuscendo a far censurare preventivamente alcuni titoli… in sostanza, denunciando i film come indecenti prima che venissero distribuiti. La scelta a quel punto era rimontarli, tagliare le scene disdicevoli o archiviarli senza proiettarli. Comunque andasse, era un dano economico non in diferente.
Nel 1950 toccò anche al nostro Riso Amaro, considerato indecente e la cui distribuzione venne boicottata, nel 1968 a Il Buono, il Brutto e il Cattivo.

riso amaro

La lista dei film boicottati o denunciati in anni più recenti è una meraviglia indicibile – che affianca il Rocky Horror Picture Show a Grease e Ultimo Tango a Parigi  a All that Jazz, ma trova anche il tempo per Venerdì 13 e American Gigolo.

Nel 1980 la Lega cessò di esistere autonomamente – e venne accorpara a organizzazioni cattoliche più strettamente legate alla curia – come ad esempio lo United States Conference of Catholic Bishops’ Office for Film and Broadcasting.
Il modello della Lega resta quello seguito dalla maggioranza delle organizzazioni di genitori indignati – incluso il nostrano MOIGE. E fu naturalmente la base ideologica dell’Ufficio Censura italiano, fondato nel dopoguerra su linee guida fornite dagli USA.

E tutto questo, per colpa delle caviglie di Carole Lombard.

carolelombardnothingsacred38a


  1. ma di quello magari parleremo un’altra volta. 
  2. lui sarebbe dell’idea di una botta e via, ma il lancio della moneta gli dice male. 
  3. ripensiamo alla solita vecchia battuta di Roger Ebert, che ci sono film dei quali sarebbe stato meglio vedere il dietro le quinte. 
  4. E d’altra parte, l’Ufficio Hays era un organo di autocensura finanziato da quelli che producevano i film da censurare… mai sentito parlare di conflitto d’interessi? 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Le caviglie di Carole Lombard

  1. Vabbè… noi avevamo il parroco di “Nuovo Cinema Paradiso” che non credo ricevesse con facilità direttive d’oltreoceano… ma faceva bene il suo lavoro!

  2. Sono andato a cercare tra Wikipedia e dizionari del cinema in mio possesso, per sentimento di curiosità, ulteriori notizie sul film e su come “No Man of Her Own” poteva essere stato tradotto in italiano in “La moglie bugiarda”.
    Ho scoperto che “La moglie bugiarda” è il titolo italiano di un film del 1937, sempre di Wesley Ruggles e sempre con Carole Lombard (ma senza Clark Gable) intitolato “True Confession” su una bugiarda patologica e il marito avvocato onesto su un caso di un furto di prosciutti . Insomma, la svista ci stava.
    “Nessun uomo le appartiene” è il titolo italiano di “No Man of Her Own”

  3. Bellissima storia. E anche bellissime caviglie, per altro…🙂
    Hollywood in quei tempi era uno spettacolo nello spettacolo

  4. Oddio, questa storia dell’ingerenza della censura cattolica mi ha ricordato quel filmaccio distopico di serie B in cui una specie di gruppuscolo di cattolici integralisti ideava un software in grado di modificare il testo degli ebook in modo da sostituire certe parole “indesiderate” con altre, tipo “stupidotto” al posto di “bastardo”, o “mentalmente disturbato” al posto di “omosessuale”…
    Come dite? Non era un film?

    • Non era affatto un film – e se erano cattolici integralisti, è anche vero che erano una impresa commerciale… con quel software… che tra le altre cose trasformava “bitch” in “witch”… beh, ci hanno fatto soldi a carrettate alle spalle dei bacchettoni.

  5. Sostituirei “alle spalle” con “con la complicità”. Mi sembra più appropriato… Visto che parliamo di cattolicesimo, c’è sempre la questione del libero arbitrio, e visto che parliamo di mercato ci sarebbe la questione della domanda che crea l’offerta (e viceversa) eccetera eccetera…

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