strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


4 commenti

Folco Quilici

Se ne è andato Folco Quilici, documentarista, narratore, avventuriero (nel senso buono del termine), uno dei punti di riferimento di quand’ero ragazzino.

QFA-F-001678-0000

Ho letto i suoi libri, ho visto i suoi film, ha certamente contribuito a fare di me ciò che sono.

Siamo stati fortunati a crescere con Foilco Quilici in TV.
Molto fortunati.


1 Commento

Gli Stregoni di Aus

Ci sono i draghi, ci sono gli esplosioni, questo dovrebbe accontentare tutti i nerdz dell’ultima ora.
Ed è comico, e anche questa è una cosa buona, perché far ridere volontariamente col fantasy è tutt’altro che facile.

maxresdefault

Ma The Wizards of Aus ci riesce, giocando su tutto lo spettro, dalla goliardata alla satira politica, al gioco di riferimenti incrociati, persino con l’occasionale battuta colta,  e ci riesce con un certo quantitativo di classe. Prendere nota, prego. Continua a leggere


6 commenti

L’Inverno Uccide

L’idea di partenza, vediamo… c’è un vecchio miliardario, che ha fatto i soldi col proibizionismo, e che ora vuole di più. Per cui usa i suoi soldi per spingere la candidatura di suo figlio alla Casa Bianca. Il ragazzo è un eroe di guerra, è giovane, dice le cose giuste, ha la faccia giusta. Viene eletto. Si parla di scandali, di donne, di collusioni con la mafia. C’è la crisi di Cuba. Ha una relazione con una famosa attrice, che poi muore suicida. E poi un giorno, durante una visita ufficiale, mentre passa per strada nella sua auto scoperta, qualcuno dalla finestra di un palazzo gli spara e lo uccide.
Dicono sia stata la CIA, i cubani, i comunisti, Cosa Nostra, il conglomerato militare-industriale. Ma il killer viene ucciso poco dopo l’arresto da un tizio che gestisce un locale notturno. La commissione d’inchiesta non arriva a nulla.
Vi suona familiare? La conoscete, questa storia?
No, voi non la conoscete, questa storia. Continua a leggere


9 commenti

Il miglior fantasy in TV

Sono fermamente convinto che The Good Place, scoperta grazie ad una segnalazione di alcuni amici oltreoceano, sia la miglior serie fantasy passata in TV (no, non nel nostro paese) negli ultimi dieci anni.

2016-0513-NBCU-Upfront-2016-TheGoodPlace-Shows-Image-1920x1080-JR

E quindi vorrei parlarvene, ma qui sorgono due grossi problemi.
Il primo problema è che la maggior parte dei fan del fantasy nostrani non riconoscerebbero The Good Place come fantasy: non ci sono draghi, non ci sono elfi, non ci sono grandi battaglie fra tizi in tenuta pseudo-medievale. Cercherebbero definizioni alternative e comincerebbero a dire “norreno” e “sonsouonder” senza motivo. Parlerebbero forse di urban fantasy, perché ci sono angeli e demoni, ma se l’ambientazione è una cittadina molto “californiana”, per ciò che è e ciò che racconta The Good Place non è e non sarà mai un urban fantasy. È fantasy e basta.
Il secondo problema è che per spiegarvi in dettaglio quanto sia colossalmente spettacolare The Good Place dovrei farvi degli spoiler grossi come una casa, e privarvi davvero di una grossa fetta del divertimento.
Il primo naturalmente è un problema vostro, e posso infischiarmene, mentre il secondo è un mio problema, e infischiarmene non sarebbe bello.
Un bel problema morale, eh?
Che poi è ciò di cui parla The Good Place. Continua a leggere


4 commenti

Ombre oscure

Una mattina, Dan Curtis si svegliò ricordando un sogno avuto la notte precedente, su una ragazza su un treno.
Era il 1965, e Curtis non era ancora famodo per aver creato quei piccoli capolavori che sono Trilogy of Terror e The Night Stalker. Era solo uno che lavorava in TV, ma quel sogno gli rimase così impresso che dopo averne parlato alla moglie, lo usò per un pitch alla rete televisiva ABC. L’idea era di fare una soap opera, una serie girata in presa diretta, che riprendesse gli intrighi di provincia di Peyton Place ma ci aggiungesse un twist gotico, un elemento misterioso e sovrannaturale.
La trama di base: la ragazza sul treno è Victoria Winters, un’orfana newyorkese che ora si reca a Collinsport, una cittadina del Maine per lavorare come governante, e al contempo rintracciare le proprie origini oscure, nella grande casa buia della famiglia Collins.

newsstorypic15_image_large

La scrittura venne affidata a Art Wallace, uno scrittore che aveva lavorato su serie popolari dagli anni ‘50, e avrebbe successivamente scritto episodi anche per Star Trek.
La serie di Curtis sui misteri di Collinsport andò in onda col primo episodio il 27 di Giugno 1966.
Si intitolava Dark Shadows.
Non fu un clamoroso successo. Continua a leggere