strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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I guardiani del canone

Avete mai l’impressione che manchi qualcosa? Come quando c’è una parola che proprio non vi viene, ce l’avete sulla punta della lingua ma no, niente, e vi viene il dubbio che siano i primi sintomi dell’Alzheimer? Per me è statocosì nelle ultime settimane, dopo aver letto alcune interessanti discussioni su scrittura, pubblicazione, marketing, e alcune ipotesi abbastanza discutibili sul rapporto tra qualità della scrittura, narrativa di genere e intento autorale. C’era qualcoisa che mancava, in tutta la discussione, ma cosa?
L’illuminazione è venuta nelle prime ore di questo 15 Febbraio 2019, e così ho pensato di mettere giù io qualche idea. Non posso garantire che questo sarà un post coerente – il discorso è piuttostocomplicato.
Posso garantirvi però che sarà lungo. Consideratevi avvisati.

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Folco Quilici

Se ne è andato Folco Quilici, documentarista, narratore, avventuriero (nel senso buono del termine), uno dei punti di riferimento di quand’ero ragazzino.

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Ho letto i suoi libri, ho visto i suoi film, ha certamente contribuito a fare di me ciò che sono.

Siamo stati fortunati a crescere con Foilco Quilici in TV.
Molto fortunati.


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Gli Stregoni di Aus

Ci sono i draghi, ci sono gli esplosioni, questo dovrebbe accontentare tutti i nerdz dell’ultima ora.
Ed è comico, e anche questa è una cosa buona, perché far ridere volontariamente col fantasy è tutt’altro che facile.

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Ma The Wizards of Aus ci riesce, giocando su tutto lo spettro, dalla goliardata alla satira politica, al gioco di riferimenti incrociati, persino con l’occasionale battuta colta,  e ci riesce con un certo quantitativo di classe. Prendere nota, prego. Continua a leggere


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L’Inverno Uccide

L’idea di partenza, vediamo… c’è un vecchio miliardario, che ha fatto i soldi col proibizionismo, e che ora vuole di più. Per cui usa i suoi soldi per spingere la candidatura di suo figlio alla Casa Bianca. Il ragazzo è un eroe di guerra, è giovane, dice le cose giuste, ha la faccia giusta. Viene eletto. Si parla di scandali, di donne, di collusioni con la mafia. C’è la crisi di Cuba. Ha una relazione con una famosa attrice, che poi muore suicida. E poi un giorno, durante una visita ufficiale, mentre passa per strada nella sua auto scoperta, qualcuno dalla finestra di un palazzo gli spara e lo uccide.
Dicono sia stata la CIA, i cubani, i comunisti, Cosa Nostra, il conglomerato militare-industriale. Ma il killer viene ucciso poco dopo l’arresto da un tizio che gestisce un locale notturno. La commissione d’inchiesta non arriva a nulla.
Vi suona familiare? La conoscete, questa storia?
No, voi non la conoscete, questa storia. Continua a leggere


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Il miglior fantasy in TV

Sono fermamente convinto che The Good Place, scoperta grazie ad una segnalazione di alcuni amici oltreoceano, sia la miglior serie fantasy passata in TV (no, non nel nostro paese) negli ultimi dieci anni.

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E quindi vorrei parlarvene, ma qui sorgono due grossi problemi.
Il primo problema è che la maggior parte dei fan del fantasy nostrani non riconoscerebbero The Good Place come fantasy: non ci sono draghi, non ci sono elfi, non ci sono grandi battaglie fra tizi in tenuta pseudo-medievale. Cercherebbero definizioni alternative e comincerebbero a dire “norreno” e “sonsouonder” senza motivo. Parlerebbero forse di urban fantasy, perché ci sono angeli e demoni, ma se l’ambientazione è una cittadina molto “californiana”, per ciò che è e ciò che racconta The Good Place non è e non sarà mai un urban fantasy. È fantasy e basta.
Il secondo problema è che per spiegarvi in dettaglio quanto sia colossalmente spettacolare The Good Place dovrei farvi degli spoiler grossi come una casa, e privarvi davvero di una grossa fetta del divertimento.
Il primo naturalmente è un problema vostro, e posso infischiarmene, mentre il secondo è un mio problema, e infischiarmene non sarebbe bello.
Un bel problema morale, eh?
Che poi è ciò di cui parla The Good Place. Continua a leggere