strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un’idea che non poteva fallire: Yellowthread Street (1990)

Era il 1990, e un produttore della britannica ITV ebbe un’idea folgorante, il pitch definitivo, la madre di tutti gli high concept:

Miami Vice a Hong Kong

Come dargli torto?
Con Miami Vice, Michael Mann aveva ridato vita al poliziesco televisivo, riuscendo a combinare forma e sostanza, MTV-generation e neo-noir – e nel 1990 andava in onda l’ultima stagione della serie, che quindi si apprestava a lasciare libera una succosa nicchia del palinsesto.
Al contempo, John Woo era uscito l’anno precedente con The Killer, segnalando un momento di rinascita e diinteresse per il cinema di Hong Kong. E si parlava molto, di Hong Kong, nel 1990, perché l’Handover, il passaggio della colonia britannica alla Cina, era sempre più prossimo, e veniva vissuto con crescente inquietudine dalla popolazione della città.
Come avrebbe potuto fallire un’idea tanto semplice?
Immagino quel produttore inglese che ripeteva quella sua idea, rigirandosela in bocca come una caramella

Miami Vice a Hong Kong

Ora toccava solo trovare delle storie. Continua a leggere


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Fantascienza sottomarina: The Deep (2010)

2010
L’Hermes, un sottomarino sperimentale in missione di studio fra i black smokers nel Lomonosov Ridge, nella zona di esclusione artica, scompare misteriosamente. Sei mesi dopo, l’Orpheus, vascello gemello dell’Hermes, in procinto di riprendere gli studi nella stessa area, viene dirottato per recuperare la scatola nera del vascello scomparso.

Questo, in sintesi, il concept alla base di The Deep, miniserie della BBC del 2010, che è il genere di claustrofobico e soffocante intrattenimento hard SF col quale ci si può distrarre in queste serate di ora legale. Continua a leggere


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Solo cattivi o molto cattivi: Blake’s 7

B7-Logo1E così in una settimana, tra pranzo e cena, ho finito la prima stagione di Blake’s 7, ed ho iniziato la seconda – e la seconda l’avevo in effetti già vista, tanti anni fa, ma senza la prima ci si perde un po’ per strada.

Di cosa stiamo parlando?
Di una serie messa in piedi dalla BBC, per un totale di quattro stagioni, fra 1978 e 1981, 52 episodi in tutto.
Serie povera, poverissima, Blake’s 7, che spendeva nel 1978 per una intera stagione il budget che dodici anni prima Star Trek aveva avuto a disposizione per un singolo episodio.
Effetti speciali tristi, vecchi, al limite del ridicolo.
Ma non è sugli effetti speciali che si costruiscono le leggende, e Blake’s 7 è una leggenda, per un sacco di ottimi motivi.

L’idea di partenza, proposta dall’autore Terry Nation: quella sporca dozzina nello spazio.
Ma è molto meglio di così. Continua a leggere


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San Valentino con Joan Wilder

Allora, San Valentino incombe.
Il giorno in cui essere single è considerato alla stregiua di un crimine o di una malattia terminale, e in cui i blogger si raspano il cervello alla disperata ricerca di un’idea per un post che faccia aumentare le visite.
Ci sono quelli che lo odiano, quelli che lo adorano, quelli che sono indifferenti a ci tengono comunque a dirvelo.

Io invece sto finendo di leggere un libro.
Si intitola Romancing the Stone, risulta scritto dsa Joan Wilder, popolare autrice newyorkese famosa per la sua serie di avventure romantiche di ambientazione western che hanno per protagonista la bella e tormentata Angelina.

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“Angelina! Che donna!” come disse quel tale.
Ma Romancing the Stone, che venne pubblicato nel 1985 dalla Avon Books, è tutta un’altra faccenda. Continua a leggere


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Come ai tempi di Corman: The Love Witch (2016)

Qualcosa di diverso? Un film, magari?
Un horror, di quelli belli, di una volta?
Un film che magari non avete visto, e del quale sentirete parlare solo qui?

58349ec39ea60_poster_originalQuesto è una sorta di instant post, scritto di getto dopo aver passato parte della notte, complice l’insonnia, a guardare The Love Witch, l’ultimo film di Anna Biller, regista americana che negli ultimi anni si è fatta notare tanto per lo stile visivo dei suoi lavori quanto per il lavoro di (usiamo una parola difficile) decostruzione ideologica operato sul genere.
Che detto così pare una cosa pesantissima, ma non lo è affatto.

The Love Witch è un horror/thriller, o forse è la parodia di un horror/thriller, ed è meraviglioso.
La trama pare fatta apposta per fare ululare alla luna le lettrici di paranormal romance1:

Elaine (Samantha Robinson, splendida e perfetta per la parte) è una giovane donna che, nella sua ricerca del vero amore (o forse solo di una gratificazione fisica), utilizza la stregoneria per sedurre un certo numero di uomini, salvo poi eliminarli quando la relazione si rivela noiosa, o insoddisfacente, o troppo oppressiva. Ma la polizia indaga.

E la trama è tutta qui.
Ma è molto meglio di così. Continua a leggere


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Supernatural (1933)

Questa è una faccenda curiosa – ero assolutamente certo di aver recensito su questo blog Supernatural, film degli Halperin Brothers, gli stessi del classico White Zombie.
Ma non riesco a trovare il post.
E mentre il terrore per l’alzheimer mi manda questo simpatico saluto, oggi è una giornata speciale: è il 16 gennaio, ed è il settantacinquesimo anniversario della morte di Carole Lombard, precipitata insieme ad altri 21 passeggeri sul volo che la stava riportando a Hollywood dopo un tour per promuovere lo sforzo bellico americano.
E Supernatural è l’unico horror interpretato dalla Lombard – una storia che parla di vita dopo la morte. Perciò, visto che il post che sono assolutamente certo di aver scritto non si trova, io lo rifaccio.
Ma continuo a non essere tranquillo.

supern-1s

Il che ha un suo senso perverso, trattandosi di un film intitolato Supernatural. Continua a leggere