strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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The Osiris Child

La prima cosa che mi è tornata in mente, arrivato in fondo a The Osiris Child, pellicola australiana del 2016, è stata Pitch Black, il film del 2000 con Vin Diesel – buona space opera, fatta con pochi soldi e tanta inventiva, e con un cast di attori tanto validi quanto sconosciuti.
Una storia semplice ma che acchiappa, e bell’e pronta per un sequel o due.

The-Osiris-Child-Poster

Di cosa stiamo parlando…
Per colonizzare e terraformare i pianeti sui quali l’umanità si sta espandendo, vengono usati i criminali, deportati a forza e costretti a vivere in condizioni orribili.
Su Osiris però le cose sono ancora più complicate: l’azienda che gestisce gli impianti carcerari sta facendo esperimenti sui prigionieri, per sviluppare una bioarma progettata per “assimilare o sterminare” eventuali alieni ostili sui quali l’umanità in espansione potrebbe inciampare.
È illegale, naturalmente, ma l’azienda e i suoi dirigenti non se ne preoccupano.
Poi una rivolta in un carcere, la fuga delle bestie sperimentali, e la decisione dell’azienda di sterilizzare il pianeta facendo collassare ed esplodere una centrale termonucleare, in modo da far sparire ogni prova. Continua a leggere

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Letture estive: come se non ci fosse un domani

Questo post ha, in un certo senso, attinenza con il progetto di crowdfunding delle mie storie, del quale abbiamo già parlato , e in particolare con la storia di hard science fiction che mi sono impegnato a scrivere come extra. Ed è una seconda risposta alla richiesta di un po’ di titoli da leggere sotto all’ombrellone.
Ma questo post ha anche molta più attinenza con la vostra vita e – ammesso che ve ne freghi qualcosa – con la vita dei vostri figli.

Comincia con un lungo articolo comparso su New York Magazine riguardo al cambiamento climatico.
È un articolo lungo ma che vale la pena di leggere, e il link è questo.

Ma poiché è in inglese, è lungo e fa caldo, vedrò di riassumerne i punti salienti qui sotto. Ripeto che dovreste leggerlo, ma per intanto, riassumiamo qui le basi.

La versione brevissima:

Morirete tutti in maniera orribile.

Ora, vediamo di approfondire. Continua a leggere


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Metal detector

Parliamo di qualcosa di completamente diverso.
In queste afose e soffocanti notti d’estate, ho trovato un poco di respiro guardando una cosa intitolata Detectorists.
La BBC la fiscalizza come situation comedy, ma … beh, giudicate voi.

La trama in tre parole: Lance e Andy sono due sfigati, uno fa il carrellista ai mercati generali e l’altro fa l’uomo di fatica per il comune di Danebury per pagarsi l’università. Entrambi condividono l’hobby della ricerca col metal detector, e trascorrono il tempo libero per i campi dell’Essex, in cerca di fantomatiche sepolture sassoni.

Ed è più o meno tutto qui. Continua a leggere


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Cineforum 1 – seguirà dibattito

Mi sono inventato il mio piccolo festival del cinema, nel mio piccolo cineclub immaginario. Una cosa semplice, da fare in due serate durante il weekend – due film al venerdì, due film al sabato sera – o per gli irriducibili, come tutto in una notte.

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Non ci provo neanche a proporlo a qualcuno. Finirebbe come tutte le altre volte.
E allora ve lo regalo.
Il mio personale piccolo film festival, il primo dell’estate – potrei proporne uno alla settimana fino a che non riaprono le scuole. Ci penserò.

Ma per cominciare, eccolo qui.
Potete farvelo per conto vostro sullo schermo del PC, o chiamare un po’ di amici a casa, ordinare delle pizze e farvi il vostro festival in soggiorno.
Potere usare uno dei film come date movie, o anche tutti e quattro.
O potete metterlo in piedi in parrocchia, o al cineforum di vostra fiducia, o nella vostra associazione culturale preferita, o dove vi pare.

Se lo fate, poi fatemi sapere nei commenti come è andata.
E datemi il credito per l’idea. Solo quello.

Questo è il mio primo cinefestival – si intitola

Ballando Fuori dalla Crisi

seguirà dibattito.

E ora, i trailer delle quattro pellicole:
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Un’idea che non poteva fallire: Yellowthread Street (1990)

Era il 1990, e un produttore della britannica ITV ebbe un’idea folgorante, il pitch definitivo, la madre di tutti gli high concept:

Miami Vice a Hong Kong

Come dargli torto?
Con Miami Vice, Michael Mann aveva ridato vita al poliziesco televisivo, riuscendo a combinare forma e sostanza, MTV-generation e neo-noir – e nel 1990 andava in onda l’ultima stagione della serie, che quindi si apprestava a lasciare libera una succosa nicchia del palinsesto.
Al contempo, John Woo era uscito l’anno precedente con The Killer, segnalando un momento di rinascita e diinteresse per il cinema di Hong Kong. E si parlava molto, di Hong Kong, nel 1990, perché l’Handover, il passaggio della colonia britannica alla Cina, era sempre più prossimo, e veniva vissuto con crescente inquietudine dalla popolazione della città.
Come avrebbe potuto fallire un’idea tanto semplice?
Immagino quel produttore inglese che ripeteva quella sua idea, rigirandosela in bocca come una caramella

Miami Vice a Hong Kong

Ora toccava solo trovare delle storie. Continua a leggere


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Fantascienza sottomarina: The Deep (2010)

2010
L’Hermes, un sottomarino sperimentale in missione di studio fra i black smokers nel Lomonosov Ridge, nella zona di esclusione artica, scompare misteriosamente. Sei mesi dopo, l’Orpheus, vascello gemello dell’Hermes, in procinto di riprendere gli studi nella stessa area, viene dirottato per recuperare la scatola nera del vascello scomparso.

Questo, in sintesi, il concept alla base di The Deep, miniserie della BBC del 2010, che è il genere di claustrofobico e soffocante intrattenimento hard SF col quale ci si può distrarre in queste serate di ora legale. Continua a leggere


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Solo cattivi o molto cattivi: Blake’s 7

B7-Logo1E così in una settimana, tra pranzo e cena, ho finito la prima stagione di Blake’s 7, ed ho iniziato la seconda – e la seconda l’avevo in effetti già vista, tanti anni fa, ma senza la prima ci si perde un po’ per strada.

Di cosa stiamo parlando?
Di una serie messa in piedi dalla BBC, per un totale di quattro stagioni, fra 1978 e 1981, 52 episodi in tutto.
Serie povera, poverissima, Blake’s 7, che spendeva nel 1978 per una intera stagione il budget che dodici anni prima Star Trek aveva avuto a disposizione per un singolo episodio.
Effetti speciali tristi, vecchi, al limite del ridicolo.
Ma non è sugli effetti speciali che si costruiscono le leggende, e Blake’s 7 è una leggenda, per un sacco di ottimi motivi.

L’idea di partenza, proposta dall’autore Terry Nation: quella sporca dozzina nello spazio.
Ma è molto meglio di così. Continua a leggere