strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Sette vite

L’estate passata ho cominciato a dare il mio supporto ad un rifugio per gatti sull’isola di Lanzarote. L’ho fatto perché mi piacciono i gatti, perché conosco bene una delle persone coinvolte nel progetto, e perché credo che sia il caso di dare una mano, quando possibile, anche in piccolo, per convincere il prossimo che siamo brave persone.
E poi ci sono tutta una serie di doppisensi molto goliardici che funzionano solo in inglese, e che perciò vi risparmio.

Il problema, naturalmente, è che quando non si hanno, come si suol dire, “i soldi per far ballare un topo”, aiutare i gatti diventa difficile.
Come fare?
L’unica cosa che posso fare, a quanto pare, è scrivere.
E allora mi sono messo a scrivere.

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Buscafusco ad Halloween

Mi si dice che postare un teaser delle nostre nuove storie a volte serve a suscitare la curiosità e l’interesse dei lettori.
E perché no?
È bello di tanto in tanto tornare ai nostri personaggi preferiti, per cui questo mese i miei sostenitori su Patreon della Five Bucks Brigade si sciroppano una nuova storia di Buscafusco, fatta di gatti neri e nebbie ottobrine.
Una cosa che fa più o meno così…

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Open Outline, un esperimento di scrittura

Ho avviato un nuovo esperimento, su Patreon, coinvolgendo i miei sostenitori. Una cosa che ho deciso di chiamare Open Outline. Ho la fortuna di poter contare sul supporto di un gruppo di persone molto molto in gamba, e quindi mi è parsa una buona idea quella di metterli a lavororare per me.

L’Open Outline funzionacosì: il primo del mese (oggi, ad esempio), io posto un incipit, diciamo più o meno la prima pagina di un racconto. I miei sostenitori sono invitati a dirmi la loro. Farmi domande, certo, ma anche proporre sviluppi, suggerire comela storia potrebbe andare avanti. Fornire opinioni e dettagli sui personaggi, sui luoghi. Alla fine della settimana, le idee migliori verranno inserite negli appunti della storia, e ne ricaveremo qualche indicazione su come il racconto debba proseguire.
E poi partiremo con un secondo giro di brainstorming.
E poi di nuovo.

In questo modo, alla fine del mese io avrò un pool di idee e di situazioni, ed idealmente una sorta di delineatura, del mio racconto – racconto che scriverò e presenterò ai miei sostenitori il mese successivo.

Si tratta di un ottimo esercizio, che mi obbliga a restare flessibile ed adattabile, ed a scrivere comunque, qualunque cosa arrivi sul mio piatto, e come il mio esperimento dell’anno passato, con l’amico Fabrizio Borgio, quando ci trovammo un giorno d’estate a scrivere una storia ciascuno, a macchina, a partire da un’idea fornita dal pubblico… come Tastiere Roventi, dicevo, anche Open Outline è un modo per mostrare come ci sia ben poco di mistico nel lavoro di chi scrive.

Non è come rintanarsi in qualche fumoso locale per scrivere nella notte, sorseggiando rhum e ascoltando jazz in compagnia della Musa.
È rischioso, imprevedibile, e divertente.
E badate, a me piace il jazz… questo però è più divertente.

E chissà che non attiri altre persone sul mio Patreon.
Perché sapete cosa dicono, vero…?


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L’Autunno di Patreon: Cose a venire n°5

Come ho già accennato, dedicherò i prossimi tre mesi a cercare di far crescere la mia pagina Patron. Voglio offrire più benefici ai miei sostenitori e possibilmente attirarne di più.
In tutta onestà, mi piacerebbe poter essere in grado di pagare il mutuo con Patreon – e questo significa lavorare di più, offrire più qualità e maggiori vantaggi alle anime coraggiose che hanno voglia di giocarsi qualche soldo ogni mese sulla mia capacità di fare qualcosa di decente.

Per questo motivo ho deciso di aggiungere un nuovo livello alla mia pagina Patreon, un livello di donbazione più elevato, ben al di sopra delle già vertiginose altezze del 10 Bucks Lounge – qualcosa che chiamerò Writers’ Workshop, perché questo nuovo livello sarà dedicato a chi scrive.

Il Writers’ Workshop vi costerà 25 dollari al mese, per un minimo di due mesi. Sono molti soldi, quindi cosa vi offro in cambio?

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Dieci minuti prima che arrivino i selvaggi

Da un sacco di tempo mi gingillo con l’idea di mettere in piedi un podcast – ne abbiamo parlato spesso, su queste pagine.
Oggi, in occasione dell’International Podcast Day, ho messo online il primo episodio – in inglese e in italiano – di 10 Minutes Till the Savages Come, un podcast risercato ai miei follower su Patreon.
È un esperimento per mettere alla prova una delle tante nuove funzioni di Patreon, e per provare a fare qualcosa di nuovo.

Stando a quelli che se ne intendono, i blog sono morti – se volete comunicare con le masse attraverso i media (come cantava Joe Jackson) dovete usare un podcast o un vlog, perché la parola scritta è lenta e impacciata.

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Lulù, Hunter S. Thompson e la retorica nerd – ovvero, l’infinità del vuoto

La notte passata ho speso un’oretta a guardare un vecchio documentario della BBC sulla buonanima di Louise Brooks. Forse non tutti sanno che la Brooks, oltre ad essere una figura iconica del cinema muto e dell’era del Jazz, fu anche, negli ultimi anni della sua vita, una straordinaria scrittrice di cinema. Lei c’era stata, ad Hollywood, fin dall’inizio. Aveva lavorato coi peggiori scalzacani e con i supremi artisti, era stata parte di quella cosa incredibile che è Pandora’s Box, e poi aveva vissuto un declino drammatico. La scrittura era stato il suo strumento di rinascita, l’atto di rivalsa di un’attrice mediocre (parole sue) che aveva sempre solo recitato se stessa, ma che aveva tenuto occhi ed orecchie aperti, ed aveva vissto, conosciuto, imparato.

E quello che segue sarà un discorso che andrà un po’ in tutte le direzioni per poi cercare di convergere su un solo punto.
Siete stati avvisati.

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