strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La signora e il gibbone

Emily_HahnAd un certo punto, nella prima parte di The Ministry of Thunder (non so, credo attorno a pagina 751), c’è un ricevimento al consolato italiano al quale partecipa anche una scimmia col pannolone.
La cosa ha turbato alcuni lettori, mi si dice – sapete, il fantasy, la sciocchezza, le implausibilità, mio dio come si fanno a scrivere certe cose…

E tuttavia la scena corrisponde in effetti a verità.
La scimmia in questione si chiamava Mr Mills, ed apparteneva ad una cittadina americana, Emily (talvolta Emilie) Hahn.

Nel 1937 Emiy Hahn si trovava a Shanghai per noia, ed era felicemente coinvolta in una quantità di relazioni sentimentali piuttosto complicate, oltre ad essere un’oppiomane entusiasta.

“Anche se ho sempre desiderato essere un’oppiomane, non è questo il motivo per cui sono venuta in Cina.”

E aveva una scimmia. Col pannolone per le occasioni mondane.
Donna interessante, Emily Hahn.
Possiamo esimerci dal dedicarle un post? Continua a leggere


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Non solo chi corre sulla lunga distanza…

34-1La notte passata ho messo via i libri.
Il DePinet e il Thurman-Burton di oceanografia, The Complete Idiot’s Guide to the Oceans, il libro sui Kraken e Into Darkness di Robert Ballard. Homo Delphinus di Mayol e The Oceans di Sylvia Earle.
Entering Space di Robert Zaubrin e un paio di vecchi libri sulla pirateria.
Collapse di Jared Diamond.
Making Space Happen della Berinstein e la raccolta di articoli di Richard Feinman.
The Sea Around Us e The Edge of the Sea di Rachel Carson.

La seconda stesura è quasi completata.
Passerò il pomeriggio a dare le ultime, inevitabili martellate alla struttura, e poi Tethys, che in lavorazione si chiamava Matter/Energy partirà alla volta dell’editor. Continua a leggere


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La strada verso le stelle

Qualche giorno fa mi è stato segnalato un articolo scritto da Alastair Reynolds, e pubblicato sul sito della reuters.
Lo trovate qui.
Leggetelo.

Fatto?
Bene.

Il pezzo di Reynolds è una equilibrata – anche se un po’ freddina – analisi delle implicazioni della Teoria della Relatività per il viaggio spaziale.
L’iperspazio non esiste – questo sembra confermato da ogni nuovo esperimento.

Dreams of warp drives and hyperspace are just that — dreams.

Arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima richiede un sacco di tempo.
E chi ha la voglia, i soldi e la motivazione per spenderlo, tutto quel tempo?

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L’articolo di Alastair Reynolds si intitola Will Humanity Ever Reach the Stars?

E io sarei quasi tentato di rispondere, Define Humanity. Continua a leggere


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C’era una volta (1967)

Trovo sconfortante che così tante persone parlino di fantasy senza conoscere le basi.

Questa è una scena da C’era una volta, un film di Francesco Rosi del 1967.
Basato sul Pentamerone e su Lo Cunto de li Cunti.
Proprio come il film presentato da Matteo Garrone a Cannes, – che credo lo rispetti, e lo conosca bene.
È un fantasy? Continua a leggere


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Pizza, Cinese o Kebab (5) – Alessandro Girola

Intervistare un blogger non ha molto senso – dopotutto, per sapere cosa gli piace, cosa gli interessa, come si pone nei confronti dei grandi quesiti dell’universo, basta leggere il suo blog, giusto?

E allora proviamo a fare qualcosa di diverso – proviamo a chiedere ai blogger quelle cose che nessuno gli chiede, quelle cose delle quali non necessariamente parlano sui propri blog.
Proviamo a fare qualcosa di divertente.

Alessandro Girola è un blogger e autore indipendente – gestisce il blog Plutonia Experiment e ha appena lanciato Quantum Marketing.
Non siamo i primi ad intervistarlo, certo non saremo gli ultimi, ma dannazione, nessuno è mai riuscito o riuscirà  a chiedergli le cose che gli chiederemo noi. Continua a leggere


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Case di vetro e Google Translate

94e43c10d0c9b6505639723928f580b82765ab8dGli anglosassoni dicono che chi vive in una casa di vetro non dovrebbe tirare pietre.
Strana gente.
Il fatto è che la traduzione fa un po’ perdere ritmo al proverbio, lo annacqua, lo sgasa… il sapore diventa piatto.
È uno dei rischi che si corrono con le traduzioni.

Molti anni or sono, Philip K. Dick si inventò un gioco – un gioco, badate bene, che all’epoca lui poteva solo immaginare, perché la tecnologia alla base di questo gioco all’epoca non era disponibile.

Descritto in Galactic Pot Healer (Giù nella cattedrale, qui da noi) il gioco consiste nel passare un breve testo ad un traduttore automatico, facendo più passaggi, per lingue diverse, fino a ritornare alla lingua di origine.
I giocatori devono indovinare la frase originale.

Negli anni ’90, morto Dick ma divenuta disponibile la tecnologia, noi ci giocavamo usando un programma che si chiamava Italian Assistant.
Machine translation è il nome di questo tipo di tecnologie.
Oggi c’è Google Translate. Continua a leggere


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Il miglior manuale di scrittura del mondo

PenguinBookPlagueStackFramedSi chiacchierava, qualche giorno addietro, di manuali di scrittura, con un paio di amici.
È ben noto che io ormai li colleziono, ne ho letti a dozzine, e non ce n’è uno che non sia in qualche modo utile, e non ce n’è uno che da solo risolva tutti i problemi.
Ne ho parlato spesso in passato.
Ma c’è una cosa che ho sentito alcune settimane addietro – e non riesco assolutamente a trovare il link per recuperarla – che faceva più o meno così

Il miglior manuale di scrittura?
Un vecchio paperback della collana Penguin Classics.

Che non è poi una cosa così scema.
I risultati delle attività delle decine di “scrittori” che non leggono sono sotto gli occhi di tutti.

Non ci sono manuali che tengano, il miglior libro dal quale imparare a scrivere è un vecchio classico. Continua a leggere


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Danger Five, la seconda stagione

Avevo segnalato a suo tempo Danger Five, la serie interstiziale australiana, come uno dei prodotti più interessanti della TV mondiale.
L’eleganza delle trame, l’accuratezza storica, la classe della recitazione e la qualità degli effetti speciali rendevano Danger Five un prodotto ineguagliabile.

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Fino ad oggi.
Ora c’è una seconda stagione.
Che spinge tutte le manopole su su, fino a undici.

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