strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Scrivere per guadagnarsi da vivere

Ho appena iniziato una nuova serie sulla mia pagina di Patreon, a proposito degli aspetti pratici (e personali) della scrittura, quando scrivere non è il tuo strumento per rimorchiare, ma è ciò che paga le bollette e ci tiene a galla. Niente di stravagante, solo una serie di post su come risolvo determinati problemi, su come affronto determinati aspetti del lavoro.
La serie si chiamerà: Nuts & Bolts – Scrivere per guadagnarsi da vivere.

Inizierò con un post di 1000/1500 parole al mese, per tutti quelli che mi supportano con 1 $ o più. Poi vedremo se la cosa cresce.
Questi post appariranno esclusivamente sulla mia pagina Patreon, sia in inglese che in italiano. Perché è bello essere miei sostenitori Patron (o almeno così dicono).
Vediamo cosa succede.


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Odds and Ends n°7

Ho appena pubblicato la settima raccolta di Odds and Ends per i miei sostenitori su Patreon: questa volta libri molto economici (un classico di fantascienza e una insolita serie di romanzi di spionaggio post-apocalittico), due cortometraggi, un pacchetto di materiale di gioco cyberpunk, un tour guidato di Roma, e una macchina per fare i propri rumori ambientali.
Perché è bello essere miei sostenitori su Patreon.


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I guardiani del canone

Avete mai l’impressione che manchi qualcosa? Come quando c’è una parola che proprio non vi viene, ce l’avete sulla punta della lingua ma no, niente, e vi viene il dubbio che siano i primi sintomi dell’Alzheimer? Per me è statocosì nelle ultime settimane, dopo aver letto alcune interessanti discussioni su scrittura, pubblicazione, marketing, e alcune ipotesi abbastanza discutibili sul rapporto tra qualità della scrittura, narrativa di genere e intento autorale. C’era qualcoisa che mancava, in tutta la discussione, ma cosa?
L’illuminazione è venuta nelle prime ore di questo 15 Febbraio 2019, e così ho pensato di mettere giù io qualche idea. Non posso garantire che questo sarà un post coerente – il discorso è piuttostocomplicato.
Posso garantirvi però che sarà lungo. Consideratevi avvisati.

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Sistema Binario

Quando un malfunzionamento causa la distruzione della New Amsterdam, un vascello di terraformazione, all’ingresso del wormhole che la dovrebbe portare al sistema Cygnus, solo uno degli scienziati di bordo, la canadese Cordelia Kemp, sopravvive quasi per caso in una capsula di salvataggio. Sparata oltre i confini dello spazio esplorato, Delia atterra su un pianeta in orbita attorno a una stella doppia, sul quale nove anni terrestri di inverno glaciale si alternano a un solo anno di estate cocente. Per Delia il nome del gioco ora è sopravvivere, ammesso che abbia un senso…

L’inglese Eric Brown, classe 1960, è un eccellente mediano della fantascienza, che ha per antenati letterari autori come Poul Anderson o Harry Harrison. Scrive space opera con un occhio alle idee classiche del genere – pianeti alieni, strane civiltà, avventure e meraviglie – e un occhio a tematiche più moderne – l’ambiente, l’evoluzione, l’esplorazione scientifica. Il fatto che riesca a confezionare romanzi che si leggono in un amen senza tradire le due anime del genere è di per sé un fatto degno di nota. Il fatto che lo faccia mantenendo una scrittura elegante e riuscendo a tratteggiare dei personaggi credibili e dei mondi nei quali il lettore si trova immerso fin da pagina uno è ciò che lo rende qualcosa di più dell’escapismo che spesso viene associato al suo genere di elezione.

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La strana faccenda del vampirismo psichico

Dion Fortune si chiamava in realtà Violet Mary Firth, ed era nata in Galles nel 1890, da una famiglia della media borghesia. Pubblicò due volumi di poesia mentre studiava prima agraria e poi psicologia e psicanalisi all’università di Londra. Particolarmente preparata nella gestione del pollame (sì, suona strano), a ventitré anni entrò come insegnante d’appoggio in una scuola di orticoltura per ragazze con problemi psichiatrici.

Durante la prima guerra mondiale mise in piedi un’azienda che commercializzava prodotti derivati dal latte di soia. Nel frattempo aveva cominciato a interessarsi all’esoterismo ed in particolare al fenomeno delle memorie di esistenze precedenti. Poi entrò in contatto mediatico con i Maestri Ascesi (come è normale che succeda), fu per un certo periodo membro della Golden Dawn e del movimento Teosofico, ma rimase sempre, per il resto della sua esistenza, fermamente cristiana e comunque informata, nelle proprie teorie esoteriche, dalla pratica della psicanalisi. Nel corso di una breve carriera – morì a 56 anni – scrisse romanzi e trattati sull’occulto, studiò a fondo – fra le altre cose – il mito di Atlantide e le leggende arturiane, mise in piedi una rete di medium e mistici con lo scopo di contrastare l’avanzata del Nazismo, e in generale si configurò come una delle più importanti figure della cultura esoterica del ventesimo secolo.
Ottimo lavoro, Violet.

E sì, questa potrebbe essere la Storia fatta coi Cialtroni. Ma anche no.

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Odds and Ends n°6

Ho appena pubblicato la sesta selezione di Odds and Ends per i miei sostenitori della Five Bucks Brigade su Patreon. Questa settimana, cenare come se fosse il 4000 aC, un modo per impedire al vostro gatto di rovinarvi i libri, un gioco di ruolo di Umberto Pignatelli, un cortometraggio d’animazione vincitore dell’Oscar, e l’opportunità di difendere la Frontiera contro Xur e l’armata di Ko- Dan.
Perché è bello essere miei sostenitori su Patreon.


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Purtroppo

Mi fa piacere, fa molto piacere, scoprire – grazie a una foto scattata al volo da un amico – di essere stato citato in un testo che offre una panoramica sullo stato del fantastico italiano. Sono piccole soddisfazioni che contano.

Certo, il paragrafo in cui vengo citato si apre con Purtroppo, il che se vogliamo è anche abbastanza comprensibile, però a leggere così si direbbe che alla lunga io sia bravino. E mi viene riconosciuto il fatto di essere un esperto di letteratura fantastica, che è molto di più di quanto non accada normalmente.
Gloriosi risultati di una gioventù buttata.

Ci sarebbe molto da dire sulla piccola editoria e sull’editoria digitale, ma non qui, non oggi.
Per ora mi godo questa piccola ma piacevole riconoscimento – arrivato proprio quando ho deciso di non scrivere più narrativa in italiano, per lo meno non a mio nome. Ironico, a modo suo.