strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Crowdfunding – che genere per la storia-bonus?

E così si diceva… visto che il tempo c’è, perché non ringraziare i miei sponsor aggiungendo una seconda storia al crowdfunding?

20.000/30.000 parole, in formato ebook multiplo (epub, mobi, pdf), consegnata attorno al 15 di settembre (giorno più, giorno meno).
E scritta appositamente.

Come scegliere il genere?
Beh, io so cosa mi piacerebbe sapere, ma visto che mi hanno definito mercenario, come dicono i britannici

chi paga il pifferaio, sceglie la canzone.

E allora ecco un sondaggio, a scelta multipla, per generi. Continua a leggere


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Le tette di vetro di Harlan Ellison

Nel 1968 lo scrittore americano Harlan Ellison venne ingaggiato dalla Los Angeles Free Press per scrivere una rubrica settimanale di critica televisiva.
Ellison aveva lavorato a lungo per la TV e aveva vinto due premi come sceneggiatore per episodi di popolari serie televisive – Demon with a Glass Hand per The Outer Limits e City on the Edge of Forever per Star Trek1.
Era quindi la persona giusta per il lavoro.

TheGlassTeatIl risultato fu un ciclo di 102 articoli su cose diverse quali spettacoli comici, talk show, pubblicità, serie televisive.
La prima annata di articoli venne raccolta in un volume della Ace Books intitolato The Glass Teat – Ellison sosteneva infatti che la TV, uno dei mezzi di comunicazione più potenti e rivoluzionari disponibili all’uomo, era stato trasformato in una “tetta di vetro”, alla quale il pubblico si aggrappa in maniera acritica, sciroppandosi tutto ciò che viene passato, senza provare alcuno stimolo a pensare, a riflettere.
Ad immaginare.
La TV come morte dell’immaginazione.
Brutale, ma corretto. Continua a leggere


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Sulla funzione della fantascienza – una lettera alla mia mamma

Qualche giorno addietro, sul suo profilo Facebook, la mia amica Lucia stava facendo un discorso su quello strano atteggiamento ancora molto radicato, per cui se leggi horror devi essere o un satanista, o uno che crede che ci sia il babau sotto al letto.
E se leggi fantascienza, naturalmente, “credi agli alieni”.

Nel corso della discussione è venuta fuori un’altra frase piuttosto frequente, vale a dire

ma perché non leggi qualcosa che abbia attinenza con la realtà?

di solito accompagnata, esplicitamente o implicitamente, dal corollario

il tuo è desiderio di evadere dalla realtà

Io questi discorsi me li sono sentiti fare dalla mia mamma per circa trentacinque anni – più o meno dall’età di 15 anni, quando la pila di Urania cominciò ad essere rimpiazzata da Fantacollana e Cosmo Oro, e poi da quei tascabili americani con quelle copertine molto dubbie.
Mia madre era un’appassionata di romanzi storici e, in maniera minore, di polizieschi, e rifiutava quasi istintivamente la fantascienza e il fantastico in genere.
Poi è vero, l’ultima cosa alla quale si appassionò prima di andarsene fu Firefly.
Mia madre era una browncoat.

Però quella domanda

ma perché non leggi qualcosa che abbia attinenza con la realtà?

è stata lì per tutta la mia vita.
E allora adesso, che la discussione di là sul profilo di Lucia me l’ha fatta tornare in mente, è ora di rimediare.
Magari c’è ancora tempo.

Oh, questo sarà un post lungo – sapete com’è quando è tanto che non ci si sente, vero?

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Raygun Gothic, chi era costui?

La categoria Raygun Gothic ha suscitato una certa curiosità, quindi ci faccio un post. Così, tanto per fare due chiacchiere – lo sapete che io a questa cosa delle etichette non è che ci creda troppo.
Questo è un testo scritto alla svelta, e senza pretese di esaustività.

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Raygun Gothic.
Il termine lo ha inventato William Gibson – e di solito, per il puro gusto di irritare i fanz del cyberpunk, mi diverto a dire che è la cosa migliore fatta da Gibson.
La definizione si trova in una storia di Gibson intitolata The Gernsback Continuum, e fa più o meno così…

Cohen introduced us and explained that Dialta was the prime mover behind the latest Barris-Watford project, an illustrated history of what she called “American Streamlined Modern.” Cohen called it “raygun Gothic.” Their working title was The Airstream Futuropolis: The Tomorrow That Never Was.

Io una volta lo chiamavo il futuro attraverso gli occhi di ieri (dal titolo di unprogetto ideato all’ultimo anno di liceo, e mai sviluppato).
Si tratta di una estetica, più che di un genere – viene di solito descritto come il look “fantascientifico” o “futuribile” degli anni che vanno da Metropolis di Fritz Lang a Star Trek, la serie originale.
Però anche Barbarella è affine al genere. E Mars Attacks. Continua a leggere


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Santi & Fattucchiere – una settimana dopo.

E così siamo a una settimana dall’avvio del crowdfunding per Santi & Fattucchiere e i risultati mi hanno lasciato assolutamente sorpreso.
Mi sento un po’ come Sally Field.
Era Sally Field, vero?
Sì, era Sally Field.

Il lavoro sulla novella procede conunbuon ritmo nonostante la calura, e se la struttura si sta complicando, mi sto divertendo a riscrivere la storia e la geografia dell’Astigianistan per adattarlo alle mie esigenze – prima fra tutte quella di non vedermi piovere delle molotov in cortile.

Se riuscirò a stare nei tempi – e credo proprio che ci riuscirò – allora a questo punto credo che tre mesi siano davvero tanti.
Mi sa che dovrò aggiungere un secondo ebook al primo.
Un altro volume di 20/30.000 parole potrebbe starci, tra qui e settembre.
E questa volta potrei far scegliere per lo meno il genere ai lettori del mio blog.
Che sareste voi.

Che ne dite?

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Cineforum 1 – seguirà dibattito

Mi sono inventato il mio piccolo festival del cinema, nel mio piccolo cineclub immaginario. Una cosa semplice, da fare in due serate durante il weekend – due film al venerdì, due film al sabato sera – o per gli irriducibili, come tutto in una notte.

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Non ci provo neanche a proporlo a qualcuno. Finirebbe come tutte le altre volte.
E allora ve lo regalo.
Il mio personale piccolo film festival, il primo dell’estate – potrei proporne uno alla settimana fino a che non riaprono le scuole. Ci penserò.

Ma per cominciare, eccolo qui.
Potete farvelo per conto vostro sullo schermo del PC, o chiamare un po’ di amici a casa, ordinare delle pizze e farvi il vostro festival in soggiorno.
Potere usare uno dei film come date movie, o anche tutti e quattro.
O potete metterlo in piedi in parrocchia, o al cineforum di vostra fiducia, o nella vostra associazione culturale preferita, o dove vi pare.

Se lo fate, poi fatemi sapere nei commenti come è andata.
E datemi il credito per l’idea. Solo quello.

Questo è il mio primo cinefestival – si intitola

Ballando Fuori dalla Crisi

seguirà dibattito.

E ora, i trailer delle quattro pellicole:
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Liebster Award!

Il compianto Gianluigi Marianini sosteneva che se uno ha il buon gusto di non morire prima, prima o poi una laurea ad honorem gliela danno.
E così, nel suo decimo anno di vita, strategie evolutive ha incassato oggi – mentre io non c’ero – il suo primo Liebster Award, grazie ai buoni auspici di Kara Lafayette del blog Secondo Kara Lafayette.
Se volete sapere cosa sia e come funzioni il premio, le regole le trovate qui.

liebster-award2-720x288Lo scopo conclamato del Liebster Award è quello di far conoscere altri blog – e quindi mi si richiede di segnalare undici blog meritevoli del premio, rispondere alle undici domande ideat da Kara Lafayette per la dannazione dei suoi nominati, e proporre le mie undici domande.
Non necessariamente in quell’ordine.
Perciò, cominciamo con le domande di Kara… Continua a leggere


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Quel che resta di un altare

Sono andato a scavare nelle scatole e ho tirato fuori i miei (pochi, ahimé) CD della Orpheus Chamber Orchestra, per rimpiazzare High Adventure di Kenny Loggins sul mio lettore.
51vf6rrPb-L._SX298_BO1,204,203,200_La colpa, credo, è di Phil Rickman, e di The Remains of an Altar, uno dei libri ricevuti in regalo per il mio compleanno – un romanzo interamente incentrato sulla figura di Edward Elgar.
Ma è meglio di così.

The Remains of an Altar appartiene alla serie di Merrily Watkins, ma per quanto la serie abbia una sua cronologia interna, lo si può leggere indipendentemente dagli altri.
Merrily Watkins è una sacerdote1 anglicana “Deliverance consultant”, che sarebbe poi più o meno un esorcista per la chiesa anglicana.
I romanzi sono uno strano connubio di sovrannaturale e poliziesco, con il poliziesco a dominare sulla trama. È come se Phil Rickman volesse dirci che il male compiuto dagli uomini è molto più immediato e tangibile di quello – presunto – che proviene dall’aldilà. Continua a leggere