strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un’estate al mare con Paura & Delirio

In queste notti estive, con la mia complice Lucia abbiamo deciso di chiacchierare di film acquatici – storie ambientate in mare, in laghi e fiumi, farcite di pescecani, cetacei diversi, coccodrilli e altro materiale da pescheria, con un complemento di sottomarini, navi, canotti e tutto questo genere di cose.

E allora perché non lasciare che i nostri ascoltatori ci suggeriscano un po’ di titoli da rivedere e da discutere?

Abbiamo messo già una nutrita lista, che va dagli anni ’50 all’altro ieri.
Ventidue titoli.
E poi abbiamo messo su un formulario online.
Potete votarne quattro.

I quattro titoli più votati saranno argomento di dibattito e di spoiler su Paura & Delirio.
Ma non vi spiegheremo il finale.


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Fare cose (non potendo vedere gente)

L’estate è ufficialmente iniziata – e se è vero che sono sepolto sotto ad una valanga di lavori da fare, è anche vero che è assolutamente indispensabile spezzare il ritmo. Il rischio altrimenti è che tutti i giorni, sempre e comunque, diventino tutti uguali. Si finisce con l’entrare in un continuum dal quale non c’è via di uscita, e che porta, inevitabilmente, alla depressione ed all’infelicità.

Le restrizioni dovute alle precauzioni che sono ancora necessarie per contrastare il COVID-19 non aiutano.
Perciò, proprio per sopravvivere, ho cercato di preparare un piano per, come si diceva, spezzare il ritmo. E visto che non è possibile vedere gente, l’unica possibilità è fare cose.

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Paura & Delirio, episodio 9 – Ghostwatch (1992)

In questo episodio di Paura & Delirio, diamo un’occhiata al leggendario Ghostwatch, un film per la TV trasmesso dalla BBC la notte di Halloween del 1992. Un mockumentary, un esercizio in metatelevisione, una satira della TV-spazzatura che cominciava ad affacciarsi sui nostri schermi, un monito sui pericoli del credere troppo a ciò che mostrava il tubo catodico.

Ma anche un programma che gettò nel panico decine di migliaia di persone, che causò un suicidio e viene tuttora citato nella letteratura medica per aver causato dei casi di Sindrome da Stress Post Traumatico.
Un film così controverso che per dieci anni la BBC finse che non fosse mai esistito, e ancora oggi non ne parla molto volentieri.

E NOI LO SPOILEREREMO SENZA VERGOGNA

Se volete vederlo prima di ascoltare le nostre chiacchiere, potete trovarne una copia nell’Internet Archive – cercate Ghostwatch.


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Nelle profondità dello spazio, in direzione del Cigno

Uno dei grandi piaceri della lettura è certamente quello di incontrare un nuovo autore, il cui lavoro riesce a sorprenderci e a catturarci. Viviamo in un periodo interessante, e nell’ambito del fantastico e della narrativa d’immaginazione c’è l’imbarazzo della scelta.
Una quantità di ciarpame puerile scritto da cani, mirato a un pubblico che non riesce ad andare oltre il puerile? Certo.
Ma anche cose davvero entusiasmanti. E non da ieri.

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La ricetta e l’ambiente

Un paio di sere or sono ho avuto il piacere di trascorrere una serata col mio vicino di cella Fabrizio Borgio. Abbiamo mangiato un’eccellente (e costosissima!) pizza, ed abbiamo chiacchierato di cose, film, libri, fumetti, progetti passati e futuri. Una di quelle cose che fanno bene al cuore.

Ora, io e Fabrizio non siamo solo conterranei e colleghi- siamo anche praticamente coetanei, ed abbiamo una lunga storia come lettori di fantascienza. Ed essendo stati lettori di fantascienza nello stesso periodo, condividiamo un sacco di letture, ed i nostri gusti si sovrappongono abbastanza bene.

L’altra sera, fra un boccone di pizza e un altro, ci siamo trovati a chiacchierare dei vecchi classiconi coi quali siamo cresciuti – Vance, per dire, o Poul Anderson, o John Brunner – e di come la fantascienza nazionale sembri essersi fermata da qualche parte negli anni ’80, fatta di cyberpunk e di una venerazione abbastanza acritica di Philip Dick, che spesso scivola in una emulazione fallimentare ed imbarazzante.

Fabrizio tra l’altro ha appena pubblicato un suo romanzo di fantascienza – No Gasole – che ha una qualità molto elevata, una bella storia e delle idee interessanti, ma è anche molto molto diverso da ciò che esce mediamente nel nostro paese.
Sarebbe il classico romanzo da presentare come

è fantascienza ma non solo…

… se certi atteggiamenti non ci puzzassero lontano un miglio come sospetti e in bancarotta intellettuale.

Ma com’è, ci siamo domandati, che all’estero – e non solo nei paesi di lingua inglese – la produzione è così vivace, e con punte di qualità tanto elevata, e con una tale varietà e diversità?

Abbiamo provato a darci delle risposte, e poi da lì la discussione ha preso altre pieghe…

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Paura & Delirio, episodio 8: Dr Jekyll & Sister Hyde (1971)

Ottavo episodio di Paura & Delirio, che compie due mesi, e primo film di Casa Hammer per le nostre chiacchierate – e incidentalmente, uno dei film preferiti, sia di Lucia che miei: Dr Jekyll & Sister Hyde, del 1971, che venne distribuito in Italia solo nel 1975, come Barbara, il Mostro di Londra.
Perché noi valiamo.

E questo episodio è zeppo di SPOILER e divagazioni come sempre, e serpeggia da R.L. Stevenson agli Avengers, va a toccare X Files e George Romero, prima di ripiegarsi su se stesso e andare a sescrivere il primo personaggio transgender della storia del cinema horror, il nudo integrale di Martine Beswick, le vampire discinte della Hammer e l’ipotesi che Jack lo Squartatore fosse una donna.

Speriamo vi divertiate ad ascoltarlo quanto noi ci siamo divertiti a inciderlo.


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Imperfetta, ma intervista

Giulietta Iannone ha appena postato su Liberi di Scrivere la trascrizione della mia intervista di ieri su Facebook.
Nonostante l’orrore lovecraftiano dei commenti annidati di Facebook, è stato molto divertente per me e – spero – per i partecipanti, ai quali va la mia gratitudine per la chiacchierata.
Dobbiamo rifarlo.

Se siete interessati, il testo completo è qui.


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Intervista Imperfetta

Stando alle ultime notizie, nel tardo pomeriggio di lunedì 22, che sarebbe poi tre tre giorni, prenderò parte a Interviste Imperfette, una iniziativa di Liberi di Scrivere e di Giulietta Iannone che da anni cura questo blog letterario.

L’idea è semplice e malevola – sul gruppo Facebook del blog ospitante, a partire dalle 18.30 di lunedì, risponderò in diretta alle domande del pubblico, che così avrà modo di constatare quanti errori di battitura io faccia quando scrivo in fretta (ma chi segue strategie ha già un’idea a riguardo).

Per il momento, l’annuncio della mia partecipazione ha suscitato un livello di interesse pari a quello di una festival di poesia dell’Abkhazia, il che mi porta a pensare che lunedì su Facebook ci saremo solo io, Giulietta perché deve, ed i cespugli che rotolano. Però chissà… potrebbe essere una buona occasione per mettermi in imbarazzo.

Nel caso, sapete dove trovarmi…