strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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A lezione dall’Imperatore dei Sogni

41KzS9Z8PWL._SY344_BO1,204,203,200_Ho recuperato dal mio scaffale la mia copia di The Emperor of Dreams, la monumentale collezione di racconti di Clark Ashton Smith pubblicata da Gollancz.
Di Smith ho talvolta l’impressione di aver letto tutto – in una dozzina di edizioni differenti.
Dallo Zothique della Nord a quello della Necronomicon Press, dalle decine di volumetti pubblicati da Fanucci e Newron alle antologie della Chaosium.
Il volume Gollancz ha il vantaggio di avere tutto in un solo posto, in 580 pagine, tutto l’essenziale di Klarkash-Ton.
Una specie di breviario.

Smith ebbe una strana carriera – poeta apprezzatissimo, decise di dedicarsi alla narrativa fantastica su suggerimento di Lovecraft, come modo per sbarcare il lunario, e dopo la morte di Lovecraft cessò quasi completamente le pubblicazioni. Continua a leggere


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Tin Whistle & Ukulele

Quello che vedete fotografato qui sotto è un Tin Whistle della Clarke.ClarkeOrigWhistleSi tratta di uno zufolo di latta a sei fori, “inventato” nel 1843 da Robert Clarke – una evoluzione di strumenti precedenti di solito legati alla musica popolare Scozzese, Inglese e Irlandese, o più genericamente “celtica”1.
Clarke, che all’origine faceva il bracciante e suonava per diletto,ebbe l’idea di creare uno zufolo di latta con un’imboccatura di legno (secondo la leggenda ricavata da uno dei fermagli del corsetto di sua moglie) quando si ritrovò disoccupato. Quella di fabricante di pifferi divenne la sua professione, praticata dal vivo nei mercati, in compagnia del figlio. Poi aprì una fabbrica a Manchester e fece un sacco di soldi, vendendo i suoi flauti metallici a mezzo penny l’uno2. Continua a leggere


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Weekend col Kraken

E così il mio secondo romanzo è uscito dal limbo della prima stesura ed è entrato nell’inferno della stesura definitiva.
E tutto considerato temevo peggio.
Ci sono falle da tappare, dialoghi da raffinare (o aggiungere, o riscrivere) e parti che andranno tagliate senza pietà.
E poi polpi.
Più polpi.

revit-octopus

Il fatto è che la mia nuova storia si svolge prevalentemente sott’acqua1, a bordo di un sottomarino chiamato Tethys.
Gli uomini e le donne del Tethys sono i protagonisti centrali del romanzo, ma nella loro avventura sono coadiuvati da “I Ragazzi” – un complemento di cinque polpi bioingegnerati (potremmo dire upliftati) per essere un po’ più intelligenti e versatili delle loro già molto intelligenti e versatili controparti non modificate (baseline sarebbe il termine tecnico).

I Ragazzi sono Chris, Dave, Matt, John e Peter.
Ed è arrivato il momento di ampliare la loro parte2. Continua a leggere


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Pizza, Cinese o Kebab (4) – Lucia Patrizi

Intervistare un blogger non ha molto senso – dopotutto, per sapere cosa gli piace, cosa gli interessa, come si pone nei confronti dei grandi quesiti dell’universo, basta leggere il suo blog, giusto?

E allora proviamo a fare qualcosa di diverso – proviamo a chiedere ai blogger quelle cose che nessuno gli chiede, quelle cose delle quali non necessariamente parlano sui propri blog.
Proviamo a fare qualcosa di divertente.

Lucia Patrizi ha un blog che si chiama Il Giorno degli Zombi, che si occupa di cinema, prevalentemente horror ma non solo, ed ha pubblicato due ottimi ebook. E non sa cosa l’aspetta… Continua a leggere


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Decisioni consapevoli

LawrenceBlock_GBUn paio di anni addietro, lo scrittore americano Lawrence Block decise di autopubblicare il suo nuovo romanzo, anziché appoggiarsi ad un editore tradizionale. Alla domanda sul perché avesse preso questa decisione (dopotutto come autore pubblicato tradizionalmente aveva all’attivo decine di best seller), Block rispose pragmaticamente

perchè così i soldi li intasco io

Aveva poi articolato più seriamente e a fondo i motivi della propria scelta, certo. Ma il punto era abbastanza chiaro.

Ho ripensato al discorso di block – e alle osservazioni di molti altri autori che ho avuto modo di leggere, da Guy Kawasaki a Holly Lisle – perché negli ultimi giorni ho sentito spesso descrivere l’autopubblicazione come una scelta poco pratica, che non permette a un autore di raggiungere un vasto pubblico, un palliativo, una scelta per gente che vuol togliersi uno sfizio.

Se il mio editore smettesse di pubblicarmi, io smetterei di scrivere, non mi metterei di sicuro ad autopubblicarmi

ha sostenuto qualcuno.
Beh, parliamone.
Pork chop express, a tema editoriale. Continua a leggere


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La grande truffa del rock’n’roll

SNN0913AXX-280_1021276aVe lo ricordate Malcolm McLaren?
Io mi sono trovato a chiacchierare di Mclaren, con il mio amico Marco, durante la libera uscita dal Blocco C che ci ha permesso di incontrarci a Modena.

Nel 1976, McLaren, che fino a quel momento era stato sostanzialmente uno stilista legato ai situazionisti inglesi, dichiarò…

Il rock è fondamentalmente la musica dei giovani, giusto? E un sacco di ragazzi si sentono traditi. Sentono che la musica è stata portata via a loro da tutto quel pubblico sopra i 25 anni.

E così nacque il punk1.

Ora, sarà che sia io che Marco abbamo più di 25 anni, sarà che siamo due vecchi conservatori che ascoltano in giacca da camera musicisti che sanno leggere uno spartito, ma a entrambi non è che McLaren sia mai stato proprio simpaticissimo.
E sì, siamo abbastanza vecchi da ricordare il Voguing.
E allora perchè parlare di lui, visto che abbiamo occasione di vederci sì e no una volta all’anno, per magari un paio d’ore al massimo, e di cose di cui parlare che ci interessano di più della musica punk ce ne sono, mah, svariate centinaia?

Perché noi, in effetti, stavamo parlando proprio di una di quelle svariate centinaia di cose che ci interessano più della musica punk.
Stavamo parlando di scrittura. Continua a leggere

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