strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Una breve lezione sull’importanza del dialogo

C’è una cosa che dovete vedere, e poi parliamo.
È un filmato, e non è lungo – cinque minuti. Sono oggettivamente cinque minuti orribili, ma credetemi, poi, come cantavano i 10cc, ne sentirete il beneficio.
Il filmato è questo… guardatelo.

Nel caso non vi fosse chiaro il discorso, stiamo parlando di contratti pubblicitari.
La gente sta a casa, ha della disponibilità (beati loro), e quindi spendono, e possiamo approfittare di questa situazione con delle pubblicità mirate…
Si parla di centinaia di migliaia di euro, si fanno dei nomi, si citano dei marchi.
Ascoltato, digerito, presi appunti?
Bene, cominciamo con la nostra lezione…

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Viaggiatori stazionari

Si parlava ieri, durante l’ora d’aria qui nel Blocco C, di come debbano sentirsi in questo momento i travel blogger, nel vedere il proprio lavoro svanire per il prossimo futuro. Perché se c’è una cosa che è chiara è che dopo questa facenda del COVID-19, viaggiare non sarà più la stessa cosa.

I pernotti in hotel e resort a spese della gestione in cambio di servizi fotografici e recensioni, i vlog ripresi dalla sala d’attesa degli aeroporti, gli eventi, i festival, il semplice camminare fra la gente in posti diversi, lo stile di vita nomade con tutti i suoi vantaggi e la sua mistica, sono cose del passato. Una intera industria è, di fatto, morta, con tutto il suo indotto – le compagnie aeree chiedono incentivi, albergatori e operatori del settore vedono avvicinarsi la fine, e sì, anche i travel blogger rischiano l’estinzione.
Niente incentiovi, per loro – dovranno “reinventarsi”.

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Vivere in maniera avventurosa

Credo di aver già parlato in passato di Alastair Humphreys, un giovanotto inglese che una ventina di anni or sono lasciò il proprio lavoro di insegnante per fare il giro del mondo in bicicletta. Humphreys è un avventuriero, uno che per vivere viaggia, esplora, fa quelle cose che a molti di noi piacerebbe fare ma non facciamo.

È anche un documentarista, un podcaster e un autore ibrido – e in questi giorni, dopo aver offerto i suoi libri cartacei alle comunità che potevano essere interessate, ha messo gratis il suo ultimo libro, l’autoprodotto The Doorstep Mile – una guida su come riavvicinarsi al concetto di avventura nella vita di tutti i giorni.
Io l’ho letto durante lo scorso invermno, e credo che lo rileggerò prossimamente.
Credo anche potrebbe essere un testo utile per prepararci a ciò che ci aspetta.

Non ho idea di quanto possa durare l’offerta, per cui come dicevano nelle vecchie pubblicità, affrettatevi.

E così, per avere un’idea del personaggio qualora ve lo foste finora perso, ecco il video di quella volta che, emulandol’autore di uno dei suoi libri preferiti, attraversò a piedi la Spagna mantenendosi solo suonando il violino in strada…


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Libri gratis

Un paio di giorni fa, lo scrittore e avventiuriero (o viceversa) inglese Alastair Humphreys, ha twittato la sua disponibilità a spedire in giro un po’ di casse dei suoi libri, gratis, per quelle comunità i cui membri si apprestavano a chiudersi in casa per cercare con l’isolamenbto e l’auto-quarantena di provare a far fronte al diffondersi del Coronavirus.

Non è un gesto isolato – in questi giorni tutti, da Adelphi alla White Wolf (esistono forse due editori più agli antipodi?) stanno distribuendo gratuitamente alcuni dei propri titoli.
È un gesto di solidarietà che non possiamo che apprezzare.

Ora però voltiamoci, e guardiamo nell’altra direzione…

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La settimana dei cacciatori

Sarà vero che rintanata in casa la gente ha cominciato a legere? Beh, perché no, la disperazione porta spesso le persone a compiere gesti inimmaginabili.
Per questo motivo, da oggi fino a domenica (più o meno le misteriore ore di latenza), il primo degli Orrori della Valle Belbo, La Notte dei Cacciatori, è disponibile gratis su Amazon.
Con i miei auguri di buona lettura.
Spargete la voce.


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Moriremo tutti

Non fate quella faccia, lo avete sempre saputo. Appartenete ad una specie che ha questa consapevolezza, e che ha creato interi sistemi di pensiero, intere forme d’arte, interi generi letterari, per negare questa consapevolezza e credere che non ci sia una fine, ma solo un passaggio a qualcosa di altro.

E tuttavia stamani mi è stato detto che comentare “andrà tutto bene” nella presente situazione è una cosa disdicevole, un esempio di orrido egoismo e superficialità che ignorano, ad esempio, le famiglie del crescente numero di vittime che il virus ha già ucciso.

Io credo sia in queste cose che si sente l’odore della paura.

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Merlino

Parliamo di libri, tipo book club, per queste settimane di quarantena e di auto-esilio forzato.
Il ciclo arturiano non sembra godere, di questi tempi, di una particolare popolarità – con l’eccezione de Le Nebbie di Avalon, di Marion Zimmer Bradley, che resiste soprattutto – io credo – nella memoria dei lettori (vedo che è ancora disponibile, a quanto pare in due volumi), il resto della materia di Britannia sembra essere passato in secondo piano, rispetto a quando io ero un ragazzo.

All’epoca avevamo due serie TV (una francese molto filologica ed una inglese allegramente pseudostorica), un cartone animato piacevolmente surreale (The Square Knights of the Round Table, nella versione originale), un film Disney basato nientemeno che sull’opera di T.H. White (che uscì negli Oscar Fantasy), e successivamente una serie di cartoni animati giapponesi, un gioco di ruolo (Pendragon, uscito nel 1985), e poi naturalmente Excalibur di John Boorman… e a ben guardare, anche prodotti diversi come il ciclo di Lyonesse di Jack Vance avevano un che di arturiano.

Poi… basta.

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Il Codice di Fabrizio Borgio

L’aggravarsi della situazione e il prolungarsi della quarantena mi ha tacitamente autorizzato a cedere alla pigrizia e ad allungare i tempi del Quarantine Quartet – il quarto volume uscirà la settimana prossima, salvo incidenti.

Ma nel frattempo potreste farvi un favore e buttare un occhio a Codice Nero, storia pandemica di Fabrizio Borgio, nonché sua prima uscita come self-publisher dopo (e durante) una brillante carriera come scrittore vero.
Nell’accogliere Fabrizio nella vasca in cui nuotiamo noi (autori) ibridi, citiamo di seguito la quarta di copertina:

Tutto il nord Italia è isolato dal resto del paese; una variante del lyssa virus, portatore della rabbia, si sta diffondendo imponendo lo stato di emergenza e obbligando misure straordinarie come quella di armare anche i soccorritori. Ad Asti, una sera, un turno di routine per un equipaggio del 112 piemontese, arriva una chiamata e inizia un incubo.

Per 99 centesimi finché dura la quarantena, non potreste chiedere di meglio.