strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Jack, ti vedo per come mi sento…

Sono così stordito del niente che mi circonda, che non so come abbia forza di prendere la penna per rispondere alla tua del primo. Se in questo momento impazzissi, io credo che la mia pazzia sarebbe di seder sempre cogli occhi attoniti, colla bocca aperta, colle mani tra le ginocchia, senza né ridere né piangere, né muovermi altro che per forza dal luogo dove mi trovassi.

Non ho più lena di concepire nessun desiderio, neanche della morte, non perch’io la tema in nessun conto, ma non vedo più divario tra la morte e questa mia vita, dove non viene più a consolarmi neppure il dolore. Questa è la prima volta che la noia non solamente mi opprime e stanca, ma mi affanna e lacera come un dolor gravissimo; e sono così spaventato dalla vanità di tutte le cose, e della condizione degli uomini, morte tutte le passioni, come sono spente nell’animo mio, che ne vo fuori di me, considerando ch’è un niente anche la mia disperazione.

GIACOMO LEOPARDI
Lettera a Pietro Giordani, 19 Novembre 1819.


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Nuts & Bolts: un libro che si è scritto da solo (sì, OK…)

Negli ultimi sei mesi ho postato sulla mia pagina Patreon una serie di articoli che andavano sotto al titolo di Nuts & Bolts – una collezione di idee sfuse sulla scrittura come lavoro, sulla teoria (poca) e la pratica (tanta) di scrivere per pagare i conti, ed altre amenità.

La cosa è partita per caso ma ora siamo a 22.000 parole, in italiano e in inglese (perché Nuts & Bolts esce in versione bilingue), e potrebbe essere il momento giusto per metter un punto fermo, ripulire e riorganizzare il tutto, aggiungerci qualche migliaio di parole e considerazioni extra, e poi pubblicare il prodotto finale come Nuts & Bolts, Stagione 1, o qualcosa del genere.
Chissà che a qualcuno non interessi leggere le mie farneticazioni, in ebook o in cartaceo. Potrei addirittura fare un lancio “all’americana”, con uno sconto per chi prenota il libro prima che esca.
Inutile dire che i miei sostenitori su Patreon ne avranno copie gratis e in anticipo rispetto a chiunque altro… di fatto ne hanno già una copia gratis, a puntate, negli archivi. Ma Stagione 1 avrà dei contenuti extra.

E poi, visto che le persone che mi seguono paiono gradire, proseguiremo con la Stagione 2 – più azione, migliori effetti speciali, una nuova canzone dei titoli di testa e altro ancora.
E in effetti “altro ancora” è la parola chiave, questo Settembre – nelle prossime settimane annuncerò una serie di nuovi contenuti per chi mi segue su Patreon, per cui tenete d’occhio queste pagine.
Perché è bello essere miei sostenitori su Patreon.


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Chi avrebbe mai pensato di essere ancora sulla strada dopo tutti questi anni…

WordPress ci tiene a informarmi che strategie evolutive è attivo su questa piattaforma da dodici anni. Che non sono pochi.
Credo sia quindi il caso di farci un post, e ringraziare tutti coloro che sono ancora qui a leggermi, tutti coloro che sono passati da queste parti e ora non passanopiù, e tutti i buoni amici che non ci sono più.

Beh, come dice il poeta…

Well, the road’s been rocky along the way
It’s been a long, hard haul on the motorway
But if it gets too smooth it’s time to call it a day

And there’s gas in my tank and I’ve still got a way to go


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Dry Gulch, Colorado

Ho appena ricevuto la mia copia di Tales from Dry Gulch, l’antologia weird western curata da David B. Riley che contiene anche la mia storia Hank’s Ghosts. Il volume è al momento disponibile sia in formato digitale che in cartaceo tramite Amazon.

Welcome to Dry Gulch, Colorado. The year is 1881 or so, the gold mine has played out, but there’s talk some company from back east is supposedly putting in a zinc mine near town. Folks are friendly in Dry Gulch. Don’t forget to stop by the bakery for a loaf of sourdough bread from Miss Wendy’s secret recipe, then wet your whistle in the saloon next door. Just be sure to tip that piano player. You can get your prospecting supplies from the Dry Goods Store. And you can catch up on Mrs. Duncan’s cat in the pages of the Gazette. Keep an eye out for Henry, the town drunk. He likes to tell folks about the ghosts he sees, if you buy him a drink.Dry Gulch is easy to get to. Just saddle up and take a ride out to the weird, weird west.

Avendo esordito in inglese come autopubblicato proprio con un weird western, Tyrannosaurus Tex, questo è per me una specie di graditissimo ritorno alle origini.

E prima che me lo chiediate no, non mi risulta prevista una edizione in italiano.


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Meno di un biglietto d’auguri

Sto leggendo un buon libro, su due ragazze che hanno fatto da Bangkok a Brighton in quello che è, di fatto, un ApeCar.
Un’avventura messa in piedi per beneficenza – e il volume non contiene solo i diari delle due ragazze, ma anche un bel po’ di materiale documentario su come organizzare e finanziare quattordici settimane on-the-road senza mai averlo fatto prima.
Ottima lettura.

Me lo hanno regalato.
E questo post è qui non per pubblicizzare il libro (che si intitola Tuk Tuk to the Road, e costa meno di due euro, comunque, ed è molto divertente ed istruttivo), quanto per segnalare a chi se lo fosse perso che da qualche tempo, finalmente, anche in Italia è possibile regalare ebook via Amazon.
Prima era impossibile perché… ah, presumo perché in Italia è differente.

Ma ora non siamo più differenti, per lo meno in questo, ed è un’eccellente notizia per tutti noi che abbiamo degli ebook su Amazon, perché ora i nostri fan (ammesso che ne abbiamo, naturalmente) possono semplicemente regalare il nosro lavoro ai loro amici. Anche se non hanno un Kindle. perché possono leggere gli ebook agevolmente con l’app sul cellulare.
Bello liscio.

Si tratta del modo migliore possibile per far conoscere un autore o un libro che ci piace ai nostri amici – è meglio di un consiglio, o di una minaccia armata: gli si schiaffa l’ebook direttamente sul lettore o sul cellulare.
E costa – di massima – meno di una cartolina o di una colazione al bar.
Onomastici, compleanni, feste comandate…
Pensateci.
I vostri autori preferiti ve ne saranno grati.
E chissà, forse anche i vostri amici.


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The Earphones Diaries: il Ritorno

Sono lieto di annunciare che The Earphones Diaries, le mie recensioni quotidiane non corrisposte e per lo più indesiderate dei dischi che sto ascoltando, è tornato online dopo una pausa di due settimane a causa di qualcuno che ha segnalato il mio account Instagram.
Potete trovare The Earphones Diaries qui o in basso nella parte inferiore della barra laterale, o sul mio profilo Facebook.
È musica
Forse musica che non vi piace, forse musica che non conoscete, forse musica che vi piacerebbe provare ad ascoltare.


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Una storia che potrebbe esservi familiare, e come va a finire

Nel 20° secolo l’aumento della popolazione e la domanda di beni materiali spinge a una maggiore produzione industriale, che cresce a una velocità maggiore rispetto alla popolazione. L’inquinamento causato dall’aumento dell’attività economica aumenta, ma a partire da un livello molto basso e non influisce seriamente sulla popolazione o sull’ambiente.
Tuttavia, la maggiore attività industriale richiede input di risorse sempre crescenti (nonostante il miglioramento dell’efficienza) e l’estrazione delle risorse richiede capitale prodotto dal settore industriale (che produce anche beni di consumo). Fino a che la base di risorse non rinnovabili non è ridotta a circa il 50% del livello originale o finale, solo una piccola parte (5 per cento) del capitale totale viene allocata al settore delle risorse, essendo queste ancora facilmente ottenibili o di alta qualità. Tuttavia, poiché le risorse scendono al di sotto del livello del 50% nella prima parte di il 21° secolo e quelle rimaste diventano più difficili da estrarre e elaborare, inizia ad aumentare l’investimento del capitale necessario. Ad esempio, nel momento in cui si scende al 30% della base di risorse originale, la frazione del capitale totale che è assegnato al settore delle risorse raggiunge il 50% e continua ad aumentare mentre la base di risorse viene ulteriormente esaurita.
Con una significativa percentuale del capitale destinato all’estrazione di risorse, nonostante una intensificata attività industriale (per soddisfare le molteplici richieste di tutti i settori), la produzione industriale effettiva (pro capite), non avendo fondi allocati sufficienti (li stiamo usando per le risorse) inizia a diminuire precipitosamente attorno al 2015, mentre l’inquinamento derivante dall’attività industriale continua a crescere. La riduzione degli input per l’agricoltura da parte dell’industria (che deve focalizzarsi sulla ricerca di risorse), combinata con gli impatti dell’inquinamento sui terreni agricoli, porta a un calo delle rese agricole e quindi una diminuzione della quantità di cibo prodotto pro capite. Allo stesso modo, i servizi (ad es. Salute e istruzione) non sono mantenuti a dovere a causa di capitale e input insufficienti.
La diminuzione della fornitura pro capite di servizi e alimenti provoca un aumento del tasso di mortalità a partire dal 2020 circa. La popolazione globale quindi diminuisce, al ritmo di circa mezzo miliardo per decennio. A partire dal 2030 circa gli standard di vita medi per la popolazione aggregata (ricchezza materiale, cibo e servizi pro capite) riflettono sostanzialmente le condizioni dell’inizio del 20° secolo.

Vi suona familiare?

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Due metri di libri rossi e un mazzo di carte

Anni addietro, quando ancora esistevano le bancarelle dei libri in Corso Siccardi a Torino, i librai e i frequentatori abituali rimasero abbastanza colpiti dall’elegante gentiluomo che chiese di poter comperare due metri di libri rossi.
Che libri? Di che genere, su quale argomento, di quali autori…?
Non aveva importanza. Aveva uno scaffale in soggiorno da riempire, e gli servivano due metri di libri rossi.
La cosa assunse toni leggendari mano a mano che, nel corso degli anni successivi, veniva ripetuta e raccontata tra risate a denti stretti, sospiri e un misto di incredulità ed oltraggio. Esiste forse qualcosa di più orribile, per chi ama leggere, che sentire una cosa del genere?
Sì.

Ora, leggevo su Town & Country stamani, mentre bevevo il mio tè… perché ammettiamolo, c’è forse qualcosa che dica più chiaramente SCRITTORE DI SUCCESSO che leggere Town & Country sorseggiando un tè nella propria casa di campagna? … leggevo, stavo dicendo, che Gwyneth Paltrow ha ingaggiato un “personal book curator” per farcirle gli scaffali di casa. Uno che compra i libri al posto suo, in modo che gli scaffali abbiano il look giusto.

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