strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Edera Rossa

16 commenti

C’è molto di positivo da dire riguardo al lavoro manuale.

Oggi, previa una modica spesa – dieci euro scarsi, prelevati dal Salvadanaio della Follia (dove si accumulano i fondi per le imprese disperate) – ed approfittando di una bella giornata di sole, ho messo a dimora due piante di edera rossa.
Con un po’ di pazienza e un po’ di fortuna, in capo a qualche mese, il mio balcone sarà avvolto dall’edera.
Con un po’ più di pazienza e un po’ di lvoro, in capo a qualche annetto avrò la facciata della casa, dalla parte della mia stanza, foderata di edera, che farà pendent con quella che, dall’altra parte del cortile, si arrampica sù per il palo della luce.

Niente di troppo complicato.
Si prende il vaso, si piazzano dei cocci sui fori sul fondo, in modo da limitare il drenaggio, si sistema un po’ di terriccio, in modo che ce ne sia una spanna sul fondo, e poi si sistemano sopra le due pianticelle, e si coprono le radici col resto del terriccio.
Fatto.
Si porta il vaso sul balcone, si innaffia, e si aspetta.
Il vaso è grande, e mi avanzavano pochi semi di lavanda – perciò ci ho messo anche quelli.
Niente di troppo complicato.

Pollice verde, io?
No.
Ho usato una piccola vanga da floricultura – nei giorni passati le ho viste in vendita negli autogrill.
Nove euro e novantacinque.
La mia è costata due euro e dieci.
Perché qualcuno in un autogrill dovrebbe comprare arnesi da giardinaggio a quattro volte il loro prezzo?

Ma sto divagando.
Che ci sta, in effetti.
Trattandosi di un lavoro che, ok, richiede un minimo di attenzione, ma non è esattamente come disinnescare un’atomica, c’è tempo per pensare anche ad altro.

Io in effetti non ho pensato agli autogrill, mentre lavoravo.
Ho pensato piuttosto, ad una mia amica chè è stata licenziata trentasei ore or sono, ad esempio, da un posto in cui lavorava da quindic’anni.
Ristrutturazione aziendale, esuberi.
Alle cinque e mezza del pomeriggio le hanno detto che mentre usciva poteva anche svuotare la scrivania ed evitare di tornare il giorno dopo.
Persone con cui lavorava da quindici anni.

L’ho vista ieri sera ed è incavolata nera – aveva il curriculum in formato word sul computer dell’ufficio, e così l’ha lasciato là.
Ora le tocca riscriverselo da capo.

Ed io pensavo a certe cose, mentre mettevo a dimora le mie due piantine di edera.
Che messo così suona maledettamente zen,
Ma non credo che lo sia.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

16 thoughts on “Edera Rossa

  1. Comprare palette da giardinaggio in autogrill è come comprare latte di cactus in Alaska.
    Il lavoro manuale rilassa, salvo fare il minatore, s’intende, e per chi non ha il pollice verde come me già fare quello che hai fatto tu è grande intervento di giardinaggio superlativo.
    Quando alla tua amica, le aziende rubano l’anima dei dipendenti restituendo finti contentini e mettendoli uno contro l’altro, mentendo quando servono, e servendo un bel calcio in culo quando non vanno più a genio.
    Lavoro in una grossa azienda dal 2006, e ho visto gente mandata a casa per antipatia, perchè vestiva di viola, sballottata da un ufficio all’altro per poi agevolare all’uscita, moobbizzare per costringere all’autolicenziamento.
    Fantozzi non è una favola.
    Ci sono colleghi che ti scavalcano sgomitando per arrivare a bollare alle 9.00.
    Figuriamoci i capi, quelli che hanno il potere di licenziare o assumere.
    Mentono, vanno ai worshop in lussuose ville fuori porta dove esperti delle Human Resources insegnano loro come infilare supposte ai dipendenti da dequalificare, ma col sorriso.
    Valicano ponti tibetani di falsità pur di raggiungere i loro obiettivi aziendali che a fine anno verranno tradotti in sonanti premi monetari.
    Non pagano una spesa medica, la benzina, non sanno appendere un chiodo, cosa vi aspettate che siano farciti di umanità?
    Ho visto cose che voi freelance…

  2. Credo che l’umanità sia il minimo che si possa chiedere ad un essere umano.
    Ma forse è vero – certa gente con gli esseri umani ha poco a che fare, ormai.

  3. Sono solidale con la tua amica. Per tutto il resto, non posso che quotare Lady Simmons.

  4. amo le persone che coltivano progetti a lungo termine. l’usa e getta, inteso come velocità nel consumare qualunque cosa, anche i progetti, non fa per me

    love, mod

  5. A me piace la natura e adoro i fiori e le piante, ma purtroppo ho il “pollice nero”, ossia sono del tutto incapace di compiere un qualunque lavoro di giardinaggio.
    Conta che vengo da una famiglia in cui mia madre è una fiorista mancata (ma che tutt’ora si diletta in cortile per ore e ore) e mio padre un contadino a tempo perso (era operaio di giorno e contadino di sera e nel week end).
    La mia scarsissima predispozione per i lavori manuali mi ha sempre causato un sacco di critiche.

    Detto ciò, sono solidale con la tua amica. Come potrei non esserlo?
    Per fortuna io lavoro in un piccolo ufficio – tra l’altro delocalizzato – di una grossa società. Volendo potrei tentare un minimo di carriera, accettando di ricoprire qualche posto di lavoro vacante che ogni tanto sbuca in sede, dove lavorano i pezzi grossi. Ho sempre detto “no grazie”, perché mi va bene tenermi in mio stipendio di sussistenza, un rapporto umano e cordiale coi miei due colleghi, e il fegato libero dalle tossine che accumulerei altrove.
    E poi tutti quei posti che si liberano in sede vorranno pur dire qualcosa, no?

  6. Più alberi meno persone.

  7. Ma la casa della foto è casa tua?

  8. Mi dispiace, sinceratmente, per la tua amica. Sono storie di ordinaria follia che purtroppo si moltiplicano nell’Italia di oggi. E la cosa brutta è che i sindacati sono i meno adatti a risolvere cose come queste, perché usano gli esseri umani come merce di scambio per i loro giochetti. In tanti anni li ho visti sempre lottare per situazioni facilmente risolvibili e di grande impatto mediatico (e parlo a livello locale) ma mai per cose di cui non sarebbe venuto a conoscenza nessuno se non il diretto interessato, che così non riceveva nessuna assistenza solo perché non avrebbe ‘fatto notizia’.
    Temistocle

  9. @ Temistocle: la mia esperienza col sindacato è scarsa (fortunatamente?) ma quando, dopo la nascita di nostro figlio, mia moglie ha avuto seri problemi con l’azienda per cui lavorava, l’azione del sindacato è stata utile ed efficace.
    Just my two cent.

    (Ma l’edera non rovina i muri?)

  10. Qui c’è poco da rovinare…

  11. Quella del lavoro è una maledetta rogna con cui dobbiamo tutti combattere.
    Un paio di anni fa mi successe una cosa simile, dopo diversi anni passati nello stesso posto, ad un certo punto le cose hanno iniziato a non andare molto bene, vuoi per la reale situazione di emergenza (il mio settore è -era?- l’edilizia), vuoi per la volontà di scaricare sui dipendenti buona parte delle ricadute negative.
    Fatto sta che un bel giorno radunarono tutti noi quattro dipendenti e ci fecero un bel discorso su come era bello lavorare insieme, su come fosse proficua la nostra collaborazione, su come fossero lieti di darci l’opportunità di lavorare per loro e via dicendo.
    Poi, con altri giri di parole, ci lasciarono intendere che non c’erano i soldi per pagare tutti, e che la soluzione prospettata era un drastico calo della paga. Perchè loro, secondo le loro parole, avevano piacere a tenerci tutti quanti, non volevano lasciare nessuno senza lavoro. Ovvero, abbiamo i soldi per due, o forse anche solo per uno e mezzo, ma ne vogliamo tenere quattro. E poi dicono che la matematica non è un’opinione.
    Nei due anni passati la situazione è quella che è: incarichi e collaborazioni temporanee, pochi soldi, troppe spese, delusioni, gonadi rotanti, il tutto da condire con una spolverata di sana mancanza di una direzione precisa, di qualche vero obiettivo da seguire. Il sottotitolo del tuo blog mi si addice. Ma nonostante tutto, la testa sempre alta.
    Massima solidarietà nei confronti della tua amica, la capisco benissimo. Ma nonostante cose di questo tipo lascino storpi e sanguinanti, dopo tutto sono solo dei punti di svolta. Le opportunità in questo periodo sono poche e poco fruttuose, ma una persona con dell’esperienza ha sicuramente qualche carta in più da spendere, magari in una realtà medio-piccola, dove forse è più semplice riuscire a stabilire rapporti umani che non riducano chi lavora ad essere solo un nominativo sul libro paga.

  12. Anche la mia amica era passata per un anno e mezzo di stipendio ridotto per “preservare i posti di lavoro”.

    Più che altro, io mi rendo conto che la mazzata per lei è stata durissima proprio perché inaspettata – il suo era un posto sicuro, contratto blindato, etc etc.
    Il licenziamento, per lei, era qualcosa che capita agli altri.

  13. Certo che se uno pensa a quanta creatività viene sprecata solamente nei tentativi (riusciti, fra l’altro) di fregare il prossimo…

  14. Già… ci sono persone là fuori che potrebbero essere il prossimo Mozart e invece hanno il compito di inventarsi un modo per silurare i propri simili… 😀

    Come diceva quel tale, quando affermi Sto solo facendo il mio lavoro in realtà stai dicendo che hai messo i soldi davanti alla morale.

  15. Comunque bella l’idea di dedicarsi al giardinaggio.
    Un pò di attività fisica o manuale è un toccasana per chi lavora prevalentemente con la testa, serve a scaricare completamente la batteria prima di ricaricarla.
    Diversi anni fa mi ero messo a dipingere miniature, con risultati anche niente male, e nonostante richiedesse molta pazienza ed una mano ferma, dava anche parecchie soddisfazioni.
    Ora, molto più prosaicamente, mi dedico al nuoto.

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