strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Spargere i semi del male

10 commenti

george_birkbeckQuesto post è tangenzialmente collegato ai due post precedenti, ma va, forse, in una direzione diversa.
O forse no. Stiamo a vedere.

Il gentiluomo che vedete ritratto qui a destra è George Birkbeck, un nativo dello Yorkshire, di famiglia quacchera, che nel 1799 ottenne una laurea in medicina dall’Università di Edimburgo.
All’epoca una laurea in medicina era il modo migliore per avere un curriculum di studi scientifici comprendente biologia, anatomia comparata, chimica e quelle che oggi chiameremmo Scienze Naturali – ed infatti Birkbeck non intraprese la carriera medica, ma si mise a insegnare “filosofia naturale” all’Università di Glasgow.

A partire dal 1800, Birkbeck prese a tenere

a beneficio delle classi lavoratrici, un corso gratuito di lezioni scientifiche, che proseguirono nei due anni successivi

nelle parole dell’Enciclopedia Britannica.
Alla sua prima lezione su “le arti meccaniche” parteciparono 500 persone.

In particolare le conferenze divulgative di Birkbeck stimolarono la curiosità deli operai meccanici, che gli chiesero di approfondire certi argomenti, e quando nel 1804 George si trasferì a Londra, decise di proseguire con le sue lezioni private, indirizzate prevalentemente ai meccanici londnesi.
Le riunioni si tenevano al Crown & Anchor sullo Strand.

crownanchor

Fu proprio al Crown & Anchor, in compagnia di Jeremy Bentham1, che Birkbeck fondò nel 1823 il London Mechanics Institute, con la mission (diremmo oggi) di educare i lavoratori londinesi.
La cosa ebbe un colossale successo, ed all’incontro parteciparono 2000 persone.

Birkbeck venne asccusato di “spargere i semi del male” da quelli che ritenevano che ai lavoratori non si dovesse insegnare alcunché, che poi si facevano delle idee e si credevano meglio di ciò che erano, ma l’Istituto andò avanti con ostinazione britannica, e nel 1830 aprì le proprie porte anche alle studentesse.
Già, il vecchio George Birkbeck aveva messo in piedi praticamente un politecnico aperto anche alle donne – trentanove anni prima di qualunque università tradizionale in Gran Bretagna.
Ed in fondo era un po’ questo che scocciava, nell’opera di Birkbeck – perché i suoi corsi serali aperti alle classi inferiori e alle donne, che fornivano specializzazioni e una generale conoscenza delle scienze, andavano a intaccare quel senso di elitaria superiorità del quale parlavamo nel post di ieri, e lo faceva su un campo – quello della cultura scientifica – che era in ascesa nella società britannica.

George Birkbeck morì nel 1841, ma ormai aveva vinto – nel 1858 l’Università di Londra riconobbe la Birkbeck Literary and Scientific Institution (il nuovo nome della vecchio Istituto di Meccanica) consentendo ai suoi studenti di sostenere esami presso l’Università: quello che era iniziato come una serie di conferenze gratuite  in un pub era diventato di fatto un college universitario, aperto ai lavoratori ed alle donne, e specializzato nel fornire corsi in orari insoliti. Di notte, insomma.
Nel 1868 gli iscritti erano 3000.

E la mia storia potrebbe anche fermarsi qui – perché George Birkbeck è un esempio (certo non l’unico, ma molto vicino al mio cuore, ovunque esso sia) di una certa impostazione mentale, di una certa visione, che vuole portare la scienza a quelli che dalla Cultura con la C maiuscola sono in generale esclusi.
Lo scopo, certo, è eminentemente pratico – dopotutto c’è anche Bentham, implicato: migliorare le possibilità di lavoro e di carriera, permettere ai lavoratori di essere lavcoratori migliori.
Ma forse, lungi dall’essere i semi del Male, quelli gettati da George Birkbeck sono i semi del progresso.
Che non è, come molti sembrano ormai credere, una brutta parola, o un’illusione, o una balla per abbindolare i gonzi.

Potrebbe finire qui la storia, ma anche no, perché la storia successiva del Birkbeck è costellata di eventi improbabili – ci studia Annie Besant, che diventerà una medium di fiducia di Arthur Conan Doyle, ci insegnano letteratura T.S. Elliot e fisica JD Bernal2.
Una sera passa di lì Picasso, e ci lascia l’unico murale di Picasso in Gran Bretagna. Nel ’98 uno studente di spagnolo del Birkbeck è il più giovane uomo sulla vetta dell’Everest.

L’episodio che io preferisco – ma perché io amo la storia fatta coi cialtroni – risale al 1941, quando quello che è ormai il Birkbeck College è l’unico college dell’Università di Londra a non chiudere per via dei bombardamenti nazisti. Una bomba colpisce in pieno la biblioteca, ma le lezioni continuano comunque.

Oggi il Birkbeck college è considerato una delle migliori università d’Europa – e continua a fare corsi serali e a tenere le biblioteche aperte di notte e nel weekend. Lo statuto è ancora

provvedere alle persone che sono impegnate nel guadagnarsi da vivere durante il giorno

Non male, per un’idea nata in un pub, no?

Save


  1. fautore dell’Utilitarismo e il cui spettro ancora oggi infesta l’Università di Londra, dove è espostto il suo cadavere impagliato. 
  2. un vulcano di idee, e definito a suo tempo “l’uomo più saggio del mondo”, che sarà presidente del comitato per la Pace Mondiale. Ma se siete qui su strategie è più probabile che lo conoscitae come l’ideatore della “sfera di Bernal”, uno dei primi modelli di habitat orbitale per la colonizzazione spaziale. 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “Spargere i semi del male

  1. Ecco, per me gli eroi sono gente così.

  2. Bellissimo articolo, complimenti!

  3. Un terzetto di post imperdibili, questi. Davvero.
    Complimenti.

  4. Ottimo post.
    E senza queste britanniche lezioni serali o di divulgazione il mondo forse si sarebbe perso Faraday 😀 E chissà quanti altri,
    Ciao ciao

  5. Se non ricordo male al Birkbeck ci ha studiato u tizio che conosco 😉

  6. Grazie, Davide. Come sempre.

  7. Pingback: Così, per ridere | Book and Negative

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