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Dark fantasy

19 commenti

Un pezzo a richiesta per il piano bar del fantastico, ed una richiesta scopertamente bibliografica da parte di Alex McNab.
un po’ di titoli, insomma, su un sottogenere che negli ultimi tempi è diventato parecchio inflazionato.

Perché, ragazzi miei, anche Twilight, è dark fantasy.

Il che naturalmente è una sciocchezza – ma avendo ormai saturato il sistema, gli spacciatori di Twilight sarebbero disposti ad etichettare le storielle dei vampiri infoiati anche come manuali di meccanica se questo servisse a spacciarne ancora qualche migliaio di copie.
Perché il delirio ultimo del pusher è quello di omogeneizzare il mercato – un solo sballo, uguale per tutti.

Ma sto divagando.

Dark fantasy – per i nostri scopi definiremo come tale quella letteratura che associa agli elementi fantasy classici gli elementi del genere horror.

E qui già ci sono dei problemi.
Perché in fondo Conan, creato da un amico di H.P.Lovecraft, che emerge malandato ma vivo dallo scontro col mostraccione bavoso de L’Ombra che Scivola (uno dei migliori fra i racconti mediocri di Howard), è dark fantasy.
E dark fantasy sono certamente Nascerà una Strega o La Torre dell’Elefante.
E molti altri.
Non compare forse una vampira egizia… pardon, stygiana, in The Hour of the Dragon?

E nel momento in cui bollo Conan come dark fantasy, allora devo schedare allo stesso modo anche Elric.
E se ho in mano Conan e Elric, praticamente tutto il fantasy – e certo tutta la sword & sorcery – diventa dark…

Non funziona.
Non si tratta quindi solo di sommare gli elementi formali dei generi fantasy e horror – l’elfo e il vampiro – per entrare nel dominio del dark fantasy.
È anche una questione di atmosfere, di linguaggio, e al limite di intenti autorali.

In questo senso, Conan non è dark fantasy – perché Howard non lo scriveva come tale – ma Solomon Kane quasi certamente lo è.

Certamente dark fantasy si adatta bene come etichetta nel descrivere quella piccola gemma dimenticata che è The Dark World, di Henry Kuttner, altro autore del giro di Lovecraft.
Anche Kuttner ha all’attivo una serie fantasy standard – il ciclo di Elak di Atlantide, ristampato unpaio di volte anche da noi – ma in The Dark World (recentemente ristampato da Paizo) si diverte a dare toni molto più cupi e orrifici alla vicenda, col protagonista schierato a combattere dalla parte dei cattivi ed una atmosfera da noir incombente e molto ben evocata.

Ma il vero santo patrono del dark fantasy non può che essere la buonanima di Karl Edward Wagner, che in Kane ha creato forse la fusione ultima di fantasy muscolare alla Conan e orrore sovrannaturale lovecraftiano.
Cattivo, psicotico, violento e moralmente discutibile, Kane coltiva sogni dinastici e non esita ad allearsicon ciò che di peggio possa esistere in questo o in altri universi al fine di raggiungere i propri scopi.
il fatto che fallisca sempre, spettacolarmente, è parte del divertimento.
I romanzi ed i racconti di Kane sono stati riuniti in due volumoni ormai inavvicinabili (sono ambitissimi dai collezionisti) e sono stati variamente sparpagliati da Mondadori su varie collane.
Con tutta la simpatia per i romanzi, io preferisco i racconti, raccolti originariamente nei due volumi, Death Angel’s Shadow e Night Winds,

L’idea di un gladiatore versato nelle arti ermetiche che si batte contro Gesù Cristo, che è in realtà la progenie di Yog-Sothot, è sufficientemente tetro (e demente) da bollare come dark fantasy anche le storie di Simone di Ghittia scritte da Richard L. Tierney, che tuttavia conservano un cupo humor nero che ben si sposa alle vicende narrate.
I racconti ed i romanzi di Tierney sono sparsi su più volumiper la dannazione del collezionista.
E non chiedetemi neanche se mai li hanno tradotti in Italia…

Tanith Lee, poi.
Gran parte di ciò che la narratrice inglese ha prodotto nella fase centrale della sua carriera può andare sotto all’etichetta di dark fantasy.
Io suggerisco sempre Volkhavaar per chi volesse saperne di più.
La Lee è anche stata una delle prime autrici a scrivere romanzi su ragazzette goticose e vampire, rifiutate dalla società e con un sacco di patemi d’animo e sospiri – ben prima che il genere diventasse mainstream grazie (?) ai lavori della Rice e della Meyer.

Restando in Gran Bretagna, nulla pare abbia mai eguagliato in termini di orrore, meraviglia e fantasy le opere del poco conosciuto ma stimatissimo Stephen Marley, nella trilogia (anni ’90) di Chia Black Dragon.
Orrore sovrannaturale, demoni cinesi, i vicoli della Londra vittoriana… cosa volete di più?
A trovarli, oggi, naturalmente!

Di Glen Cook – autore di fantasy abbastanza cuparella – quasi l’intero catalogo cade sotto all’etichetta di dark fantasy, con la sola possibile eccezione del ciclo di Garrett (che tuttavia scivola nel noir ed è molto meno umoristico di quanto non sembri).
Ma di Cook ho già discusso ampiamente.

Certamente dark, e certamente fantasy, pur in tutta la sua esuberanza aventurosa, era pure il ciclo della Spirale dei Mondi, di Michael Scott Rohan, che mescolava castelli in aria (sul serio) con zombie e vudù.
E John Dee.
E un sacco di altre cose.
Da noi li pubblicò la Nord quando già stava calando il crepuscolo.

E scivolano in un umore tetro, e in cupissime riflessioni esistenziali, anche due bei romanzi di Tim Powers – il classico pirati & zombie di On Stranger Tides, e l’ingannevolmente lieve The Drawing of the Dark (qui da noi intitolato a suo tempo Il Re Pescatore, perché a noi piaceva così, evidentemente).

Il catalogo potrebbe continuare.
I romanzi a base di licantropi e cospirazioni di palazzo di Paula Volski sono decisamente dark fantasy.
E certamente le storie di Geralt del polacco Andrzej Sapkowski ci stanno benissimo.
Ed il ciclo dei Crepuscolari di Mathieu Gaborit – che da noi non hanno mai tradotto, ma dal quale è tratto un gran bel gioco di ruolo… in francese (l’edizione inglese è fuori stampa a livello cronico).

E parlando di giochi di ruolo, il vecchio AD&D pote vacontare su tre eccellenti universi dark fantasy – il quasi-steampunk-ma-non-proprio di Planescape, il testosteronico e burroughsiano di Dark Sun e l’Hammer-like di Ravenloft.

Rimane aperta la questione dell’urban fantasy – che nella sua versione più seriale e ripetitiva è normalmente virato all’orrore.
Ma il giorno che vorremo parlare di vampiri che fanno Marlowe e pantere mannare che fanno le cacciatrici di taglie, dedicheremo unpost a quel sottogenere specifico.
Che, francamente, non batto granché.

Ed in effetti, per quanto io possa gradire un po’ di dark fantasy quando mi capita, ammetto di non averla mai cercata attivamente.

Io provengo dal’altro lato della strada, quello assolato e tranquillo su cui passeggiano gli appassionati di fantascienza.
Ed il mio fantasy lo preferisco light.

E ne parlertò volentieri nel prossimo post.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

19 thoughts on “Dark fantasy

  1. Grazie.
    Mi sono incuriosito,credo che cercherò qualcosa di Cook e Laborit.
    Grazie Davide Babbo Manatale

  2. Flagellatemi pure, ma in virtù della mia visione positivista e “fantascientista” del mondo, per me fantasy e dark fantasy sono ontologicamente la stessa cosa. Bene, sono pronto: chi scaglia la prima pietra?

  3. Non è che sia grande appassionato di fantasy light o dark, ma Kane mi piace molto.
    Mi ricordo di aver letto La Ballata di Valdese boh sarò stato alle medie circa in una raccolta horror ed è stato l’unico che mi è rimasto in mente per anni. Poi qualche anno fa ho cercato i vari racconti e romanzi in inglese.
    Ho letto anche qualcosa di Tanith Lee (terra piatta e vari dell’orrore) e The Dark World (ed anche, curiosamente nello stesso periodo, i falchi di Narabedla della Zimmer Bradley, che è praticamente un plagio). Però a Kuttner preferisco C.L.Moore, o perlomeno quei racconti che scrivevano insieme e che mi sembrano più vicini alla poetica di lei. La Stagione della Vendemmia , Più grande degli dei, No Woman Born sono fra i racconti più belli che abbia mai letto. E comunque anche le due serie di avventurieri spaziali della Moore Jirel di Joiry e Northwest Smith sono praticamente dark fantasy.

    Bene, sono pronto: chi scaglia la prima pietra?

    Io trovo che il 99% della fantascienza non sia ontologicamente distinguibile dalla fantasy.
    E’ vero che la fantasy tende a incanalarsi in filoni, tipo il Tolkeniano o lo pseudo-medievale, che non mi attizzano più di tanto, ma la fantascienza davvero plausibile è una piccolissima percentuale del totale.

  4. Non sono molto d’accordo perchè se è vero che la fantascienza hard costituisce solo una parte della fantascienza tout court, è altresì vero che questo genere, in quanto tale, ricerca sempre una presunta verosimiglianza scientifica degli eventi descritti, mentre il fantasy non si pone proprio il problema e semmai riconduce l’elemento di fantasia al piano del sovrannaturale o del mistico. I cervelli positronici di Asimov non stanno ne in cielo ne in terra, eppure sempre fantascienza sono…

  5. Ok, un paio di risposte prima che cominciate a scannarvi.

    @Nick
    Di Gaborit esiste un bel tomo “Crepusculaires -l’Integrale” che riunisce tutto il ciclo.
    Naturalmente, in questa forma o in qualsiasi altra, si trva solo in francese.

    @Giuseppe
    In effetti sono la stessa cosa, esattamente come un bracco e un chihuahua sono la stessa bestia.
    Sempre di cane si tratta.
    Solo che dal negoziante non vai a dire, “Buongiorno, vorrei un cane.”
    O quello magari ti appioppa un sanbernardo.

    @Marco
    … un po’ come la politica.

  6. Propongo un punto di vista alternativo: è sabato sera e discetto allegramente sulla differenza tra fantascienza e fantasy… mi devo preoccupare?

  7. Giuseppe,mi sa che ti sei risposto da solo.

  8. Grazie mille per l’articolone! E per aver postato la copertina di “From the shadows”, modulo di gioco che mi ricorda alcuni tra i miei migliori momenti come master e come giocatore (quel dittico di avventure l’ho giocato in entrambi i ruoli).

    Riguardo ai romanzieri ti domando: Brian Stableford può essere considerato dark fantasy (credo di no, ma ho letto troppo poco di lui, vorrei conferma…) E ancora: Anne Rice? è horror o fantasy? Moorcock?
    Di sicuro aggiungerei, per come la vedo io, Paud Edwin Zimmer, autore della piacevole trilogia del Principe Rapito (di cui non ho mai trovato il volume conclusivo… sigh…)

    Sui capisaldi che citi tu, pur apprezzandoli tutti (anche se alcuni non li conosco: Sapkowski, Gaborit, Marley), riconosco il mio particolare apprezzamento per la Lee e per il ciclo howardiano di Kane.

  9. Un altro cliente soddisfatto!

    Vediamo.
    Stableford è sempre più vicino alla fantascienza che non al fantasy.
    Di sicuro, sia The Empire of Fear che The Werewolves of London, testi essenziali del nostro, cupi sono cupi da impazzire. Per cui sì, ci potrebbero stare…

    Io dico no ad Anne Rice.
    La considero un’autrice horror, e non una delle migliori.
    Che Dio mi perdoni, metà de La Regina dei Dannati mi è pure piaciuto.
    Ma poi, no, basta…

    Moorcock è fantasy a se stante.
    La cosa più “dark fantasy” che abbia pubblicato è il vecchio Il Mastino della Guerra – che è eccellente.
    Il Veliero dei Ghiacci è ancora più cupo e deprimente, però bello.
    Il resto è troppo poliedrico per poter essere schedato facilmente.
    Il fatto poi che Moorcock abbia dichiarato che per lui Elric è sempre stato un personaggio comico, rimescola le carte a livello terminale.

    Paul Edwin Zimmer, sì, sì, sì!
    Me l’ero scordato, ma è dannatamente in gamba.
    “Il principe rapito” è grande, e si adatta perfettamente all’etichetta di dark fantasy.
    In effetti è quasi un romanzo in due parti…
    Il terzo volume non è granché ed ha poco o nulla a che vedere coi primi due (credo addirittura di aver venduto la mia copia).

    Marley è davvero una piccola chicca per collezionisti.
    Lo citano solo gli snob 😉

    Gaborit e Sapkowski invece sono due colossi del fantastico europeo che noi ci stiamo perdendo completamente, ed è un peccato.
    Oltretutto, Gaborit è autore del massiccio “Boheme”, uno degli steampunk più interessanti che mi sia capitato di leggere.

  10. Belli questi post-summa.
    Mi chiedo se si può arrivare al dark fantasy partendo non dal fantasy ma dall’horror, penso a Imajica di Barker (che ho letto e adorato) o alla Torre Nera di King (iniziato il primo e mai terminato)

  11. Ah, indubbiamente, è possibile guardare la cosa dall’altro verso.
    Io Barker non l’ho mai retto granché, e il ciclo di King mi è sempre parso una cosa interminabile, e quindi l’ho scansato.
    Ma come dicevo, io per le cose dark ho una affinità bassina…

  12. Spostandomi sul versante fumetti (e sperando di non essere lapidato),ma “Berserk” di Kentaro Miura, soprattutto nei primi numeri può essere considerato Dark Fantasy?
    Per il resto ho trovato il tuo articolo stimolante,mi hai suggerito autori che non conoscevo e che mi sembrano molto interessanti.
    P.S. Non è che anche “Jack delle ombre” di Zelazny rientra nella categoria?

  13. @Vampirologo
    Due ottimi suggerimenti.
    Berserk è dark fantasy a carrettate – ha forse la mano fin troppo pesante.
    E Jack Delle Ombre di Zelazny – insieme con le storie di Dilvish il Maledetto – rientra allegramente nella categoria.

    Io di mio ci aggiungo un autore ignoto ai più ma che mi piace molto, ed ho criminalmente dimenticato, Jeffrey Barlough – con il suo mix di quasi-steampunk, lovecraftianerie, licantropi e demoni etruschi (fra le altre cose).

  14. Grandissimo Barlough! Meriterebbe senz’altro maggior attenzione da parte di critica e pubblico. Io ho letto solo “Strange Cargo” (grazie a una vecchia citazione su questo blog), ma sono rimasto deliziato dallo stile dickensiano impiegato per narrare una una storia di genere “dark-steampunk” (si può dire?).

  15. Mah, si può dire qualsiasi cosa… ma non facciamo proliferare le etichette.
    Che già dieselpunk c’è un sacco di gente che lo critica e dice peste e corna…

    Di Barlough si fa fatica a trovare le cose più recenti – che se si trovano sono costosissime 😦

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