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Figli bastardi di Indiana Jones

22 commenti

Da quando per la prima volta Raiders of the Lost Ark uscì nelle sale cinematografiche, gli archeologi hanno per il personaggio una sorta di odio-amore.

Si lamentano del fatto che sia inaccurato, e poco scientifico, e pieno di balle, ma sotto sotto l’idea dell’eroe romantico che sfugge alle trappole mortali delle civiltà perdute gli piace, e se la spacciano alla grande alle feste di laurea ed alle serate col pubblico.
E da parecchi anni, sfottono i geologi.
Loro c’hanno Indiana Jones, noi cosa abbiamo?
Sam Neil in Jurassic Park?
O Pierce Brosnan in Volcano?
Non c’è partita.

Ma se al cinema i giochi sono fatti, alla TV gli archeologi hanno ben poco da ridere.

Ed io, che all’archeologia mi sono appassionato andando al Museo Egizio di Torino quando tagliavo da scuola, che non capisco e non condivido la fissa per i telefilm che ha travolto i miei amici da quando è arrivato il Demenziale Terrestre, e che nelle ultime settimane mi sono sparato una quantità di avventure archeologiche filmiche e letterarie “per ricerca”, non posso che contemplare le macerie.
Vogliamo fare un rapido censimento?

Relic Hunter
Lo Xena dell’archeologia.
Scenografie di cartapesta, location ridicole, trame mortalmente ripetitive.
La serie, di produzione anglo-canadese, ha per protagonista un’archeologa che si chiama Sidney Fox (non proprio il massimo della sottigliezza), ed il suo assistente scemo.
No, proprio scemo.
La presenza di Tia Carrere dovrebbe titillarci, ma le trame sono di una tale plumbea noiosità, che Relic Hunter per me funziona esattamente come un’endovena di camomilla.
Tre stagioni, 66 episodi.
Poi, grazie al cielo, l’oblio.
Si salva solo: Tia Carrere, più per i ricordi che ci ha lasciato con Wayne’s World che per questa pietosa pretesa di serial. Se mai mi avessero detto che mi sarei addormentato guardandola…

Adventure Inc.
L’A-team dell’archeologia.
Ipoteticamente ispirato alle reali avventure dell’archeologo subacqueo ed esperto di pirati Barry Clifford, questo prodotto canadese-americano si avvale di unbuon cast tecnico, e con la collaborazione occulta (e forse più spirituale che materiale) di Roger Corman.
Michael Biehn (Terminator, Aliens) interpreta l’avventuriero Judson Cross, che per lo meno non ha un nome ammiccante – ma in compenso si trascina per il mondo una bonazza con un fetish per le armi (Karen Cliché… mai nome fu più appropriato) ed un assistente scemo.
No, proprio scemo.
Una sola stagione, 22 episodi di qualità ineguale e tristemente “telefonati” nella maggior perte dei casi.
Ha una briciola, ma proprio una briciola di dignità scientifica in più di Relic Hunter (ma non è un’impresa impossibile).
Si salva solo: l’idea di partenza, probabilmente rubata alla biografia di Gifford.

Bonekickers
Il CSI dell’archeologia.
Miniserie della Beeb con un cast solidissimo assolutamente sprecato in sei episodi estremamente diseguali.
Hugh Bonneville, Julie Graham, Adrian Lester e Gugu Mbatha-Raw recitano con tutta la dignità possibile dei dialoghi di una banalità assassina, ma si vede che tutto il possibile è stato fatto per salvare la dignità scientifica della serie.
La reazione del pubblico britannico è stata pessima – e la serie è morta allaprima stagione, sei episodi.
Per lo meno uno se li guarda in due serate, e via.
Brilla per la sua assenza l’assistente scemo, e forse c’è una parte di melodramma che nel cocktail stona un po’ troppo.
Imperdonabile la scelta di vestire Bonneville col driza-bone ed il cappellaccio.
Si salva solo: la varietà di situazioni offerte, e l’idea che l’archeologia sia qualcosa di diverso dal volteggiare appesi a una frusta…

Nel complesso, un panorama desolante.
Ma ci sono delle buone idee, e si possono prendere degli appunti.
E poi consolarsi con un buon libro di archeologia – di quella vera.
Ma di quelli parliamo magari un’altra volta.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

22 thoughts on “Figli bastardi di Indiana Jones

  1. Parlando di archeologia, mi è venuto in mente un film curioso: Il segreto della piramide d’oro, con Cyndi Lauper, Jeff Goldblum, Peter Falk e Julian Sands. Sulla sua attendibilità scientifica ho qualche dubbio… (C’era anche un pesante elemento parapsicologico al centro del film.) Però ricordo che lo riguardavo ogni volta che passava in tv (forse perché non si prendeva molto sul serio). (Scopro solo oggi il titolo originale! Un altro paragrafo da aggiungere alla storia dei titoli tradotti…)

  2. I fisici chi hanno invece?

  3. Aggiungerei all’elenco “Veritas: The Quest”, l’x-files dell’archeologia (con un po’ di fantasia).

    … I fisici hanno “the big bang theory”, un coacervo di luoghi comuni, ma di successo 🙂

  4. Lasciami stare Xena, oh! :-/

  5. I Matematici hanno Numbers (non e’ una buona cosa) e gli ingegneri McGuyver 🙂

    I geologi direi che hanno… Ratman

  6. @Giacomo
    Vibes lo guardo anch’io tutte le volte che mi capita.
    Più che altro per Peter Falk e Cyndi Lauper.
    Oh, e la sequenza iniziale in cui testano i poteri paranormali di Jeff Goldblum. “Qualcuno ha fatto sesso su questo tavolo?!”
    Sulle traduzioni dei titoli… ah, capitolo orrido.

    @Orlando
    Su Xena – no, ok, la dimostrazione che con un valido staff tecnico e location a basso costo puoi fare assolutamente qualsiasi cosa.
    Nel bene e nel male.

    @Giuseppe
    Beh, a parte tutti i fisici coi capelli a spazzola e il regolo calcolatore della fantascienza campbelliana, c’avete Jeff Goldblum in Indipendence Day (scherzi… uno che scopre che gli alieni di Roswell usavano Windows Me…)

    @Eugenio
    Mi manca Veritas, e qualcosa mi dice che è meglio così.

    @Uriele
    Ti dirò che a me piace, Numb3rs… ma io sono un imbucato nel mondo della matematica.
    E mi piace pure McGyver
    Ratman è la dimostrazione che c’è vita intelligente dopo la laurea in geologia.
    Ma ammetterai che è un po’ pochino.

  7. Ho intravisto solo Relic Hunter, e forse è meglio così.

    Numb3rs rigira fisso su una struttura ferrea.
    Crimine -> Mathbabble dell’algoritmo della settimana con metafore a disegnini -> Intermezzo comico dell’aiuto professore matto e/o scenetta familiare tra fratelli/padre e/o assistente figa -> L’algoritmo ha una falla: mancano dati -> Intuizione per gesto di un terzo: si cambia algoritmo – > l’algoritmo trova il cattivone -> Arriva la SWAT con l’elmettone -> cena finale in famiglia.

    Ma, nonostante tutto, non è spiacevole: ha un che di umano, rispetto alla media.
    A me non dispiace.

  8. Per tutto il mathbabble – che in effetti è aumentato col progredire delle stagioni, la prima e la seconda erano ancora abbastanza potabili – e la struttura a formula – idem – Numb3rs ha il buon gusto di mostrare gli scienziati non come strani fenomeni da baraccone, ma come persone più o meno normali.
    Anche questo si è progressivamente incrinato, è vero, ma siamo ancora abbastanza lontani dall’idea dello scienziato come macchietta di certa TV…
    E poi il cast è solidissimo.

  9. Non dirlo a me: nel mio solito sistema, ho accumulato un po’ di stagioni e le sto macinando un paio di episodi al giorno da venti giorni in qua, di Numb3rs.
    Sono a metà terza stagione, circa.
    E anche lo scienziato pazzo, il fisico con la testa fra le nuvole uscito dallo stampino del Wierd scientist, lo stanno umanizzando allegramente.

    P.S.: Il giorno in cui dovessi mettermi a cercare tutte le puntate di Relic Hunter per guardarle filologicamente in ordine, per favore sparatemi…

  10. Mettiamo subito un freno alle insinuazioni – io di Relic Hunter ho visto 8 (otto!) puntate a inizio mese per motivi di ricerca.
    E mi ci sono abbioccato.
    Come d’altra parte già mi capitava quando lo passavano in TV – ci dev’essere anche un post a riguardo negli archivi.

  11. Ma qui ci si scorda di Lara Croft!?
    Altro che indiana Jons… Relic Hunter ha una “diversamente Lara”, mentre in Adventure Inc. c’e una Clichè [appunto] che ne sembra la fotocopia…

  12. Ah… mea culpa – votato da sempre a sistemi operativi alternativi o semplicemente antiquati, io a Tomb Raider non ci ho mai giocato, e i due (due?!) film sono prodotti osceni, ma cinematografici (e quindi esulavano dal mio discorso sull’archeo-avventura televisiva).

  13. Interessante questo articolo sulla fiction archeologica 🙂
    Indiana Jones è impareggiabile, è vero. C’è anche da dire che nemmeno ci hanno provato, a “pareggiarlo”.
    Le fiction che citi fanno, uhm, come dire un po’ ca…scare le braccia.
    Di Relic Hunter salvo giusto la protagonista, e un paio di episodi in cui aveva a che fare con Dracula o coi vampiri in generale, non ricordo bene.
    Non mi dispiaceva invece “Le avventure del giovane Indiana Jones”, anche se mancava del fascino rude di Ford.
    Recentemente ho visto “The librarian”, che a prima vista sembrava figo, ma che invece si è rivelato modesto.
    Tra i film sulla falsariga ricordo con piacere quelli su Allan Quatermain, anche se era un esploratore, e non un avventuriero.

  14. L’unico Quatermain che io possa accettare è quello interpretato da Stewart Granger – Le Miniere di Re Salomone, visto all’oratorio un pomeriggio d’estate di tantissimi anni fa (quel giorno Tarzan era impegnato, evidentemente – il cinemino della mia parrocchia aveva solo pirati, Tarzan e Quatermain. Oh, e Godzilla).
    Avendo letto i libri di Rider Haggard, ogni altro adattamento mi pare un po’… blah.
    The Librarian era proprio bruttarello – ho visto però un solo episodio, e neanche tutto.
    Il Giovane Indiana Jones me lo sono perso completamente – l’hapassato la TV quando facevo il servizio militare…
    I sacrifici che si fanno, per difendere la patria!
    Dovrò rimediare…

  15. A proposito di McGuyver, costui è un fisico, come ammette in una puntata…

  16. In effetti, anch’io pensavo o fisica o chimica – per fare certe cose ci vuole una scienza di base – e considerando che paciocca spesso coi fili elettrici, il fisico ci sta.
    Però dai… si vede, che è un fisico applicato…

  17. Ripara le macchine che usa ed e’ esperto senza eccellere nei campi piu’ disparati della meccanica, della temodinamica e della chimica per risolvere problemi pratici in condizioni reali, Trovatemi un fisico tecnico capace di farlo.

    L’ingegneria in fondo non e’ altro che una disciplina che si pone come obbiettivo di applicare i principi matematici, fisici e chimici per risolvere problemi pratici e reali (la locomozione, l’approvigionamento energetico, il riscaldamento, la telecomunicazione, sconfiggere i cattivi,…)

    PS: poi McGyver e’ un agente segreto, come si vede dalle prime puntate e ogni tanto testa i sistemi di sicurezza delle aziende, l’ingegneria e’ il metodo con il quale risolve i problemi. La storia del fisico non l’ho mai sentita in nessuna puntata della serie (e sono un po’ piccato per questa irrispettoso revisionismo sul Messia degli ingegneri) ^_^

  18. Condivido in pieno quello che dici:mia moglie è archeologa,Egittologa per la precisione.
    Tutte le volte che passa Relic Hunter in tv alterna momenti in cui muore dal ridere ed attimi in cui s’incavola come una bestia.
    Sono anche andato ad aiutarla ad un piccolo scavo in Friuli,l’unico che ha tenuto dopo una serie di traversie.Tia Carrere non reggerebbe mezza giornata e neanche l’assistente scemo.
    Ti dò un consiglio:prova a recuperare LE AVVENTURE DEL GIOVANE INDIANA JONES,la serie merita,non c’è niente di archeologia ma come ricostruzione storica merita sicuramente.
    Ciao Nick

  19. Uomini di poca fede. Ecco la dimostrazione che McGyver è un fisico:

  20. Ho preso una laurea in fisica perché era eccitante e perché mi interessava, non per andare a fare l’impiegato!

    S T A N D I N G – O V A T I O N

    Ma Amy naturalmente non può capire.
    Le Amy di questo mondo non capiscono mai.

    Però io a questo punto credo che di lauree ne abbia due.
    Una in fisica ed una in ingegneria.
    E 99% di Bricolage
    (pochi sanno che MacGyver era usato come esempio di massimo punteggio possibile in bricolage dall’edizione francese del Basic Role Playing System)

  21. Mi hai rovinato l’infanzia :
    Mi rimangono comunque Cyrus Smith, Leo Graf e gli Unorthodox Engineers di Kapp

  22. Pingback: WEBWAREZ.IT

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