strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Paragaea

15 commenti

Quando nella primavera del 1964 la capsula Vostok 7 viene investita da un fenomeno spaziale anomalo nell’orbita terrestre, la cosmonauta Akilina Chirikov si ritrova sbalzata su un misterioso pianeta popolato di uomini-giaguaro, bestie preistoriche e civiltà misteriose.
Sfuggita ai suoi catturatori grazie all’aiuto di una improbabile coppia di avventurieri – lo spadaccino (già Tenente della Marina Inglese sotto Nelson) Hieronimus Bonavventure e l’uomo-pantera Balan – Akilina si mette alla ricerca di una via che la riporti al suo pianeta ed al suo tempo, con l’intenzione (naturalmente) di riferire ai vertici del Partito la scoperta di un nuovo mondo che necessita, necessita maledettamente, di una Rivoluzione del Proletariato.
Sarà una strada lunga e avventurosa.
E la destinazione non è assolutamente garantita.
Paragaea è infatti un romanzo di quasi 400 pagine, scritto da Chris Roberson e pubblicato da Pyr.
Un altro mattone nella consolidata fama della Pyr come casa editrice che “non sbaglia un colpo”.

Erano un paio di annetti che volevo mettere le mani su Paragaea.
Dopo aver conosciuto Chris Roberson ed aver tradotto una sua storia per Alia, dopo aver letto il polposo Set the Seas on Fire (prequel di Paragaea e prima avventura del tenente Bonaventure), il planetary romance pubblicato da Pyr mi pareva particolarmente attraente.
Ancora una volta parliamo di aspettative.
A cominciare dall’eccellente copertina di Jon Foster.
Roberson ha una scrittura particolarmente felice e condivide molti dei miei interessi e delle mie partigianerie letterarie – sono perciò sempre relativamente sicuro del fatto che ciò che mi arriva fra le mani con la sua firma in copertina sarà nelle mie corde.
A questo si aggiunge la mia lunga passione per il planetary romance, e il gioco, nascosto fra le pagine di Paragea, allo scoprire tutti i riferimenti, le citazioni e gli omaggi che l’autore ha disseminato fra un capitolo e l’altro, è certamente molto apprezzato.
Non per nulla il romanzo è dedicato a E.R. Burroughs, ad Alex Raymond e a David Gerrold.

Il planetary romance ha delle regole precise, e Roberson le conosce bene.
Atmosfera, gravità e temperature sono sempre di tipo terrestre.
Le lingue aliene si imparano sempre abbastanza in fretta.
Le culture aliene sono variopinte, speziatissime ed odorose di esotico, e con una vaga somiglianza a certe cose che abbiamo visto nelle riviste di viaggi.
I capitoli si chiudono sempre con un colpo di scena.
Tutto ciò che non è vagamente buffonesco è mortale.
Gli avventurieri sono sempre ironici e letali – anche quando affrontano forze dieci volte superiori.
E birba chi si lamenta.

In più, l’autore americano gioca molto bene con i diversi background dei suoi personaggi – e se Balan è una “spalla indigena” particolarmente sofisticata, è certamente la chimica fra Bonaventure e la Chirikova che rende il romanzo tanto divertente.
È possibile trovare qualcosa di buono in un entusiastico esponente di una cultura centralista, imperialista ed oppressiva?, si domanda la protagonista.

E su tutto, si aggiunge un gusto letterario che porta Paragaea ad essere sì, un planetary romance, ma un planetary romance di livello superiore – vicino allo Skaith di Leigh Brackett per eleganza e profondità, piuttosto che al fracassone Planet of Peril di Klein.

Aggiungiamo che il romanzo è un one-shot.
Lo si legge, se non piace è morta lì, se piace anche.
Non sono, ahimé, previsti seguiti – anche se la famiglia Bonaventure figura in un certo numero di altri lavori dell’autore americano.
Una cosa comunque positiva, io credo, in un panorama sempre più strangolato da trilogie, decalogie, cicli-fiume.

Ed è bello, un paio di volte l’anno, leggere dei romanzi in cui si celebra l’avventura per il gusto dell’avventura.
Ce ne fossero, coi tempi che corrono.

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

15 thoughts on “Paragaea

  1. Già dalla copertina sono conquistato dalla Storia. Certo qui sono partigiano, perchè ho cominciato a leggere Fantascienza con il Barsoom di Burroughs —Ahhh, i vecchi Cosmo Oro— però è maledettamente bello, sapere che il Planetary Romance esiste ancora.
    Un Nick in versione nostalgica.

  2. Il planetary mance pare in buona salute, non solo nel mondo anglosassone ma anche (ad esempio) in Cina ed in estremo oriente.
    E in lavori come quello di Roberson riesce a tenersi al passo coi tempi pur senza perdere l’identità o l buon vecchio sense of wonder.
    Ma di nostalgia parleremo ancora…

  3. Non sono un fan del genere, però ecco – lo so, dico un’eresia – mi piacerebbe vedere il film tratto dal romaznzo, a patto che mantenga la stessa chimica che racconti così bene nel post.
    E come regista, non picchiatemi, ci vedrei bene un Peter Jackson in stato di grazia.

  4. Ah, un film…
    E perché non un bel cartone animato – niente 3D, niente Pixar… meno problemi di budget e nessun problema aportare in scena panorami spettacolari e scene d’azione sopra le righe… una cosa come il vecchio Fire & Ice di Bakshi, ma questa volta con una trama ed una sceneggiatura solida?
    Sarebbe bello.
    E certo il genere si presta volentieri all’adattamento.
    Ma anche il romanzo, credimi, vale la pena – è divertente e scorrevole come un buon film.

  5. Ricordo bene il racconto di Robeson pubblicato su Alia; mi aveva colpito molto perché c’era “di tutto” in poche pagine: azione, orrore, magia e un’atmosfera malinconica che aleggia su tutto il racconto…però non mi ricordo il titolo!

    OT: oltre alla Steampunk Bible hai per caso ordinato anche il Thackery Lambshead’s Cabinet of Curiosities”? Io lo sto leggendo e lo trovo un esperimento editoriale molto originale e interessante.

  6. Ce l’ho sulla lista della spesa… dopo l’abbuffata estiva, devo smaltire un po’ di titoli che mi sono rimasti sullo scaffale.
    Ne ho letto in giro e pare in effetti piuttosto curioso.

  7. Ah, già… il racconto su Alia era Mani rosse, mani nere.
    Una storia marziana.

  8. Beh è in arrivo il film su JCM della Disney… 🙂

    grazie per la segnalazione. Davvero bella copertina che ribalta la tipica composizione (di solito è eroe in primo piano, eroina sfalsata in secondo piano, guida/amico alieno in posizione subordinata… qui abbiamo guida in primo piano , eroina centrale ed eroe maschio in subordinata… poi sono piuttosto vestiti …già questo rivela una sensibilità moderna aggiunta ai topo del plan-rom).

  9. Sono vestitissimi… beh, per lo meno gli umani.
    E in distanza, nell’angolo in alto a destra, si intravvede un dirigibile…
    Però è vero – la copertina segnala abbastanza bene le posizioni che i personaggi occupano nell’economia del romanzo.

    Quanto al film Disney su John carter… mah.
    Potrebbe anche non essere male.
    C’è Wilhem Defoe che fa Thars Tarkas…
    E poi, peggio del nuovo Conan non potrebbe essere 😉

  10. Immagino che Defoe farà solo la voce, quindi in Italia sarà come se l’avesse fatto Paperino 🙂
    credo che useranno il mo-cap però tutte le creature mo-cappate mi sembrano muoversi allo stesso modo.

    Il trailer non è male per me, stabilisce il parallelo Barsoom/West americano, poi all’inizio si vede anche Burroughs.

    A molti per l’acconciatura e le armi dell’eroe sembra ricordare Prince of Persia. Un mio amico l’ha visto ed ha detto “Prince of Texas”.

    Il problema di una storia che è alla base di tutte le derivazioni è che il grande pubblico ha già visto tutte le derivazioni… l’inflazione drammatica farà il resto.

  11. E Dajah Thoris è troppo maledettamente vestita.

    Su Dafoe che fa la voce del marziano, attendo con un misto di trepidazione ed orrore di scoprire chi sarà la sua controparte nazionale.
    Bonolis?
    Bisio?
    Uno della Gialappa’s?
    Visti i precedenti…

  12. Attivando i miei potenti contatti nel mondo del doppiaggio potrei saperlo con qualche giorno in anticipo 🙂 però la disney è blindata, di solito.

  13. Pingback: Top Five – Planetary Romance « strategie evolutive

  14. Grazie per la bella recensione che mi ha spinto a leggere questo bellissimo planetary romance. Mi sono sentito a casa su Paragaea ed è stato doloroso staccarsene alla fine.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.